SOLFRIZZI E STORNAIOLO: IL DUO “MADE IN PUGLIA”

Alla serata inaugurale del “Cacc’è Mmitt Festival”, la coppia di attori pugliesi fa registrare il tutto esaurito con “Il Cotto e il Crudo”

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Nell’affascinante cornice di Palazzo D’Auria Secondo di Lucera, sabato scorso, la coppia di attori Solfrizzi e Stornaiolo ha alzato il sipario del Cacc’e Mmitt Festival 2016. Il duo comico barese, amici nella vita, ha fatto registrare il tutto esaurito con Il Cotto e il Crudo. Il pubblico, sin dall’inizio dello spettacolo, si è lasciato trascinare da una comicità davvero esilarante.

cms_4560/Foto_1.jpgGag, doppi sensi, equivoci e interazioni con gli spettatori, sono gli elementi che hanno caratterizzato la loro esibizione che in alcuni momenti, se pur velatamente, ha pescato dal loro trentennale repertorio teatrale e televisivo, riportando alla memoria i siparietti alla Toti e Tata, andati in onda sulle emittenti locali agli inizi del ’90. Entrambi laureati al DAMS di Bologna (1985), Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, avviano il loro sodalizio artistico a Bari nel 1985, dando vita al duo comico Toti (Solfrizzi) e Tata (Stornaiolo). Passano con successo dal teatro cabarettistico alla televisione e alla radio assurgendo in brevissimo tempo a beniamini irresistibili di un folto pubblico di telespettatori pugliesi e lucani. Grazie all’eccezionale successo sulle emittenti locali Telebari, Telenorba e Teledue, propongono ed esportano un modello di comicità “made in Puglia” e in senso lato meridionale. L’esibizione dell’altra sera, inaugurale del “Festival”, ha davvero messo in evidenza tutta la comicità barese esaltando anche le loro doti di recitazione drammatica, con la sorpresa di vederli, sul finire della serata, arrivare a una sorta di “resa dei conti”: “chi sono io e chi sei tu”, “senza di me “tu” non saresti niente”, “tu di definisci un attore? E chi sei Robert De niro!”.

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Quasi due ore di spettacolo, con degli artisti che, dismessi i panni di attori impegnati in importanti produzioni televisive e cinematografiche, ricalcano la ribalta “locale” per non dimenticare mai le proprie origini artistiche. Il Cotto e il Crudo, insomma,è uno show mai “fine a se stesso”, che riesce, anche attraverso la satira in vernacolo, per intendersi quella da “popolino”, a parlare di politica, energie alternative e di crisi economica, con un salto persino nella poesia d’autore. Davvero una serata che vale il prezzo del biglietto, per niente costoso, e ciò che più conta, alla fine, è che la gente è andata via soddisfatta e col sorriso in volto.

U. D.G.

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