STORIE DAL PIANETA TERRA

PROGETTO ACOUSTIC KITTY

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I romanzi di spionaggio, così come i film, hanno spesso ipotizzato l’utilizzo di animali per la raccolta di informazioni. Delfini e squali con addosso telecamere, alla ricerca di navi e sommergibili e basi sottomarine, hanno riempito pagine e schermi, mentre i volatili, da sempre utilizzati come messaggeri, sono divenuti, nella fantasia degli scrittori, occhi per l’osservazione dall’alto. In alcuni casi la realtà ha preso il sopravvento sull’immaginazione, e nel 2011 la polizia colombiana deve aver pensato ad uno scherzo quando, nei pressi di una prigione, alcuni agenti hanno trovato un piccione che non riusciva a volare a causa dell’ingente quantità di droga che aveva in un sacchetto allacciato sul dorso. La polizia di Portorico invece, nel 2015, ebbe a che fare con un pappagallo addestrato a dare l’allarme quando vedeva le divise degli agenti avvicinarsi all’abitazione di un famoso spacciatore. Piccoli episodi, fatti che in qualche modo sembrano appartenere all’arte dell’arrangiarsi e non alla scienza oppure allo spionaggio

cms_9278/2.jpg Ma, verso gli anni ‘60 del secolo scorso, qualcuno provò ad utilizzare un altro tipo di animale, per entrare nelle case e nei segreti del nemico. Negli uffici della C.I.A., Direzione Scienze e Tecnologia, ci fu chi si rese conto che alcuni animali erano talmente diffusi nelle città da non destare sospetti, anche in virtù della loro natura. Prese così il via il progetto Acoustic Kitty, e, grazie ad una serie di interventi chirurgici che prevedevano l’installazione di un trasmettitore radio alla base del cranio ed un microfono nel condotto uditivo, venne anche preparato il primo gatto spia degli Stati Uniti, un vero e proprio cyber cat. Ovviamente bisognava addestrare il felino, ma i primi risultati non fecero gridare al miracolo, anche perché bisognava lottare contro l’istinto del felino e con la sua fame, oltre che con la tendenza a lasciarsi distrarre da oggetti in movimento. Dal 1961 al 1965 diversi gatti vennero sottoposti ad interventi chirurgici, ammaestrati, e finalmente, nel 1966, si diede inizio al test finale.

cms_9278/3.jpg00Gatto venne liberato all’esterno dell’Ambasciata Russa di Washington, dove due funzionari sovietici stavano parlando su una panchina. La spia a 4 zampe girava intorno agli uomini, mentre, all’interno di un furgone, agenti dei servizi segreti monitoravano la situazione. Ma evidentemente qualcosa andò storto, ed il gatto finì sotto le ruote di un taxi, prontamente recuperato dagli agenti, ansiosi di impedire che qualcuno potesse notare i congegni elettronici sul corpo dell’animale. Nonostante la pessima riuscita, anche se alcune persone coinvolte dichiararono che il micio si era salvato ed era stato curato, gli esperimenti per creare altri gatti spioni proseguirono. Non è dato sapere quanto gli sforzi produssero risultati apprezzabili, anche perché gli appunti ritrovati, in seguito alla desecretazione del 2001, erano più che altro una ripetizione di quanto veniva insegnato agli animali e del riscontro ottenuto.Nel 1967, dopo aver speso circa 20 milioni di dollari, il programma venne interrotto, e gli involontari agenti liberati dal peso delle apparecchiature elettroniche su di essi innestate. L’ex direttore dell’Ufficio di Servizio Tecnico della C.I.A., Robert Wallace, confermò che la difficoltà nell’addestramento era data essenzialmente dalla tendenza dei gatti a distrarsi, pertanto potevano essere affidabili per pochi metri, dopodiché seguivano solo il loro istinto. Forse gli esperimenti sono proseguiti con altri animali, altre cavie, e chissà, forse oggi si aggirano tra noi cani bionici e ratti spia, anche perché la tecnologia è progredita in modo esponenziale da quegli anni ‘60.

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Ciò che sappiamo per certo è che altri animali sono morti, nel corso del tempo, per sperimentare armi chimiche o radioattive. Sin da quando la cagnolina Laika venne lanciata nello spazio, abbandonata al proprio triste destino, gli uomini hanno mostrato di non considerare affatto gli animali come creature senzienti, dotate di emozioni. Eppure le cronache raccontano continuamente di animali che mostrano una sensibilità superiore, ed un attaccamento ai loro amici umani che va oltre la normale affezione. Acoustic Kitty fu un insuccesso, ma chissà, forse quel gatto che finì sotto il taxi a Washington agì con la consapevolezza che era meglio morire libero che vivere schiavo, anche se si hanno 4 zampe o un paio di ali.

Paolo Varese

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