SS COSMA E DAMIANO

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I gemelli Cosma e Damiano, conosciuti anche come i “santi medici”, nascono ad Egea - città portuale della Turchia - nell’anno 260 circa. Di famiglia benestante, il padre Niceforo si converte al cristianesimo subito dopo la loro nascita ma muore durante una persecuzione in Cilicia, regione a nord di Cipro. È dunque la madre Teodora che si occupa della loro crescita, educandoli all’amore di Cristo e del prossimo. È proprio questo amore per Dio, che si concretizza nella carità, a far decidere i due fratelli a diventare medici.

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I santi Cosma e Damiano (da un dipinto di Bartolomeo Vivarini)

Dopo aver studiato l’arte medica in Siria, dunque, Cosma e Damiano si dedicano alla cura degli infermi. Ma il loro modo di esercitare la professione è davvero speciale: non soltanto si prodigano nella cura dei corpi ma anche in quella dello spirito, distribuendo a ciascuna la pace di cui necessita per guarire corpo e anima. Inoltre non vogliono mai essere pagati, applicando il monito di Asclepio: «Darete delle cure gratuitamente, se c’è da soccorrere un povero o uno straniero, perché dove c’è l’amore degli uomini c’è l’amore dell’arte». Per questa loro prerogativa vengono soprannominati Anargyroi, termine greco che significa "senza argento" o “senza denaro”.

La leggenda racconta che, soltanto una volta, Damiano accetta la ricompensa di tre uova da una donna di nome Palladia, guarita miracolosamente da un’emorragia. Cosma ci resta così male che rimprovera il fratello, il quale giustifica il suo gesto nel non voler dare un dispiacere alla donna. Sta di fatto che in quella circostanza il Cosma esprimere la volontà di non essere seppellito accanto al fratello.

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“Miracolo dei Ss. Cosma e Damiano” - affresco del Beato Angelico

Ad ogni modo, questo genere di apostolato non è visto di buon occhio dai poteri forti, che fanno di tutto pur di impedirgli di compiere la loro missione.

Alla scienza medica, dunque, Cosma e Damiano affiancano la spiritualità, l’amore e i miracoli: uno dei più famosi è quello che riguarda la sostituzione della gamba ulcerata di un loro paziente con quella di un etiope morto di recente.

Siamo ai tempi dell’imperatore Diocleziano e la persecuzione infuria contro i cristiani.

Non limitandosi ad esercitare la professione medica, ma predicando il Cristo - medico delle anime e dei corpi - Cosma e Damiano vengono travolti dalla furia dei pagani e gettati in carcere dal prefetto di Cilicia.

Vengono giustiziati nel 303 a Cirro (città dell’antica Siria, odierna Turchia) e fu loro inflitto un martirio talmente feroce che su alcuni martirologi è scritto che furono martiri cinque volte. Secondo alcune fonti, sono dapprima lapidati e bersagliati dai dardi, ma tanto le pietre quanto le lance rimbalzano contro gli offensori. Secondo altre, sono stati fustigati, crocifissi, gettati in mare da un dirupo con un macigno appeso al collo, rinchiusi in una fornace ardente. In ogni caso riescono a liberarsi e ad uscirne indenni. Alla fine, il martirio viene consumato tramite decapitazione nella città di Cirro, nei pressi di Antiochia. Corre l’anno 303: Cosma e Damiano fanno parte della prima generazione di martiri sotto l’impero di Diocleziano.

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“Martirio dei Ss. Cosma e Damiano” - affresco del Beato Angelico

Coloro che hanno assistito al martirio vogliono offrire ai due fratelli degne esequie rispettando, tuttavia, la volontà di Cosma di non essere sepolto insieme al fratello. Mentre i presenti si accingono a fare ciò, un cammello inizia a parlare spiegando che Damiano ha accettato quella ricompensa unicamente per evitare che la povera donna si sentisse umiliata dal suo rifiuto. Dinanzi a un miracolo così eclatante, si decide dunque di dare sepoltura ai due fratelli, disponendoli l’uno a fianco dell’altro.

Il culto dei due santi medici inizia subito dopo la loro morte. Nella seconda metà del III secolo, le loro reliquie sono già distribuite nelle numerose chiese erette in loro onore. L’imperatore Giustiniano I e il patriarca Proclo, gli dedicano una basilica a Costantinopoli. Allo stesso modo, a Roma Papa Felice IV gli edifica, sul sito dell’antico Templum Romuli e della Bibliotheca Pacis, una basilica che favorisce il culto dei due santi in opposizione a quello dei gemelli pagani Castore e Polluce.

La missione medica e taumaturgica, che costò la vita ai due fratelli, ci fa molto riflettere sulla dignità ma anche sulla responsabilità di dottori, infermieri, farmacisti, chirurghi e veterinari, di cui Cosma e Damiano sono patroni.

La loro memoria liturgica cade il 26 settembre.

Simona HeArt

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