SUORINE O ZOCCOLE?...

ARMANI VS VERSACE!

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Il 21 aprile scorso dalle pagine del Sunday Times Magazine, Giorgio Armani, ha riportato la frase, che secondo lui, Gianni Versace, gli avrebbe detto in una delle prime edizioni di “Donna sotto la stelle”, che, peraltro, aveva già riferito nel 2000 al giornale Vanity Fair, mancando del più elementare buon gusto, perché Gianni Versace era già morto.

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La frase incriminata è : tu vesti le donne eleganti, un po’ suorine, io le zoccole. La reazione della sorella di Gianni Versace (Donatella Versace) è stata oggi, come nel 2000, di sdegno, e oggi si può evincere che le scuse di Giorgio Armani fatte nel 2000, adducendo che era stato frainteso, che la moda di Versace era innegabilmente aggressiva ed adatta a donne diverse da quelle che sceglievano i suoi vestiti, non erano sincere, visto che ha, ancora oggi, riportato nuovamente quella frase ad un giornale. La stessa Anne Wintour (Direttrice di Vogue America), nel 2000, cercò di smorzare la tensione ammorbidendo la frase con: Armani veste le mogli, Versace le amanti. Concordo pienamente con la sorella di Gianni Versace che ha ribattuto definendo il comportamento di Giorgio Armani “rude e privo di gusto, che ancora una volta mette in bocca a Gianni Versace parole a cui lui non può replicare ieri come oggi.”

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Di lui, il suo amico Franco Zeffirelli, nel giorno del suo funerale, ha detto: “con la morte di Gianni Versace l’Italia ed il mondo intero perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività.”

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Il giorno dei suoi funerali, in chiesa per l’ultimo saluto allo stilista c’è tutto il gota della moda e della musica. Così è nata in me, impellente, la necessità di farvi conoscere chi per la mia visione della moda sono stati molto importanti, tutti ahimè scomparsi. Se la maggior parte del pianeta vuole vestirsi come noi italiani questo lo si deve a chi ha reso possibile la nascita del made in Italy, del glamour, del lusso, dell’estro tutto italiano, e il pioniere è stato lui: Gianni Versace!

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In un articolo precedente ho accennato a come Versace sia stato il “creatore” del fenomeno top model, grande cultore dell’immagine e del bello inizia nel 1979 la fortunata collaborazione con il fotografo Richard Avedon che immortalerà le donne più belle e desiderate del momento in campagne pubblicitarie indimenticabili e successivamente con il fotografo Bruce Weber.

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Nella sua collezione autunno/inverno 82-83 inserisce elementi metallici, o per meglio dire, inventa la maglia metallica, che tanto caratterizzerà le sue creazioni, a cui molti in futuro faranno più o meno esplicito riferimento. Scroscianti applausi accolgono l’uscita dello stilista in passerella, tutti i buyers sono entusiasti, perché solo Gianni Versace è l’unico stilista italiano che più sa cogliere le esigenze e gli umori dei clienti di tutto il mondo, non solo di quelli italiani. E’ stato l’unico stilista ad inventare materiali ex novo, il creativo che per primo userà la tecnologia applicata alla moda, l’unico esponente del mondo della moda invitato l’anno successivo alla mostra E’ DESIGN al PAC di Milano per parlare delle sue ricerche tecnologiche nel mondo dei tessuti.

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Ideatore di stampe magnifiche a tutt’oggi ampiamente imitate. La frase di Zeffirelli racchiude l’elemento più importante della moda di Gianni Versace: fantasia e creatività contro il conformismo, perché parliamoci chiaro, essere una donna Armani, può essere facile e rassicurante, ci si sente conformi alle regole e certe di non sbagliare mai vestito in qualsiasi situazione, ma essere una donna Versace, vuol dire esprimere le proprie contraddizioni e saper rischiare sempre e comunque. In una donna convivono contemporaneamente moglie ed amante, e sicuramente una donna Versace non è una zoccola, non lo sono io che ho sempre ammirato l’enfasi, l’estremizzazione, il voler superare canoni e regole che Gianni Versace ha portato nel mondo della moda e come lui stesso disse: “il mio desiderio è quello di dare scelta alle donne per far si che esca la loro individualità, per provare a realizzare ciò che vogliono. E io penso che le donne vogliono sentirsi belle.” In questa frase sono racchiusi tutti i motivi che mi hanno portato, e come me, milioni di donne, ad amare Gianni Versace, riportando un’altra sua frase: “ mi piacciono i contrasti. La vita odierna è piena di contrasti”, si capisce il focus della sua moda, la bellezza dei contrasti, che lui ha sapientemente portato nel mondo della moda: commistione di materiali come accostare pelle e seta o gomma e metallo, di colori, di stili coniugando stile sportivo ed elegante, maschile e femminile. Creatore di nuovi materiali come la pelle trattata o il tessuto metallico…oggi non vi rimandano a molti stilisti?...sempre attento alle tendenze giovanili, oggi note come street style.

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Nel 1992 crea scandalo con la sua collezione bondage, oggi must have sono le scarpe stile bondage, di cui vi ho parlato in un precedente articolo sugli accessori. Era sempre un passo avanti agli altri, precursore dei tempi e il tempo gli ha dato ragione. Amante dell’arte sceglie come simbolo della sua maison la medusa, scelta per i tempi azzardata e bizzarra, ma che lo renderà immediatamente riconoscibile in tutto il mondo. Disse di lui Richard Martin, Direttore del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, oggi scomparso: “Gianni Versace ha riscritto i criteri dell’apparire”.

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Amico vero di personaggi rivoluzionari e dalla forte personalità come Elton John, Madonna, Sting e dell’indimenticata principessa dei cuori Lady Diana, alla quale, ha donato stile e glamour, infatti Lady Diana assurge a icona di stile solo quando si affida alle mani sapienti di Gianni Versace.

cms_2941/foto_8.jpgOggi molti stilisti scimmiottano lo stile Versace, ma un nuovo Gianni Versace non c’è e non potrà mai esserci, la sorella Donatella cerca di portare avanti la filosofia e lo spirito di Gianni Versace, che certamente si fidava di lei affidandole la linea Versus, ma Donatella ha una propria personalità, diversa da quella del fratello, senza essere un bene o un male, ha fatto scelte stilistiche che forse, secondo me, il fratello non avrebbe fatto. Il genio di Gianni Versace manca alla moda, chissà quante altre innovazioni ci avrebbe regalato, mancano le sue sfilate, vero e proprio evento, manca il suo sguardo curioso, la sua voglia di stupire sempre senza mai cadere nel banale e nel volgare, inciampo assai comune nella moda di oggi. Giorgio Armani, quindi non ha solo, nuovamente, offeso la memoria e il lavoro di Gianni Versace, ma anche tutte le donne che hanno amato e continuano ad amare lo stile Versace, ma una cosa di buono è scaturita da questa caduta di stile, la mia voglia di condividere con voi il perché negli anni ’90, poco più che ventenne ho scoperto ed amato la moda, grazie anche persone come Gianni Versace, parlarvi di lui e del suo genio creativo, che sicuramente non può essere superficialmente liquidato come stile aggressivo e audace adatto solo a…zoccole.

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L’amore per questo stilista mi ha “rubato” parole su parole e non sarebbe giusto liquidare con solamente poche parole gli altri due stilisti che hanno fortemente influenzato il mio lavoro e il mio mondo di essere…quindi vi rimando al mio prossimo articolo, per parlarvi di altri due grandi pilastri che hanno creato e reso il made in Italy status symbol in tutto il mondo.

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T. Velvet

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