Scozia: produzione di energia elettrica dalle maree

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Per salvaguardare il futuro dell’uomo sul nostro pianeta si stanno cercando sempre più fonti di energia rinnovabile. In Scozia, già da qualche anno, sono stati destinati molti fondi allo sfruttamento delle maree per produrre energia elettrica. I dati degli ultimi anni parlano di un fenomeno in crescita, che ha totalizzato numeri da record mondiale nel campo dell’energia prodotta, garantendo stabilità energetica a tantissime famiglie del paese, quasi 2000, con l’utilizzo di sole due turbine. Si parla infatti di 700 megawattora di energia elettrica prodotti solo ad agosto 2017. Questi sono risultati impressionanti, a testimonianza del costante impegno della Atlantis Resources, compagnia proprietaria dell’impianto di produzione MeyGen. Esso è stato collocato nel Pentland Firth, ossia uno stretto che separa le isole Orcadi dalla contea di Caithness. Questo tratto di mare infatti è conosciuto nel mondo per la velocità delle sue correnti, di circa 30 Km/h. La forza delle maree rende questa zona adatta per l’energia mareomotrice. Già nel 2006 il governo aveva vagliato l’opportunità di sfruttare le maree del Pentland Firth, con la possibilità di produrre oltre 20 gigawatt di energia elettrica. Ma uno studio fatto nel 2013 aveva smorzato i toni delle previsioni, affermando che il potenziale realistico di questo esperimento poteva essere solo di 1 gigawatt. Nello stesso anno il governo aveva approvato il progetto presentato dal consorzio MeyGen sulla costruzione di una piattaforma. Il tutto era partito con l’utilizzo di 6 turbine AR1000 a 9 megawattora. Per il futuro, però, visti gli eccellenti risultati di questo progetto in grande crescita, si prevede l’utilizzo di quasi 400 turbine per la produzione di 398 megawattora di energia elettrica.

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Le turbine della piattaforma MeyGen sono accoppiate a dei blocchi di zavorra di 1200 tonnellate ciascuna. Poi sono collegate a un cavo elettrico sottomarino, che scorre lungo una cavità nel fondale roccioso.

Gli andamenti di crescita del settore energetico scozzese, grazie a questo sistema molto innovativo, hanno ricevuto un plauso anche dagli ambientalisti, tra cui spicca Sam Gardner, direttore del WWF Scotland. Quest’ultimo ha dichiarato come la Scozia stia diventando un paese all’avanguardia, grazie alla riduzione delle emissioni di carbonio e all’utilizzo di energia pulita a chilometro zero. Questa notevole innovazione, inoltre, potrebbe garantire in futuro altri posti di lavoro. Le positive sensazioni di Gardner sono state confermate anche da David Taaffe, responsabile del progetto MeyGen, che ha annunciato per il 2019 l’utilizzo di più di 40 turbine e un aumento dell’energia prodotta, pronto a battere altri record mondiali

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La situazione scozzese offre uno spunto interessante su come l’Europa stia apportando molte modifiche nel campo delle energie rinnovabili. D’altronde la ricchezza dei mari del Nord potrebbe davvero garantire energia elettrica per molti anni, riducendo le emissioni di carbonio. Inoltre, anche l’Unione Europea ha incentivato gli stati membri a trovare e sfruttare possibili fonti di energia rinnovabile per ridurre le emissioni di CO2e incrementare il risparmio energetico del 20% entro il 2020, come stabilito nel pacchetto clima-energia 20-20-20.

Francesco Ambrosio

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