Selfie journalism...

La nuova forma dell’informazione 2.0

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È una delle ultime tendenze della comunicazione politica, una modalità di propagandare se stessi attraverso l’uso delle tecnologie digitali; si tratta del selfie journalism. A far parte di questa tendenza ormai in atto da qualche anno, non sono solo i politici di ultima generazione, ma anche gli stessi cittadini-amministrati, tutti accumunati dall’essere potenziali creatori di immagini atte a immortalare eventi importanti. Si potrebbe definire il selfie journalism come una costola, una deriva, del citizen journalism, il giornalismo partecipativo già noto ai più ed emerso grazie alle piattaforme di condivisione e ai siti partecipativi (YouReporter). Era quindi solo una questione di tempo per incorporare questo nuovo fenomeno nelle pratiche giornalistiche attuali, portando all’attenzione dell’opinione pubblica questioni etiche come l’imparzialità dell’informazione e dell’informazione spettacolo. Allo stesso tempo però non si può non notare come l’impiego del selfie journalism in politica sia alimentato dalla tendenza in atto nel mondo del web di micorblogger e numerosissimi social media in grado di veicolare quotidianamente informazioni disintermediate.

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Emerge allora la concreta possibilità di una nuova specie di giornalismo onnicomprensivo e multipartecipativo. Curare la propria immagine e la propria identità online è diventata una pratica comune quotidiana trasformando immagini, foto e video in pratiche estetiche e performative da associare a ogni ambito della vita. La pratica di condivisione di ogni tipo di contenuto digitale è oggi l’attività fondamentale alla base del successo e dell’affermazione del web 2.0. In quest’ottica il selfie è il criterio base e sostanziale dell’ambiente digitale per diffondere storie sempre più personalizzate. Il selfie abbinato al giornalismo, o comunque a un ambito che sia capace di diffondere informazione, diventa, anche grazie ai supporti leggeri degli smartphone, testimonianza mobile di esperienze di prima mano, di comunicazione leggera pret-a-porter.

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Il cambio di prospettiva delle pratiche giornalistiche attuali non è a onor del vero da attribuire al selfie, ma è da collegarsi all’evoluzione della tecnologia smart distribuita attraverso i dispositivi portatili. Sono i supporti ad aver eliminato i problemi delle tempistiche di distribuzione di un contenuto nel processo di scambio e testimonianza in tempo reale, grazie alle telecamere incorporate e user friendly. Il reportage sotto forma di video su Facebook o Instagram diventa così testimonianza diretta, verace, istantanea. Sarà il video o la foto a divenire la notizia e solo successivamente ci sarà l’interpretazione giornalistica e l’approfondimento. Il selfie journalism va oltre la riflessione personale, diventa esperienza comune di vita vissuta e di eventi al servizio dell’informazione, si trasforma in una combinazione di citizen journalism con molteplici punti di vista personali. È una nuova modalità di story telling che tende a rivoluzionare il vecchio concetto di agenda dei media, evidenziando situazioni e momenti di utenti abitanti l’infosfera dei social media. La rapida ascesa dei social media come Instagram ha certificato come tutti i personaggi pubblici, politici compresi, abbiano cavalcato l’onda del successo popolare del selfie nel mondo digitale per farne un caposaldo multifunzionale (estetico, simbolico, informativo, propagandistico, ecc.) dell’economia dell’attenzione.

Andrea Alessandrino

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