SOCHI: SI CHIUDE IL SIPARIO

Dal 7 marzo i giochi paralimpici invernali

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E’ calato il sipario su Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 e, come sempre accade all’epilogo di un evento, è tempo di bilanci. I risultati sportivi ottenuti dai nostri atleti sono buoni, ma forse si poteva fare qualcosa in più.

In questo senso le dichiarazioni del Presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Sono soddisfatto, ma non mi accontento". Cerchiamo di capirne di più.L’Italia si è posizionata al 22° posto nella classifica generale, ma solo perché non è arrivato l’oro. Come numero di medaglie vinte, infatti, gli azzurri si sono piazzati al 12° posto. Sarebbe bastato un oro (che, purtroppo, non c’è stato) per far risalire l’Italia in classifica. Per rivedere gli azzurri senza un oro bisogna tornare indietro ai Giochi Olimpici di Lake Placid, negli Stati Uniti d’America del febbraio 1980, con due soli argenti. Il rammarico più forte, però, sono state le otto medaglie di legno, ossia i quarti posti raggiunti.

Insomma ha ragione il Presidente Malagò nel ritenersi soddisfatto a metà, ma c’è da dire che l’obiettivo era di non scendere sotto le cinque medaglie (il bottino della spedizione azzurra a Vancouver 2010). Così è stato. Le previsioni sono state rispettate e superate. Bisogna ricordare, tuttavia, che l’Italia, fino ai Giochi Olimpici di Albertville, nel 1992, non aveva mai superato le 5 medaglie in totale e che il suo apice lo aveva raggiunto, due anni dopo ( in Norvegia ) ottenendo il 4° posto, miglior piazzamento in assoluto dal 1924 (prima edizione dei Giochi Olimpici invernali) ad oggi, con 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi.Ma, il valore di un Paese - ha precisato lo stesso Malagò - non si può misurare solo col medagliere” . L’Italia, ora necessariamente dovrà riorganizzarsi e potenziare il progetto sul settore giovanile, partendo dalle scuole, se vuole migliorare la classifica nelle prossime Olimpiadi Invernali del 2018 che si terranno a Pyeongchang, in Corea. Già quest’anno , in realtà, l’età media dei medagliati è di 25,81 anni ed il gruppo degli azzurri è risultato essere il più giovane degli ultimi 25 anni. E’ questa la strada giusta da prendere, anche perché, l’Italia, dovrà fare necessariamente i conti con l’età e con le prossime probabili rinunce. Ci riferiamo al già 40enne, Armin Zoeggeler (con la sua sesta medaglia consecutiva in altrettanti edizioni dei Giochi), Christof Innerhofer, (30 anni, un argento ed un bronzo) e Carolina Kostner (27 anni, medaglia di bronzo ) non più giovanissimi, soprattutto se proiettati verso i prossimi Giochi. Diverso è invece il discorso per la 24enne Arianna Fontana (un argento e due bronzi, uno dei quali nella staffetta con Martina Valpecina, Lucia Peretti ed Elena Viviani) che pur avendo l’età giusta per continuare, sembra avere qualche ripensamento. Delle 8 medaglie, ben 7 sono state conquistate dai Magnifici 4 (di cui abbiamo parlato), che per motivi diversi potrebbero non esserci o non ripetersi in Corea. L’ottava medaglia, invece, è giunta con il biathlon con Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer. Ma, per ottenere risultati ai prossimi Giochi, bisognerà anche lavorare su quelle discipline che sono mancate a Sochi come skeleton, pattinaggio di velocità e bob. Già, soprattutto se si vogliono raggiungere risultanti sfidanti come quelli espressi dallo stesso Presidente Malagò:” Mi piacerebbe vincere, ai prossimi Giochi, almeno 10 medaglie di cui 3 ori”.

Ma non bisogna distrarsi perché dal 7 marzo 2014, sempre nella splendida cittadina di Sochi, in Russia, partiranno i Giochi Paralimpici Invernali. Un italiano già in evidenza. Si tratta del veneziano, direttore artistico, Marco Balich, a cui è stata affidata la direzione della cerimonia di apertura e chiusura dei Giochi Paraolimpici Invernali. Chi ben comincia…

R.L.

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