Svolta sulla morte del calciatore Donato Bergamini

I periti: “soffocato e poi steso sotto il camion”

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La morte del calciatore emiliano della squadra del Cosenza, avvenuta nel 1989, è ad una svolta dopo gli accertamenti effettuati dai periti nominati dal giudice, emersi nel corso dell’incidente probatorioavvenuto davanti al Giudice delle Indagini Preliminari di Castrovillari (CS). All’inizio si era ipotizzato il suicidio.

cms_7847/2.jpg28 anni fa, la sera del 18 novembre del 1989, fu trovato privo di vita sull’asfalto della Strada Statale Jonica n.106, all’altezza del chilometro 401, il calciatore cosentino Donato Bergamini, detto Denis.Fu “soffocato e già morto prima di essere sdraiato sotto il camion”. Proprio quel mezzo pesante sotto il quale si sarebbe lanciato volontariamente per togliersi la vita, come si era ipotizzato all’epoca. Solo ora si scopre che non è stato così. Così ha riferito l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini: “È stata assolutamente confermata l’ipotesi della morte per asfissia e i periti hanno detto che era già morto prima di essere coricato sotto il camion”.

cms_7847/3.jpgIl Procuratore della Repubblica di Castrovillari (CS) Eugenio Facciolla, alla fine dell’udienza per l’incidente probatorio relativo alla superperizia eseguita sulla salma riesumata di Denis Bergamini, ha commentato con queste parole: “Il risultato è riservato, ma sono molto soddisfatto di quello che hanno fatto i periti”. Poiha aggiunto: “Un lavoro egregio, eccellente dal punto di vista scientifico. Adesso guardiamo avanti”.

La sorella del calciatore, Donata Bergamini, che ha partecipato all’udienza durata 5 ore, provata ma molto soddisfatta per il lavoro dei periti e per le spiegazioni che hanno dato, ha detto: “Fatto ciò che si doveva fare 28 anni fa, oggi è stato fatto finalmente ciò che doveva essere fatto allora, si tratta di una morte negata per 28 anni”. Ha poi concluso: “La prima verità è arrivata, perché mio fratello l’hanno soffocato, adesso aspettiamo le altre!”

Alla luce dei risultati della perizia, sembra che si stia aggravando la posizione dei due indagati dell’inchiesta“ter” sulla morte del calciatore: l’ex fidanzata dell’epoca, Isabella Internò - che era con Donato la sera della sua morte - e l’autista del camion, Raffaele Pisano. E’ presto per dire se i due saranno processati, e se lo saranno da soli o con altre persone. Il procuratore di Castrovillari, su questo aspetto, è stato chiaro: “siamo in piena fase di indagini preliminari quindi questo fa capire che non si può parlare né di quello che si sta facendo, né di quello che si farà; finita l’udienza guardiamo avanti”.

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Si è fatto un passo avanti, quello che forse, dopo 28 anni, consentirà di mettere il punto su una vicenda avvolta dal mistero è che già due inchieste non sono riuscite a schiarire. La prima inchiesta si era conclusa con la tesi del suicidio, mentre la seconda era stata aperta nel luglio del 2011. Alcune perizie del medico legale e dei Carabinieri del R.i.s. (Reparto Investigazioni Scientifiche), portarono alla notifica di un avviso di garanzia nei confronti della Internò e di Pisano con l’accusa di omicidio volontario in concorso. Nel 2015, però, la Procura di Castrovillari (CS) chiese ed ottenne dal G.U.P. (Giudice dell’Udienza Preliminare), nonostante l’opposizione presentata dalla famiglia del calciatore, una nuova archiviazione. Dopo l’arrivo al vertice della Procura di Facciolla, nel luglio del 2017, c’è stata la riapertura delle indagini grazie alle perizie che, ora, appaiono idonee a guidare gli inquirenti, pronte a fare chiarezza sul tragico caso.

Anna Di Fonzo

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