S GENNARO

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Patrono di Napoli e Benevento, San Gennaro è conosciuto e venerato in tutto il mondo per il famoso miracolo della liquefazione del suo sangue.

Gennaro appartiene alla gens Ianuaria. Il suo nome - che, in realtà, è un cognome - risale al latino ‘Ianuarius’, derivato da ‘Ianus’ (Giano), che significa: “consacrato a Giano”, il dio bifronte degli inizi. Difatti questo nome era generalmente attribuito ai bambini nati nel mese di gennaio (= Ianuarius).

Di San Gennaro non si hanno notizie storiche sicure. Si crede sia nato il 21 aprile 272, probabilmente a Benevento, città di cui è diventato vescovo. Altre fonti, invece, attribuiscono le sue origini a Napoli, dove ha avuto luogo il prodigio delle sue reliquie.

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San Gennaro e, sullo sfondo, il Vesuvio

Quando Gennaro diventa Vescovo di Benevento, la sua più grande preoccupazione è quella di impiegarsi nelle opere di carità; per questo motivo è amato da tutti, tanto dai cristiani quanto dai pagani. L’imperatore romano Diocleziano (243-313), allora regnante, per un certo periodo garantisce ai cristiani libertà di culto e posti di prestigio all’interno della società. Ma nel 293 firma, contro di loro, ben tre editti, riaprendo le porte ad una delle più feroci persecuzioni mai avvenute.

Il martirio di San Gennaro si inserisce in questo contesto.

Nell’anno 305 Gennaro si trova a Pozzuoli (Napoli) per andare a visitare un diacono imprigionato. Avendo interceduto per la sua liberazione e non avendo accettato di rinnegare la sua fede cristiana, viene anch’egli arrestato - insieme al suo seguito - e condannato ad essere sbranato dai leoni nell’anfiteatro. Ma il popolo dimostra ammirazione per i condannati, e i leoni - racconta la leggenda - anziché aggredirli, si inginocchiano al loro cospetto. A questo punto l’esecuzione plateale viene commutata in decapitazione.

A fatto avvenuto, una pia donna di nome Eusebia raccoglie il sangue di Gennaro in due ampolle per conservarlo e venerarlo, come da usanza nei confronti dei martiri cristiani. Ancora oggi tutta la popolazione, a partire dal 1389, prega davanti a queste reliquie e assiste all’annuale liquefazione del sangue del Santo.

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San Gennaro mostra le sue reliquie - opera attribuita al pittore Andrea Vaccaro (XVII secolo)

All’epoca del suo martirio - avvenuto nell’anno 305 - San Gennaro ha verosimilmente 35 anni. Durante la notte, i cristiani di Pozzuoli seppelliscono il suo corpo e quello dei compagni martiri nell’agro Marciano presso la Solfatara. Più di un secolo dopo, il 13 aprile 431 traslano le spoglie del Santo da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte a Napoli, dette poi “Catacombe di S. Gennaro”. Lo seguono anche le famose ampolline contenenti il sangue del martire.

Nel corso dei secoli, i resti mortali di Gennaro vengono collocati dapprima a Benevento, poi a Mercogliano presso l’Abbazia di Montevergine ed infine, a partire dal 1497, nella Cappella del Succorpo del Duomo di Napoli, sotto l’altare maggiore.

Quando, tra il 1526 ed il 1529, una terribile pestilenza imperversa a Napoli, i cittadini fanno voto al Santo di edificargli una nuova cappella all’interno del Duomo. Nel 1646 viene consacrata la bellissima e sfarzosa Cappella del Tesoro di San Gennaro. Una ricognizione scientifica sulle reliquie eseguita il 7 marzo 1965 dal professore G. Lambertini, stabilisce che la persona a cui appartengono è un uomo di circa 35 anni di età e di statura molto alta (1,90 m).

Gennaro, considerato santo già nel V secolo, viene canonizzato da papa Sisto V nel 1586.

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Le reliquie di San Gennaro, nella Cappella del Succorpo

Di certo l’episodio più curioso legato alla vita del Santo è quello della liquefazione del suo sangue.

Il sangue di San Gennaro si liquefa, per la prima volta, ai tempi dell’Imperatore Costantino I (in carica tra il 306 e il 337), quando le spoglie del Santo vengono traslate dall’Agro Marciano a Napoli. La Tradizione racconta che, durante il tragitto, alla presenza di Eusebia - che raccolse la preziosa reliquia - il sangue si scioglie.

Storicamente, la prima notizia documentata risale al 1389, come riportato nel Chronicon Siculum, dove si evince, tuttavia, che il fatto avviene già da moltissimo tempo. Nel giorno della festa dell’Assunzione di Maria, durante la processione vengono esposte pubblicamente le ampolle: il sangue in esse conservate diventa liquido "come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo del santo".

Ancora oggi, tre volte all’anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre), i fedeli accorrono da ogni dove per assistere al miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro, che avviene durante la Messa solenne celebrata dall’Arcivescovo di Napoli.

La liquefazione di questo tessuto biologico viene considerata foriera di buoni auspici per la città. Al contrario, qualora non avvenga si ritiene che debba avvenire qualche fatto catastrofico.

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Liquefazione del sangue di San Gennaro

Pur approvando la venerazione popolare, la Chiesa Cattolica non ha mai riconosciuto il fatto come miracoloso, motivo per cui i fedeli non sono obbligati per fede a credevi. L’autorità ecclesiastica si è limitata a definirlo “prodigioso”, in quanto scientificamente inspiegabile. La cosa curiosa è che a Pozzuoli, nello stesso istante in cui, a Napoli, avviene il miracolo, la pietra conservata nella chiesa di S. Gennaro, su cui il martire poggiò la testa per essere decapitato, diventa più rossa.

A partire dal XVII secolo, teologi, chimici e ricercatori (compreso il CICAP) tentano di dare una spiegazione razionale e scientifica al fenomeno per confutare ciò che lo rende “miracoloso”, ovvero l’inspiegabilità o l’irriproducibilità.

Ma, al di là di tutto, Einstein insegna con la famosa equazione E=MC2, che materia ed energia sono collegate. Il pensiero e le emozioni sono energia e quando il primo è abbinato alle seconde in maniera costante ed elevata, produce cambiamenti quantificabili nel mondo fisico oggettivo.

È esattamente ciò che Gesù intende quando dice: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: "Togliti di là e gettati nel mare", se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete.»(Mc 11,22-24)

La memoria liturgica di San Gennaro cade il 19 settembre, giorno del suo martirio.

Simona HeArt

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