SULLE TRACCE DELLA “GEOGRAFIA DELLE GEOGRAFIE”

PER “SCRIVERE LA TERRA.LEGGERE LA TERRA”

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Su quella sponda di terra Giuliana che vede la città di Monfalcone non solo in continuità ma quasi propaggine del retaggio storico-creativo di Trieste, si è svolto un interessante evento culturale che ha inteso disegnare GEOgrafie letterarie accomunate da un ampio respiro globale, partendo dalle originarie ripartizioni in ambiti non solo territoriali ma riguardanti la varietà degli interessi e coinvolgimenti umani.

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Incentrato sul tema “Scrivere la Terra. Leggere la terra”, il GEOgrafie Festival ha preso forma seguendo, in apertura, quello che Valerio Massimo Manfredi, famoso archeologo autore di scritti best seller sull’antichità classica, ha indicato quale “filo rosso geografico della civiltà Italiana” svoltosi in successione temporale, da Augusto a Dante da Machiavelli all’Unità d’Italia, “in continua ridefinizione del nostro sentimento” e con l’evoluzione dell’identità del Popolo Italiano nella sua Arte e nella sua Storia.

Oltrepassato il limite nazionale, le “geografie” mondiali sono state rapportate a quelle globali dei nostri giorni in cui, fuggendo da luoghi di miseria, si rinnovano tragedie immani di tanti che vedono infrangersi “Un sogno sull’oceano” come quello ricordato nell’omonimo libro dallo scrittore Luigi Ballerini, con riferimento all’affondamento del Titanic nel 1912.

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Nella nostra attualità globale in cui assume massimo rilievo il profilo della “geopolitica” internazionale, non è potuto mancare il fare tappa sulla Cina e sulla sua influenza in termini di sollecitazione perchè l’intero sistema mondiale ricerchi le più opportune strategie per un assestamento che, lungo la Via della Seta, possa considerare reali opportunità esenti da rischi di asservimenti dell’Occidente, su cui hanno indotto a riflettere lo scrittore Alberto Garlini insieme con l’economista Antonio Selvatici basatosi sul suo saggio “La Cina e la nuova Via della Seta”.

Alle “geografie tradizionali” sono state rapportate quelle “virtuali” delle tendenze di pensiero e delle culture nelle differenze e, pur tuttavia, nelle somiglianze.

Tanto, in ambito di “genere” dove, attraverso le pagine di Giunti e Fabian Negrin autori di “Le amiche che vorresti”, la giornalista Valentina Gasparet ha fornito un quadro significativo nel confrontare eroine letterarie di tempi e luoghi diversi: quali Jane Eyre, Emma Bovary sino a Mina di David Almond, risultate tutte simili per la loro natura confliggente con gli schemi dei relativi contesti sociali, perciò ritenute affascinanti compagne ideali.

Quindi, riflettendo sugli aspetti convergenti in ogni tema trattato, anche quando riferito a diversi luoghi di provenienza geografica; le GEOgrafie si sono snodate sulle più diverse traiettorie.

Così, nella “visuale del mondo conosciuto pedalando” secondo una presa diretta del circondario, come evidenziato dallo scrittore Emilio Rigatti; oppure, in una prospettiva di vita all’insegna della fiducia nell’accoglienza, propria della “filosofia del viandante” come rilevato dallo scrittore Luigi Nacci .

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Altrettanto, in base alla prospettiva delle scoperte di “cibi e gusti” sulle vie delle attività e “competizioni sportive”, a cura del giornalista sportivo della Repubblica Gianni Mura che, nello schermirsi: “Ma non sono mai stato in Oceania”, ha condito le sue cronache divulgando anche le più svariate pietanze locali che non aveva disdegnato di gustare nella condivisione del pasto da considerare “una fra le ultime esperienze umane in un mondo che tende a disumanizzarsi”.

Quindi, è stata presa in considerazione anche una “Geografia del Corpo” con lo scrittore Mauro Covacich che, soffermandosi sulla tappa per lui obbligata dall’avere avuto cognizione di una anomalia funzionale, si è interrogato su “Di chi è questo cuore?” con riflessioni affidate all’omonimo scritto.

Una “Geografia dell’Immaginario presente e della Fantapolitica” è stata presentata dal giornalista Aldo Cazzullo che, a confronto con il collega Roberto Covaz , ha esaminato gli scenari foschi del suo libro “Peccati immortali” secondo cui la città di Roma, a causa della politica attuale, in un futuro prossimo risulterebbe preda di intrighi del potere politico e religioso.

Al centro di una “Geografia della Adolescenza e della Fantascienza ” è stato posto il percorso dello scontro generazionale evidenziato da Andrea Maggi in base al libro “Guerra al prof!”; oltre all’esplorazione del territorio virtuale dell’ignoto e dell’avveniristico, per cui i giovani mostrano propensione intrigandosi con i temi proposti da letture: come “I Grigi” dell’autore Giorgio Sgardoli premio Strega Ragazze e ragazzi 2019, così “Le creature del buio” e “Stranger things”.

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Una “Geografia dei vegetali viventi” che possono cambiare e salvare il pianeta è stata illustrata dalla scienziata, oltre che grande esperta in robotica, Barbara Mazzolai, alla stregua delle conoscenze scientifiche riportate nel suo trattato su “La natura geniale”.

La “Geografia della felicità” è stata rivelata dalla divulgatrice scientifica Eliana Liotta attraverso le “Prove di felicità” che, nell’omonimo libro, sono riferite all’esame di emozioni e sentimenti di cui le neuroscienze sono in grado di riscontrare le variazioni cerebrali che possono sconfinare nei meandri in cui si dipanerebbe la “Geografia del male” con le tappe di cui hanno parlato gli scrittori Ilaria Tuti e Luigi Nacci .

Al centro della “Geografia dello spazio” è stata posta la luna; al cui riguardo, i rilievi della giornalista Patrizia Caraveo sono stati sotto l’originario profilo romantico e quello posto dalla attuale esplorazione tecnologica.

Non è mancata nemmeno la prospettiva di una “Geografia editoriale” con il nuovo percorso segnato dagli audiolibri di cui ha parlato Sandra Furlan.

Su una “Geografia dell’Italia futura” si è svolto il confronto fra il direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier e l’editorialista- giornalista Ferruccio de Bortoli circa i suoi “Appunti per una riscossa critica” sull’esame dei fattori di rischio di una recessione. Evidenziando le “virtù poco conosciute riferite alla Italia migliore” che lavora e produce con spirito di sacrificio, Ferruccio de Bortoli ha individuato le linee guida attraverso cui “Ci salveremo”, perseguendo l’educazione alla legalità e il senso civico verso la cosa comune oltre la diffusione della cultura scientifica.

In definitiva, con l’eccezionale GEOgrafie Festival, si è inteso delineare una “Geografia delle Geografie” il cui tracciato, in termini spaziali e temporali, è raffigurabile su un piano consentito dai canoni introdotti dalla comunicazione digitale che, secondo quanto sottolineato dal Geografo Franco Farinelli, ha segnato “la fine dell’Epoca Moderna con l’inizio della Globalizzazione”.

Nel contempo, a fare da cornice all’evento, non è potuto mancare il riferimento anche agli scorci culturali specifici di un vissuto nei panorami geografici locali, così come rivenienti dalle opere editoriali: di Antonio Boemo con “Cinque chilometri di Storia e Storie: da Belvedere a Grado attraverso la laguna”; di William Bertoia con “Rosa e Noir sul Grande Fiume” ambientato sulle sponde del Tagliamento; di Liliana Cargnelutti e Giuseppe Bergamini con “Castelli e ville in Friuli Venezia Giulia”.

Sulla stessa linea anche gli spettacoli coadiuvati dal supporto di Associazioni Musicali e Teatrali locali: “Indovina chi viene a cena?” ipotetico incontro conviviale di ragazzi provenienti da paesi diversi ; “Parenti lontani” recital di canti alternativi prodotto da Freevoices; “Sismi e fantasmi. La parola ai ragazzi”; “Sempre altrove fuggendo”; “Leonardo Da Vinci: genio e uomo del Creato”; “Tweet dell’anima”.

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Il tutto volto a stigmatizzare il forte legame del Festival con il territorio che l’ha ideato.

Rosa Cavallo

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