SOLO UNA "RIVOLUZIONE DIGITALE" POTRA’ RILANCIARE IL TURISMO A VENEZIA

La proposta di Domenico Moramarco, marketing manager di Visit Venezia.eu

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Un vero e concreto progetto di digitalizzazione dell’offerta turistica ed efficace campagna di marketing territoriale potrà rilanciare tutto l’indotto del turismo e portare in laguna turismo di qualità a beneficio della città e di tutte le realtà imprenditoriali, commerciali, artigianali e artistiche che la compongono e vivono quotidianamente.

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In che cosa consiste una “rivoluzione” digitale applicata al turismo?

Con il temine “rivoluzione digitale” faccio riferimento al progetto di rilancio della città di Venezia come meta turistica di eccellenza fatta attraverso portali autorevoli. Per fare questo occorre che si instauri nell’imprenditoria e maestranze locali una “cultura del digitale” che in pratica significa conoscere tutti gli strumenti digitali che utilizziamo quotidianamente ed impiegarli per raccontare la propria storia, i propri valori, farsi promozione, aumentare la visibilità, comunicare le eccellenze, migliorare il posizionamento all’interno dei motori di ricerca, sfruttare il potenziale infinito dei canali social (vedi Facebook, Instagram, Twitter e Tik Tok) e non da ultimo valorizzando e promuovendo il territorio di riferimento.

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Perché è importante tutto questo e qual è la situazione attuale?

A causa dell’emergenza legata al Covid e l’azzeramento di tutto l’indotto turistico chiaro è apparso ai nostri occhi il modo in cui veniva gestita la stragrande maggioranza dell’offerta culturale e turistica della città ma anche del resto d’Italia, tramite tour operator stranieri (Booking, Airbnb, Trip Advisor, Expedia, ecc.) che hanno raccontato la Venezia del mito, quella di Piazza San Marco e del Ponte di Rialto. Il turista giunto in città si concentra solo in questi punti perché non conosce affatto l’offerta culturale, artistica, storica, musicale, enogastronomica e tante realtà culturali semplicemente perché la promozione non è stata fatta direttamente dai canali ufficiali o dalle realtà locali ma da gente e agenzie che non hanno, forse, nemmeno mai messo piede in città, non conoscono le sue peculiarità e le sue specificità. È mancata una corretta ed efficace attività di marketing territoriale e turistico, non è stata fatta una corretta promozione anche perché la città ha sempre vissuto “di rendita”. Conseguenza di questa mala gestione e completo lassismo è stato produrre un modello incentrato sulla monocoltura turistica, sulla logica del profitto e della speculazione, sulla precarizzazione delle professioni, l’airbnbzzazione di una gran parte del centro storico e il conseguente svuotamento da parte dei residenti, sull’emersione dell’illegalità e dell’abusivismo.

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Come promuovere e salvaguardare il patrimonio culturale e artistico di tutta la città?

Caso emblematico che vorrei citare la Fondazione dei Musei Civici di Venezia che raggruppa undici sedi museali e rappresenta un patrimonio culturale e artistico unico, di inestimabile valore che non ha eguali a livello mondiale. Bene: su undici sedi museali quasi l’80% degli ingressi è assorbito da Palazzo Ducale (1 milione 200 mila visitatori circa solo nel 2019), il restante spalmato su dieci sedi museali per cui non viene fatta nessuna promozione: Ca’ Rezzonico - Museo del Settecento Veneziano, la Galleria Internazionale di Ca’ Pesaro, il Fondaco dei Turchi - Museo di Storia Naturale, solo per citarne alcuni. Ho lavorato alcuni anni come guida museale a Palazzo Ducale e un terzo dei turisti che visitavano il Palazzo non erano a conoscenza che lo stesso biglietto permetteva loro di visitare gli altri musei di Piazza San Marco: il Museo Correr, il Museo Nazionale Archeologico e la Biblioteca Marciana!

Venezia conta 137 chiese e più di quaranta musei eppure l’80 per cento dei turisti si concentra nell’area marciana, un’area molto limitata che viene letteralmente soffocata rispetto a grandi zone della città che non vengono visitate e quindi non vengono valorizzate come dovrebbero (Giudecca, Arsenale, Giardini della Biennale, Cannaregio, Isole minori, ecc). Con l’ausilio di strumenti digitali si è in grado di lavorare “a monte”, dare le informazioni quando il visitatore sta scegliendo la destinazione sui motori di ricerca e prenotando tutti i servizi annessi (viaggio, hotel o b&b, luoghi da non perdere, miglior ristorante, cose da fare, tipicità, ecc.) dandogli le corrette informazioni e spiegandogli in che modo visitare la città e anche come comportarsi.

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La situazione attuale è molto grave, l’acqua alta prima, il Covid poi, il turismo calato dell’80%. Quali le proposte per migliorare questa situazione?

La situazione attuale è molto grave e drammatica anche a causa della cattiva pubblicità fatta dai media (tutti ricordiamo i danni della cattiva informazione post acqua alta dove la gente credeva che Venezia fosse stata interamente sommersa quando era già operativa meno di 24 ore dopo il dramma della sera del 12 novembre che tutti noi abbiamo vissuto). Ciò nonostante occorrerebbe implementare una buona politica di web marketing turistico per invogliare la gente a tornare a Venezia e incrementare le presenze turistiche in città. Uno dei principi fondamentali per invogliare il turista a visitare la città di Venezia e le sue bellezze dovrebbe essere quello di aiutare gli ospiti ad entrare in contatto con la vera cultura locale: il 53% degli dei viaggiatori preferirebbe acquistare prodotti locali autentici rispetto ai souvenir turistici prodotti in serie e paccottiglia. Questo dimostra che sempre più viaggiatori vogliono esperienze autentiche.

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Come è strutturata oggi la domanda e cosa ricerca realmente il visitatore?

La domanda sempre più crescente è orientata verso le esperienze uniche, soprattutto da parte di viaggiatori intenzionati a condividere le proprie storie con gli altri. Una nuova tendenza verso la ricerca dell’autenticità in ogni aspetto del proprio viaggio, e fare quello che gli abitanti del luogo fanno ogni giorno, soggiornare in ambienti che rispecchiano lo stile della comunità, mangiare dove mangiano i locals. Questa ricerca da parte dei viaggiatori avviene quasi del tutto online, per l’80% attraverso smartphone. Non avere una buona presenza online significa non esistere, e non esistere significa vedere i flussi turistici approdare esclusivamente verso i nostri competitors.

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Qual è il problema attuale che riguarda gli imprenditori locali?

Il problema di una grande fetta che racchiude imprenditori che si occupano di gestire hotel, ristoranti, esercizi commerciali, artigianato artistico, ma anche liberi professionisti quali guide e accompagnatori turistici, NCC, è che non hanno investito abbastanza nella promozione quindi in visibilità, non riuscendo a comunicare direttamente, ad attrarre nuovi clienti, la maggior parte delle volte se hanno dei siti web questi ultimi non sono indicizzati. Negli ultimi mesi tutti abbiamo notato l’aumento esponenziale delle attività pubblicizzate tramite post ad hoc su Facebook e su Instagram, quella che io definirei la “febbre delle sponsorizzate”: si ha visibilità ma per un periodo limitato nel tempo perché si tratta pur sempre di pubblicità, finita quest’ultima si scompare praticamente dal social di riferimento. La pubblicità è inefficace per moltissime realtà veneziane quali possano essere gli alberghi storici che necessitano di una promozione più articolata e capace di raccontare l’aspetto storico grazie anche allo storytelling.

Quale è quindi la soluzione?

È fondamentale affidarsi a professionisti del settore e chiedere una consulenza e studio di fattibilità che permetta di capire quale sia la reale presenza dell’attività nel web, indicizzazione dei siti di riferimento delle pagine social, valutare engagement, copertura e impressions. Essere in grado di promuovere un prodotto che racchiuda qualità, valori e prestigio e saper comunicare peculiarità e caratteristiche che lo contraddistinguono dagli altri.

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Parlaci di Visit Venezia.eu, il portale che racconta e promuove la città di Venezia.

Il sito Visit Venezia.eu lanciato nel 2018 ha avuto subito un grande successo. Da allora il portale è diventato un punto di riferimento per la valorizzazione delle eccellenze della città lagunare che si distinguono per ricercatezza e qualità. In pratica si tratta di un potente sistema multicanale che include il sito ufficiale, le pagine sui social di riferimento (Facebook, Youtube e Instagram) e il Venice Pass, supportando inoltre chi vuole comunicare e migliorare la sua presenza valorizzando il territorio, aumentando la sua visibilità e indicizzando le sue landing page.

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Che cos’è il Venice Pass?

Il Venice Pass è la card digitale (scaricabile gratuitamente tramite app) che permetterà al viaggiatore di visitare le maggiori attrazioni di Venezia compresi i musei, i palazzi storici, i principali monumenti e le chiese, viaggiare usando i trasporti locali e usufruendo di particolari sconti e vantaggi in hotel, ristoranti, luoghi di divertimento e negozi. Con il Venice Pass si avrà anche accesso a un prezzo agevolato a tutti i tour ed escursioni che saranno caricati sul portale Visit Venezia.eu. L’applicazione sarà molto importante per la promozione delle eccellenze veneziane che ne trarranno beneficio ed è già piaciuta a molti player internazionali che aspettano di riproporre Venezia come meta di eccellenza tramite un canale che ha già effettuato un’attenta selezione delle migliori maestranze locali. Sono state attivate partnerships con grandi players come Global Cruises, Union Pay, Turkish Airlines e la Camera di Commercio Italiana a Londra.

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Come si può utilizzare il canale Visit Venezia.eu?

Lavorare per Visit Venezia.eu è davvero emozionante, il team è fortemente motivato ed è in costante crescita quindi ci sono molte possibilità di inserimento di nuove figure professionali. Nello specifico io mi occupo di selezionare le migliori realtà imprenditoriali presenti sul territorio e insieme a loro si progettano mirate campagne di marketing digitale a breve, medio e lungo termine, si decide inoltre quale canale utilizzare per migliorare la loro presenza on-line e intercettare nuovi e potenziali clienti, fidelizzando quelli già esistenti con promozioni studiate ad hoc. Organizziamo eventi e partecipiamo a fiere di settore.

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Per gli stessi possiamo redigere degli articoli redazionali con possibilità di realizzare e inserire delle video interviste indicizzate al proprio sito di riferimento o pagine social. All’interno del testo vengono selezionate alcune parole chiave che poi saranno indicizzate tramite SEO e SEM, questo permetterà al sito di salire nei motori di ricerca (Google). Il link inserito è chiamato “do follow” e implementa la link building, una sorta di miglioramento dell’autorevolezza del proprio sito nel web, fondamentale per posizionarsi sulle prime pagine all’interno dei motori di ricerca, raggiungere un ampio numero di persone e intercettare nuovi e potenziali clienti. La parte più interessante è sicuramente quella legata ai social e alla stesura di un piano editoriale digitale. Nello specifico si crea un calendario con all’interno le date e le tematiche dei post da pubblicare sui vari canali social. Nulla deve essere lasciato al caso soprattutto quando si parla di campagne dedicate all’e-commerce. Da ultimo la parte video (i canali Visit hanno superato il miliardo di visualizzazioni da quando sono state create ad oggi) che consiste nel proporre social spot a potenziali clienti, grazie a questi ultimi che normalmente sono emozionali, piacciono alla community e diventano virali, si ottiene visibilità e si contribuisce alla valorizzazione del territorio e promozione del patrimonio sia materiale (chiese, musei, siti archeologici e culturali) che immateriale (lingue, tradizioni, costumi, antichi dialetti, musiche antiche). Il nostro progetto Visit è in forte crescita e la nostra mission sarà quella di diventare il primo player di promozione “sostenibile” e valorizzazione del territorio fatto da imprenditori locali ‘illuminati’ che contribuiranno a salvaguardare il patrimonio, le tradizioni e i costumi di un determinato luogo, con le sue specificità e peculiarità, contribuiranno alla sua valorizzazione per proteggerlo e conservarlo, per tramandarlo e consegnarlo integro alle generazioni future.

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Domenico Moramarco, trentacinquenne di origini pugliesi, residente nella città di Venezia da otto anni. Laureato in Lingue e Letterature Straniere per il Turismo presso l’Università degli Studi di Bari ha scelto Venezia come luogo per completare la sua formazione accademica prima con un Doppio Master Internazionale in Management dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’École Supérieure de Commerce di Parigi poi con una seconda laurea in Arte Contemporanea sempre a Ca’ Foscari. Guida turistica abilitata, dopo molti anni in cui ha lavorato come mediatore culturale per le più grandi istituzioni culturali veneziane tra cui i Musei Civici, la Fondazione Giorgio Cini, l’Alliance française, il Palazzetto Bru Zane, Palazzo Grassi e Punta della Dogana della Fondazione Pinault, la Collezione Guggenheim, per due anni e mezzo si è occupato della promozione del brand di profumi The Merchant of Venice, progetto della famiglia Vidal che ha visto restaurare e rilanciare Palazzo Mocenigo, museo e centro studi della storia del tessuto e del costume dove è stato creato il primo museo del profumo in Italia. Attualmente lavora come web editor e marketing manager per Marketing Italia, giovane azienda napoletana di marketing digitale creata dal visionario Ruben Santopietro e Paolo Landi.

Per contatti diretti inviare una mail a d.moramarco@marketing-italia.eu (+39/3386271967).

Massimo Favia

Tags: Visit Venezia Marketing Italia rilancio turismo

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