TAIWAN,CACCIATORPEDINIERE USA NELLO STRETTO - Cina:"disposta mediare Israele e Palestina" - Israele muore in carcere Leader Jahad

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Taiwan, cacciatorpediniere Usa nello Stretto fra l’isola e la Cina

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La Marina degli Stati Uniti ha comunicato che il suo cacciatorpediniere missilistico USS Milius ha attraversato lo Stretto di Taiwan, precisando che si tratta di un "transito di routine". Il passaggio della nave militare Usa avviene nel mezzo delle tensioni nella regione e una settimana dopo che l’esercito cinese ha terminato le manovre militari vicino all’isola.

La Settima Flotta degli Stati Uniti, attraverso un comunicato, ha indicato che il transito è avvenuto in “acque in cui vigono le libertà di navigazione e di sorvolo in alto mare in conformità al diritto internazionale. La nave è transitata attraverso un corridoio dello Stretto che si trova al di là del mare territoriale di qualsiasi Stato costiero", prosegue la lettera, osservando che questa azione "dimostra l’impegno degli Stati Uniti per un Indo-Pacifico libero e aperto".

Pechino reagisce al passaggio del cacciatorpediniere americano. Le forze cinesi nell’area "mantengono in permanenza un alto stato di allerta e difendono con determinazione la sovranità e la sicurezza nazionali, oltre alla pace e alla stabilità regionali", ha dichiarato il portavoce dell’esercito Shi Yi.

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Cina "disposta a mediare tra Israele e Palestina"

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La Cina è disposta a fare da mediatore tra israeliani e palestinesi per risolvere il conflitto in Medio Oriente. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri cinese, Qin Gang, nel corso di due colloqui telefonici avuti con gli omologhi israeliano e palestinese, rispettivamente Eli Cohen e Riad al Maliki. Nel corso dei colloqui, riferisce l’agenzia Xinhua, Qin ha chiesto ai suoi interlocutori di "dar prova di coraggio politico e riprendere i colloqui di pace" e ha assicurato la disponibilità del suo paese a mediare.

"Crediamo che la chiave per risolvere il problema israelo-palestinese risieda nel sostenere il concetto di sicurezza comune. La Cina non persegue interessi personali e spera solo che Israele e Palestina possano coesistere pacificamente e garantire la pace e la stabilità regionali", si legge nel comunicato del ministero degli Esteri cinese.

Cohen - riporta ’The Times of Israel - ha ringraziato la Cina per la disponibilità, anche se nel corso del colloquio ha sottolineato che Israele considera urgente il "pericolo che vede nel programma nucleare iraniano, timore condiviso da diversi paesi della regione, compresi quelli che hanno relazioni diplomatiche con Iran".

Al Maliki ha ringraziato Pechino per il sostegno diplomatico in vari forum internazionali, riferisce l’agenzia palestinese Wafa, sottolineando il suo "sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Cina".

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Israele, 86 giorni in sciopero della fame: leader Jihad muore in carcere

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Un leader della Jihad islamica palestinese, Khader Adnan, è morto nel carcere di Israele dove era detenuto e dove 86 giorni fa aveva iniziato lo sciopero della fame. Come spiega il Servizio penitenziario israeliano, Adnan è stato trovato nella sua cella privo di sensi dopo aver rifiutato l’assistenza medica durante lo sciopero della fame. Adnan, che aveva 44 anni, è stato quindi trasferito all’Assaf Harofeh Hospital dove è stato constatato il decesso.

Adnan era stato arrestato lo scorso febbraio con l’accusa di far parte di una organizzazione terroristica e di incitamento. Ieri il Palestinian Prisoners Club aveva messo in guardia sulle salute di Adnan affermando che avrebbe potuto morire in qualsiasi momento. La Jihad islamica aveva minacciato una dura rappresaglia se questo fosse accaduto. Adnan era già stato in carcere per otto anni come membro della Jihad Islamica palestinese.

Alla notizia della morte di Adnan, la Jihad islamica ha lanciato tre razzi verso il sud di Israele. Subito dopo l’annuncio, le sirene sono suonate vicino al Kibbutz di Sa’ad. Le forze di difesa israeliane hanno riferito di tre razzi lanciati dalla Striscia di Gaza e atterrati in aree aperte, senza causare danni o feriti.

Anna Maria Stanca

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