SPETTACOLO E TURISMO, NEI PROSSIMI MESI SARA’ DURA

Nell’intervista a La Repubblica, il Ministro Franceschini spiega quali saranno le scelte

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Ormai è chiaro che non ci sarà un giorno in cui il Paese, come d’incanto, tornerà di colpo alla normalità. Avremo un periodo di tempo, fino al vaccino, in cui dovremo cambiare le nostre abitudini di vita: nel lavoro, nel tempo libero, nei trasporti e così anche nelle vacanze. Le faremo, ma dovremo rispettare limiti e regole”. Queste le parole del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini in un’intervista al quotidiano La Repubblica. Con la stagione estiva alle porte e con la grande perplessità di dover andare al mare nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e di prevenzione, non sono state ancora trovate delle soluzioni definitive da adottare per le spiagge libere e i lidi a pagamento. “Ho visto questa idea del plexiglass e la trovo orribile e francamente impraticabile. Ho chiesto al comitato scientifico di indicare prescrizioni per le spiagge, distanze tra ombrelloni, sanificazione, per dare agli stabilimenti balneari il tempo di organizzarsi. Poi dobbiamo affrontare il tema dei controlli nelle spiagge libere”, spiega il Ministro.

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Bisogna fra presto, perché il turismo nazionale contribuisce per il 14% del PIL. “Il turismo è il settore più colpito. -aggiunge Franceschini- Per questo chiedo nei tavoli di governo misure specifiche e straordinarie nel prossimo decreto, dai crediti d’imposta per locazioni e per compensare le perdite di fatturato, alle risorse sia per l’adeguamento e la sanificazione delle strutture che per la promozione”. Riguardo all’ideadel bonus vacanze per le famiglie da spendere sul suolo nazionale, precisa che si tratta “di uno strumento per aiutare le persone con figli a carico e con reddito medio basso ad andare in vacanza, mettendo a loro disposizione una somma da spendere in strutture turistiche, dagli alberghi agli stabilimenti balneari. Un modo per aiutare imprese e famiglie insieme. Ma è presto per dire se saranno 500 euro a famiglia o una cifra più bassa ma a persona”.

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Per le somme da reperire e investire nel settore, il Ministro si dice “convinto che il Consiglio dei ministri considererà la specificità della crisi del turismo. Ed è molto importante che il Consiglio europeo abbia già riconosciuto questa specificità, che porterà una parte significativa della enorme somma del Recovery fund proprio sul turismo”.E anche se sarà impensabile avere vacanzieri dall’estero, si deve cercare di salvare il salvabile puntando sul turismo nostrano, dichiara: “Ho partecipato ieri al G20 del Turismo e lunedì avrò la riunione dei ministri Ue. Le preoccupazioni e la voglia di ripartire sono le stesse per tutti, ma il turismo internazionale quest’anno non ci sarà. Da qui nasce il piano ’Viaggio in Italia’ per un grande investimento sul turismo interno, di prossimità. Sarà anche una occasione di far conoscere meglio la bellezza unica dei luoghi meno noti e il bonus vacanze spingerà in questa direzione”. Alla domanda su quando riaprirannomusei e siti archeologici come Pompei o il Colosseo, risponde: “A maggio, non dal 4 ma più avanti, potranno riaprire quelli in grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dal comitato scientifico”.

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Capitolo a parte è quello dello spettacolo (teatri, cinema e musica dal vivo), dove è impossibile far valere le norme sul distanziamento: “Stiamo discutendo con gli esperti, ma gli ultimi (a riaprire, ndr) saranno inevitabilmente i luoghi in cui tante persone dovrebbero stare in uno spazio limitato, al chiuso o all’aperto. Vorrei fosse comunque chiaro -precisa il Ministro- che nessun teatro, nessun cinema, nessun artista, verrà lasciato solo. Siamo partiti con le prime risorse straordinarie proprio dai più indifesi, quelli con i redditi più bassi”. Sarà ancora molto dura e lunga la ripartenza a pieno regime, ma l’importante avere un punto a cui fare riferimento e che serva da banco di prova per i mesi a venire. E, soprattutto, avere dallo Stato il denaro necessario (magari a fondo perduto) da gestire per sostenere il settore turistico, culturale e artistico che già nella normalità fa molta fatica a stare a galla.

Umberto De Giosa

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