SMARTWORKING: RIPERCUSSIONI NEGATIVE SULLA SALUTE PSICOFISICA

A confermarlo è un rapporto dell’Università di Huddersfield. I consigli degli esperti

1627765535Copertina.jpg

Sebbene lo smartworking cui siamo stati costretti durante i mesi di lockdown (e oltre) abbia rivelato diversi vantaggi, non si può dire certamente che la nostra salute mentale ne abbia giovato. Le brusche variazioni nello stile di vita e nelle abitudini, divenute sempre più “letargiche”, ci ha portati a svolgere meno attività fisica con conseguenti ricadute anche sul benessere psicologico. Un rapporto dell’Università di Huddersfield, nel Regno Unito, svela infatti che restare per oltre 8 ore davanti al pc o a un qualsiasi schermo potrebbe influenzare gravemente l’equilibrio mentale, se combinato con dati demografici e problemi di salute preesistenti. Questo è stato provato con una ricerca sul campo, condotta sulla popolazione inglese: si è riscontrato che, nonostante il governo avesse concesso un’ora di esercizio fisico all’aperto al giorno nel periodo di chiusura, la stragrande maggioranza dei cittadini preferiva trascorrere otto ore o più in totale sedentarietà, o vi era costretta a causa del lavoro.

cms_22693/Foto_1.jpg

Ma c’è di più: anche coloro che si sono concessi 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o intensa hanno riportato conseguenze dannose sulla propria salute mentale. Gli studiosi hanno commentato questo risultato specificando che, qualora si fosse costretti a passare molte ore seduti, l’allenamento dovrebbe essere condotto in maniera più rigorosa e/o prolungata per ottenere risultati soddisfacenti in termini di salute psicofisica. "Non è solo andare in palestra. Fare una passeggiata, specialmente nelle aree verdi, è molto importante, qualsiasi tipo di attività moderata ha dei vantaggi. Abbiamo anche notato dal nostro studio che il tempo libero e il giardinaggio sono attività che aiutano sia fisicamente che mentalmente" hanno spiegato gli esperti.

cms_22693/Foto_2.jpg

L’invito a favorire corretti stili di vita è rivolto non solo ai singoli cittadini ma anche ai governi nazionali, i quali dovrebbero, secondo i ricercatori, rivedere e adeguare le proprie politiche di salute pubblica in era post-Covid.

Leonardo Bianchi

Tags:

Commenti per questo articolo

[*COMMENTI*]

<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos