SI ENTRA NEL PIENO DELLA FASE 2

Che l’Italia possa rifiorire come nel periodo post-bellico

1589580068Copertina.jpg

Siamo ufficialmente nel pieno della fase 2. L’allentamento delle misure di contenimento ci ha offerto un po’ di sollievo sotto l’aspetto emotivo e psicologico, dopo le prescrizioni rigide e rigorose del cosiddetto lockdown, che imponevano la permanenza nelle proprie abitazioni (salvo piccoli spostamenti per l’approvvigionamento di beni di prima necessità o per altre comprovate ragioni). Le limitazioni cui siamo stati sottoposti hanno messo a dura prova il nostro self control e il nostro grado di sopportazione, dinanzi alla necessità di evitare contatti e rinunciare alle normali abitudini della vita quotidiana. Di conseguenza, sono notevolmente aumentati i casi di depressione, soprattutto per le persone sole, gli anziani privati della normale assistenza e della consueta visita dei familiari, i giovani che hanno dovuto ridurre drasticamente il loro spazio e tempo di svago e di intrattenimento.

Adesso, il calo significativo e costante della curva epidemica conferma la tendenza decrescente dei focolai di contagio, con la stabilizzazione del parametro Ro al di sotto dell’1%. Si tratta di un dato importante affinché possa realizzarsi un graduale ritorno alle nostre consuetudini di vita in tutta tranquillità e tutela della salute, contestualmente alla riapertura delle attività produttive. I danni subiti da queste ultime, nonostante le misure di sostegno predisposte, hanno prodotto una situazione di stallo e di recessione molto grave sotto l’aspetto economico-finanziario, che inevitabilmente ha finito per innescare forti tensioni sociali.

Il governo ha periodicamente annunciato il varo di misure a sostegno delle aziende e delle famiglie, anche con l’utilizzo di fondi e finanziamenti derivanti da strumenti legislativi comunitari; tuttavia, finora ben poco è stato messo in atto.

cms_17494/Foto_1.jpg

Da questa fase 2 bisogna ripartire, conciliando adeguatamente l’importanza delle misure di contenimento per mantenere l’indice Ro sotto la soglia di sicurezza con la necessità di avviare la ripresa nel miglior modo e nei tempi più celeri. Il nostro Paese deve adottare misure in funzione delle proprie necessità e priorità, nonché in linea con le decisioni e i provvedimenti comunitari, dando al tempo stesso ascolto anche alla voce dei cittadini. Questi ultimi invocano una ripartenza reale, concreta, coordinata e con una tempistica di urgenza perché, altrimenti, potrebbe vanificarsi tutto.

Quello che ci attende è un periodo complesso e delicato, paragonabile a quello post-bellico, ovvero agli anni della ricostruzione, che fecero emergere gli aspetti più virtuosi della Repubblica. All’epoca, in un paese ormai ridotto in povertà, distrutto dalla guerra e da scontri politici-ideologici, gli italini si rimboccarono le maniche e, animati da tanta voglia di fare e di ricostruire, ripartirono dignitosamente. Così, nella condivisione di provvedimenti legislativi, economici, finanziari da parte di tutte le forze politiche, l’Italia divenne la quinta potenza industriale del mondo.

Sarà questa la fase in cui emergeranno prepotentemente problemi della tenuta economica e sociale del Paese; sarà necessario, quindi, innescare il meccanismo virtuoso di quel periodo post bellico. L’orientamento generale deve mirare a non scoraggiare nessuno, perché in caso contrario il Paese rischia di spaccarsi all’insegna del tutti contro tutti.

cms_17494/Foto_2.jpg

A livello comunitario è stato individuato e adottato, tra i paesi membri del Consiglio europeo, un piano Marshall per la ripresa, con un rafforzamento del Bilancio UE per i prossimi anni e la costituzione di un Fondo di rilancio. La proposta del Consiglio europeo va proprio nella direzione del cosiddetto "Recovery Fund", che dovrebbe partire dal primo luglio e che mobiliterà ingenti risorse per il sostegno alle imprese, per attivare il Mes senza grandi condizionalità, nonché l’ intervento della BCE per la garanzia del programma SURE per la cassa integrazione. Tutto ciò lascia ben sperare, tuttavia occorre non trascurare la necessità primaria di procedere speditamente, allentando e snellendo talune procedure burocratiche che possono rallentare, ahimé, pericolosamente la ripresa.

Antonio Iasillo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos