Sanità: vertici medici Gb, obesità minaccia nazionale come terrorismo

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L’obesità rappresenta una minaccia e dovrebbe essere trattata come un "rischio nazionale" al fianco del terrorismo. E’ il monito lanciato dal Chief Medical Officer del Regno Unito, Dame Sally Davies. Nel suo report annuale la dirigente mette in guardia dai pericoli che si nascondono dietro i chili di troppo. L’emergenza, spiega, sta diventando talmente letale che minaccia ora di sopraffare il servizio sanitario nazionale e di paralizzare la produttività della società. Nel report, di cui la stampa britannica ha diffuso ampi passaggi, l’esperta avverte: l’epidemia di taglie XXL si sta aggravando sempre di più e dovrebbe essere inclusa nei Piani nazionali di rischio, finendo così per essere affiancata a minacce quali il terrorismo e il cambiamento climatico.

Nel mirino ci sono soprattutto le donne, poiché i crescenti livelli di obesità in gravidanza stanno mettendo a rischio anche la salute delle generazioni future, riflette. Secondo le ultime statistiche britanniche nella fascia d’età tra 25 e 34 anni una donna su 2 (51%) è sovrappeso o obesa, tra i 45 e i 54 anni si sale al 63%. E se gli uomini sono ancora più propensi a ingrassare, con il 79,4% classificato come obeso o sovrappeso tra 45 e 54 anni, per Dame Sally l’obiettivo restano comunque le donne che possono giocare un ruolo nel cambiamento delle abitudini per il futuro.

I bambini che nascono da donne oversize, ricorda l’esperta, vanno incontro a un rischio maggiore di malattie cardiache e di diventare loro stessi taglie XXL. "L’obesità - incalza Sally Davies - deve essere una priorità nazionale. E’ necessaria un’azione su tutta la società per evitare che i problemi associati accorcino la vita delle donne e impattino sulla qualità della vita". Da qui l’esortazione indirizzata all’universo rosa, affinché adottino misure per proteggere se stesse e le loro famiglie.

Mangiare per due in gravidanza, ribadisce Sally Davies, aumenta i rischi per la salute. Le donne, aggiunge, dovrebbero ricevere aiuto dal National Health Service per stabilire uno stile di vita sano non appena pensano di concepire. "Questo è un messaggio difficile da trasmettere - conclude - in quanto rischia di caricare le donne di sensi di colpa e responsabilità, ma credo che possa anche consentire loro di scegliere azioni positive come mangiare sano e fare più esercizio fisico. Non è mai troppo tardi per prendere provvedimenti per una vita più salutare".

Condivide la preoccupazione del Chief Medical Officer anche Nick Finer dell’Institute of Cardiovascular Science dell’University College London: senza un intervento urgente l’obesità potrebbe mandare in bancarotta il servizio sanitario nazionale, avverte sollevando anche il timore che le generazioni più giovani possano morire prima dei loro genitori. Finer ha anche spiegato, secondo quanto riporta il ’Telegraph’, che "elevare il problema dell’obesità a un rischio nazionale potrebbe contribuire ad affrontare l’attuale atteggiamento di lassismo diffuso rispetto a questa enorme e crescente catastrofe sanitaria".

Vincenzo Fortino

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