SIMBOLISMI NELLA CULTURA E NELL’ARTE

IL GALLO NERO (Parte Seconda)

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Giorgio Vasari- Allegoria del Chianti- Palazzo dei Cinquecento in Palazzo Vecchio- Firenze

Scrivendo sul gallo nero non si può certo dimenticare la Toscana il cui vino più famoso ha come simbolo tale pennuto.

Giorgio Vasari, lo raffigura nelle formelle del soffitto a cassettoni, al cui interno sono inseriti i dipinti che raccontano la storia di Firenze, dalla sua leggendaria fondazione fino alla Famiglia dei Medici, che si trovano a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento.

Così Vasari descrive la formella con l’allegoria del Chianti:«Quello, Signore, è il Chianti, con il fiume della Pesa e dell’Elsa, con i corni pieni di frutti, ed hanno a’ piedi un Bacco di età più matura per i vini eccellenti di quel paese; e nel lontano ho ritratto la Castellina, Radda e il Brolio, con le insigne loro; e l’arme nello scudo tenuta da quel giovane, che rappresenta Chianti, è un gallo nero in campo giallo.»

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Fabio Zacchei- Gallo nero- Opera in ferro di oltre 3 metri - Gaiole in Chianti

All’origine del gallo nero come simbolo per il Chianti vi è un’antica leggenda che risale al medioevo e alla lotte fra Siena e Firenze che si contendevano i territori tipici del Chianti. Dopo sanguinose battaglie decisero di giocarsi quella parte di territorio tramite una gara. Due cavalieri sarebbero partiti all’alba dalle rispettive città al canto del gallo, il confine delle terre fra Firenze e Siena sarebbe stato il loro punto incontro. I senesi scelsero un gallo bianco che la sera prima ingozzarono di cibo perché avesse più vigore, i fiorentini uno nero che lasciarono senza cibo, così il gallo nero che era affamato cantò molto prima dell’alba e il cavaliere fiorentino poté partire molto prima del cavaliere senese, il cui gallo cantò più tardi perché era satollo di cibo, con la conseguente annessione di quasi tutto il territorio del Chianti per i fiorentini.

cms_24489/3.jpgSe la Toscana ha come simbolo per il vino Chianti, un gallo nero, in Val di Vara, territorio ligure, nella provincia della Spezia fra i prodotti tipici del territorio annovera il “Gigante nero d’Italia” che non è altro che un gallo nero che è considerato come uno dei polli migliori del mondo.

Da dove viene questo gigante gallo nero?

Con la moda del recupero di tutto ciò che è antico, con l’esasperato ripristino della tradizione che molte volte diventa nient’altro che folclore ai fini dell’economia, venne ricercato anche il gigante nero di cui era nota la presenza tramite degli scritti, qualcuno di questi polli fu ritrovato in Liguria, anche se non era tanto antico, anzi era abbastanza recente.

Fu Mussolini, che in epoca fascista chiese agli allevatori di creare un gallo gigante che sfamasse le famiglie italiane, che all’epoca diversamente da oggi avevano un nucleo numeroso. Così come si evince da un documento datato 1924 si riuscì a produrre un pollo gigante dal piumaggio nero di ben sei chili, che ben si adattava alla virilità esasperata del Duce e al suo colore preferito, il pollo della Val di Vara discende da questo.

cms_24489/4.jpgQuesto gigante nero che sforna pulcini tutti neri, che ricordano la pubblicità di Calimero, forse può essere un po’ fascista come colore ma certo non merita di essere spennato, come accade con l’invenzione odierna, per scopi economici, di creare in laboratorio dei polli nudi, che possono essere così allevati in climi caldi e inoltre richiedono meno spese alle industrie avicole in quanto non è necessario spennarli… ma il povero pollo nudo in climi caldi così nudo non si ustionerà?

Ma forse il gallo nero resisterà alla spoliazione del suo piumaggio nero, infatti esiste un gallo nero indonesiano chiamato Ayam Cemani, che in lingua significa semplicemente pollo nero che economicamente se la cava assai meglio dei polli nudi in quanto un esemplare adulto costa cinquemila dollari e un pulcino appena nato duecento dollari.

Questi polli sono neri sia all’esterno che all’interno pure gli organi sono neri, solo il sangue è rosso, sono ritenuti sacri dai giavanesi, preziosi per la carne investita di poteri magici e per lo straordinario piumaggio. In Europa sono commercializzati da circa vent’anni, ci sono più appassionati collezionisti che allevatori visto il prezzo notevole, ma certo ci sarà pure chi se li mangia proprio per il loro costo, per distanziarsi dalla massa.

(Fine)

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La prima parte al link:

https://www.internationalwebpost.org/contents/SIMBOLISMI_NELLA_CULTURA_E_NELL%E2%80%99ARTE_24478.html#.YeVXiP7MKUk

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Paola Tassinari

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