Scrivere bene è un dovere

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cms_15943/apertura.jpgIn questo secondo appuntamento della nostra rubrica proponiamo un provvedimento della Corte di Cassazione, precisamente l’ordinanza n. 33720/2019 della 6^ sezione civile, Presieduta dal Dott. Raffaele Frasca e con Giudice relatore il Dott. Marco Rossetti. La decisione è interessante per i toni particolarmente accesi con i quali il Collegio dichiara inammissibile il ricorso, motivando che l’atto non rispetta praticamente nessuno dei parametri di chiarezza e sinteticità imposti dalla disciplina codicistica. La Corte bacchetta sonoramente il ricorrente, sostenendo, in estrema sintesi, che dallo scritto non si comprende quasi nulla, e lo condanna anche per responsabilità aggravata. Il dictum si pone come monito molto severo, a tratti decisamente aspro, verso chi, ad avviso della Corte, espone malamente le proprie ragioni impedendo persino che siano valutate nel merito. Non abbiamo potuto leggere gli atti processuali nello specifico ma se il dato di partenza è effettivamente quello indicato dai Giudici, la conclusione a cui essi pervengono non può che condividersi. Scrivere bene è un dovere, dunque, e chi sbaglia paga anche solo per questo, sia economicamente e sia per l’immagine che ne esce decisamente malconcia. Ricorrenti e loro Avvocati sono avvisati...

Nicola D’Agostino

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