STORIE DAL PIANETA TERRA

ELVIS E’ VIVO, E NON SOLO LUI

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Il 16 agosto del 1977 una notizia sconvolse il mondo. Da Menphis (U.S.A.) si levò l’urlo di dolore dei fan - seguaci sarebbe meglio dire - del Re del Rock. Elvis Presley aveva abbandonato questa valle di lacrime, anche se per lungo tempo venne taciuta la verità sulle modalità della morte. Da quel momento iniziò un tormentone tra gli irriducibili, quelli che non volevano credere a ciò che era stato scritto dal medico legale, a ciò che era stato dichiarato dalla moglie, alla verità insomma. Si verificarono i primi avvistamenti, inizialmente con la stessa credibilità che avrebbe l’annuncio di un UFO atterrato dentro al Colosseo in pieno giorno, ma poi, lentamente, a causa di quello strano meccanismo chiamato proliferazione delle leggende urbane, le segnalazioni iniziarono ad aumentare, e così Elvis venne visto alle Hawaii, e poi a New York e poi ovunque. I fanatici del complottismo e della teoria della scomparsa volontaria esultarono, Elvis era vivo e si godeva la sua vita in solitudine.

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Anche un altro personaggio famoso era scomparso prima di Elvis, anzi, parecchi altri, ma in particolare Jim Morrison iniziò a divenire uno dei più celebri divi redivivi. Il frontman dei Doors era morto a Parigi, nella vasca da bagno della sua abitazione francese, il 3 luglio del 1971, a soli 27 anni. Inizialmente si parlò di overdose, poi di arresto cardiaco, infine di arresto cardiaco seguito ad overdose a causa dell’acqua calda. E intanto la sua leggenda si alimentava. Spulciando tra le sue memorie, venne fuori la sua convinzione di avere lo spirito di un indiano pellirosse defunto dentro di sé, poi riemerse l’adolescenza inquieta e il rifiuto allo studio, ed ancora il suo esibirsi, durante i concerti, in stato di perenne alterazione dovuta agli allucinogeni. Jim era un cocainomane e detestava l’eroina, che invece era apprezzata dalla moglie Pamela. Troppo facile per i fan investigatori addossare alla moglie la colpa dell’overdose, colpa che in seguito divenne complicità, perché gli investigatori non si limitarono alla morte del cantante, ma andarono otre, e in un’epoca in cui non esisteva Internet era fin troppo facile scattare una foto sgranata a un tizio in lontananza e riconoscerlo come Jim Morrison camuffato. Chiunque, in quegli anni a cavallo tra i 70 e la comparsa di Internet, avesse visto un tizio alto più o meno tra 1,70 e 1,80, con barba, occhiali da sole e capelli lunghi, avrebbe potuto dire di aver visto Jim, magari corredando il tutto con una foto scattata di nascosto tra una pianta ed un furgone, a distanza ottimale. E la moglie? Ma ovviamente è complice, perché, sempre secondo i fan investigatori ed anche avvocati, i due sposi avevano studiato bene la legge, ed avevano scoperto che nessuno avrebbe potuto indagare lei per omicidio, in quanto Jim già beveva e comunque la sua passione per le droghe era nota. Così misero in atto il piano, e Jim poté vivere in tranquillità i suoi anni girando il mondo in anonimato. Ovviamente queste teorie si infransero contro la morte della stessa Pamela nel 1974, sempre per overdose, a causa di una depressione per la morte di Jim.

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Ma per i veri credenti e seguaci della teoria della Società degli scomparsi eccellenti, poco contano le prove, Elvis è vivo, e cammina assieme a Jim e a James Dean. Eh sì, anche il defunto protagonista di Gioventù Bruciata e La Valle dell’Eden ha continuato a camminare, secondo molti testimoni, su questa terra, anche dopo la sua scomparsa. Dal 1955, anno del tragico incidente in cui perse la vita a bordo della sua Porsche, moltissime persone negli Stati Uniti hanno dichiarato di aver visto Jimmi. E d’altra parte gli ingredienti per credere a una morte creata ad arte ci sono tutti. La Porsche scomparve di circolazione subito - all’epoca si disse demolita, ma nessuno la vide mai - tanto è vero che ancora nel 2015 venne offerto 1 milione di dollari a chi l’avesse ritrovata. E, a quanto pare, qualcuno si fece vivo. Inoltre la polizia non indagò mai il responsabile dell’incidente, tale Donald Turnupseed, colui che si immise sulla strada in contromano, costringendo James Dean a una manovra che lo mandò a schiantarsi contro un palo. Tutti elementi che i fan investigatori, avvocati, medici legali e periti stradali non potevano ignorare. Troppe coincidenze per non credere ad un artificio. Se si considera che su YouTube oltre 2 milioni di persone hanno visto il video “James Dean vivo? Prove shocking”, allora si può immaginare quanti abbiano aderito alla teoria della mistificazione. La terra ha molte storie da raccontare, alcune inventate apposta per continuare a credere in chi ha fatto sognare.

Paolo Varese

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