STORIE DAL PIANETA TERRA

LO SQUADRONE VOLANTE DI CATERINA

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Immaginate di trovarvi nella Francia del 1500, e di essere nati a Firenze, da una famiglia economicamente ricca e potente ma in realtà non blasonata, scansati da nobili altezzosi e sfaccendati, cercati solo per le solide garanzie monetarie, considerati poco più che bottegai. E’ così che si sentiva Caterina de’ Medici, pronipote di Lorenzo il Magnifico, con un prozio Papa, Leone X, che la diede in sposa a Enrico - il secondogenito del Re di Francia, Francesco I - per riannodare i rapporti tra una chiesa sempre più compromessa nella virtù e uno Stato che conquistava territori ma era deficitario nelle finanze. La dote della “fiorentina”, come la stessa veniva definita, avrebbe consentito ai galletti di prendere fiato. Per una serie di circostanze, Enrico, da secondogenito divenne re; il Paese, tuttavia, non si trattava di un reame incantato, tutto il contrario: tra gli intrighi di corte e l’inizio delle guerre di religione, che vedeva contrapposti cattolici ferventi e ugonotti riformisti, c’era un bel daffare. Una nazione da governare col pugno di ferro, tra mediazioni diplomatiche e decisioni irrevocabili.

cms_7630/2.jpgMorto il sovrano per un caso fortuito, la fiorentina iniziò a vestirsi di nero. Ma il figlio, predestinato a divenire re col nome di Francesco II, era troppo giovane per salire al trono, e così Caterina, piuttosto che farsi da parte (in quanto la legge salica non consentiva alle donne di salire sul trono) divenne reggente, con grande sdegno di tutti i nobili che avrebbero voluto mettere le mani sul regno fungendo da tutori. Ma Caterina era femmina e, per quanto potente, doveva confrontarsi con un mondo dove gli uomini comandavano e le donne intrigavano dietro i paraventi, per conquistare la loro fetta di gloria più qualche castello. Ed è così che la discendente di Lorenzo il Magnifico, donna colta e intelligente, avendo ben presente il proprio ruolo e, soprattutto, il fatto di non poter competere con le giovani e fresche cortigiane, decise di sfruttare le passioni maschili, facendo passare alla storia il suo periodo di reggenza come un’epoca di lussuria e libagioni.

La madre del futuro re reclutò circa 80 damigelle, aggraziate e rispondenti ai canoni estetici dell’epoca, in grado di sostenere conversazioni senza apparire troppo intelligenti. Formalmente, il loro compito consisteva nell’insegnare le buone maniere ai rozzi, seppur blasonati, maschi, e al tempo stesso coinvolgere la nobiltà in giochi e feste, aggregandoli e organizzando passatempi in cui potessero dar sfoggio di galanteria, educazione, abilità nella danza. Antesignane delle P.R., sollazzavano i gaudenti francesi distraendoli dalla guerra e dalle lotte intestine, civettando con loro fino a concedersi, con molta calma, nella quiete e nella penombra delle alcove clandestine. Il loro scopo era ottenere, durante i sussurri amorosi, informazioni e segreti, senza dar segno di interesse, senza far sospettare nulla ai distratti ed eccitati cavalieri, da antiche Mata Hari che si concedevano al nemico di turno. Quanto scoprivano, ovviamente, era prontamente riferito alla reggente, che utilizzava questa conoscenza per stringere accordi o per tenere in pugno chi la ostacolava.

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Le componenti dello “Squadrone volante” dovevano osservare alcune regole precise. Non concedersi mai avventatamente, non cedere alle prime lusinghe, e soprattutto non restare incinta, anche se, quando capitava, il prepensionamento era accompagnato da collocamenti in situazioni più che dignitose, con la certezza di poter vivere una vita agiata. Tra feste, balli e musica, con relativi suonatori e strumenti musicali, le damigelle dovevano essere messe in condizione di trovare salotti da animare, ed è per questo motivo che le animatrici non andavano ricercate tra il popolo, bensì tra le nobildonne. Una di queste, forse la più famosa, specialmente in virtù del suo ruolo e del lignaggio dei suoi amanti, fu Charlotte de Beaune Samblancay, viscontessa di Tours, baronessa di Sauve nonché Marchesa di Noirmoutier. Non semplici P.R., pertanto, ma vere e proprie dame di compagnia. Cosa importa se si annoveravano tra i frequentatori dei talami Enrico di Navarra, che divenne re col nome di Enrico IV, Francesco d’Alencon, Enrico di Guisa e tanti altri. Caterina de’ Medici divenne famosa, e anche famigerata, per il modo in cui resse il regno di Francia in vece di suo figlio, ma fu anche la prima a intuire le possibilità sociali del corteggiamento, con la creazione di una struttura organizzata dedita alla ricerca di informazioni, allo spionaggio si direbbe oggi. Non un’attività degna d’onore, se vogliamo, ma comunque un elemento storicamente dimostrato e accertato, una delle tante storie di questo pianeta chiamato Terra.

Paolo Varese

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