TENSIONE NEL GOVERNO, DRAGHI RIENTRA A ROMA

Conte da Mattarella - Grillo: "Appoggio esterno al governo? - Ius Scholae, Lega contro Pd e M5S - Ius Scholae, FdI: "Lega sia coerente " - Di Maio:"Dibattiti surreali minacciano tenuta governo"

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cms_26617/draghi_ombre_fg.jpgIl presidente del Consiglio Mario Draghi lascia in anticipo il vertice Nato di Madrid e rientra a Roma con un giorno di anticipo per il Consiglio dei ministri che vede sul tavolo, tra le altre cose, il caro bollette.

Ma a richiamare il premier in Italia sono soprattutto le fibrillazioni nella maggioranza. Da una parte la tensione altissima con Giuseppe Conte dopo le rivelazioni del sociologo Domenico De Masi, secondo cui Grillo avrebbe gli rivelato di pressioni da parte di Draghi per rimuovere Conte dalla guida del Movimento in quanto ’inadeguato’. Affermazioni che hanno mandato su tutte le furie l’ex premier che si è detto "sconcertato" dalla presunta ingerenza del presidente del Consiglio e nonostante Beppe Grillo abbia bollato le presunte rivelazioni di De Masi come "cazz..te" e la telefonata con lo stesso Draghi secondo il quale ci sarebbe stato un primo chiarimento e "il governo non rischia", ieri è salito al Colle per un colloquio di un’ora con il Presidente Sergio Mattarella.

Se questo è il fronte Cinque Stelle, ad agitare le acque della maggioranza c’è anche lo scontro tra Lega e Pd sulle proposti di legge presentate alla Camera dai Dem insieme ai 5 Stelle su ius scholae e cannabis che scatenano le ire del Carroccio. Nella riunione convocata d’urgenza ieri da Salvini la tensione è altissima e si parla di una ’’volgare provocazione che mette a rischio la maggioranza e il governo".

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cms_26617/Sergio_Mattarella,_e_il_leader_M5S,_Giuseppe_Conte.jpgNon si è parlato di una possibile uscita dal governo da parte del Movimento 5 stelle nell’incontro di ieri pomeriggio al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il leader M5S, Giuseppe Conte. Come avviene normalmente nell’ambito dei rapporti politico-istituzionali, il Capo dello Stato e l’ex premier si erano già sentiti nei giorni scorsi, all’indomani della scissione nel Movimento 5 stelle e della nascita della nuova formazione politica di Luigi Di Maio, dandosi appuntamento per un incontro al Colle. Era stato convenuto che l’udienza si sarebbe svolta in questi giorni, senza aver stabilito comunque una data precisa.

Alla fine l’incontro è avvenuto oggi, complici probabilmente le fibrillazioni registratesi nelle ultime ore anche per le parole attribuite al presidente del Consiglio, Mario Draghi, nei confronti di Conte, comunque smentite dal premier. Mattarella e il leader M5S avrebbero naturalmente approfondito le questioni più rilevanti legate all’attualità politica, ma di uscita dal governo dei Cinquestelle non si è parlato.
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cms_26617/grillo98_fg.jpgBeppe Grillo è arrivato a sorpresa al tempio di Adriano, dove era in corso un evento organizzato dal M5S, per raggiungere Giuseppe Conte. Tra i due un abbraccio, poi hanno raggiunto insieme una sala adiacente per scambiare due chiacchiere in privato.

E’ stato un breve faccia a faccia. Grillo e Conte, stando ad alcune fonti interne, torneranno a rivedersi per sciogliere i nodi ancora sul tavolo, in primis il caso Sicilia. In queste ore si starebbe valutando una deroga ad hoc per Giancarlo Cancelleri, pronto a correre per le primarie in Sicilia ma con due mandati da consigliere regionale alle spalle. La partita però sarebbe ancora aperta.

Poi, lasciando il Tempio di Adriano, ha dribblato le domande dei cronisti mandando baci: “Siete dei creativi meravigliosi”.

A quanto si apprende, nella riunione di ieri mattina tra Beppe Grillo e diversi parlamentari M5S, alcuni eletti avrebbero invitato il garante a valutare anche la possibilità di togliere i ministri al governo di Mario Draghi e dare l’appoggio esterno all’esecutivo. "Può essere una strada - avrebbe aperto il garante del Movimento - ne parliamo con Giuseppe" Conte "per valutarla", avrebbe aggiunto mostrandosi possibilista.

"Certo", aveva risposto Grillo stamattina, entrando alla Camera per incontrare i parlamentari M5S, alla domanda sulla permanenza del Movimento nell’esecutivo.

SECONDO MANDATO

"Per me la regola dei due mandati non si tocca, è un principio inderogabile. Si potrebbe pensare a qualche eccezione, ma vediamo ora i dettagli con Giuseppe" Conte, "ci metteremo lì a ragionare. Al limite si potrebbe pensare a consiglieri per i quali si deroga per candidarli a presidente di regione, o a organi diversi...". Così, a quanto apprende, Grillo in una riunione con alcuni deputati a Montecitorio. Con Conte andiamo d’accordo, ci sentiamo regolarmente: abbiamo parlato della questione dei 2 mandati, Giuseppe proponeva una deroga per il 5-10% degli eletti ma io non sono d’accordo perché è un criterio troppo discriminante... avrebbe detto Grillo.

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cms_26617/Salvini_.jpgIus Scholae e cannabis, Matteo Salvini contro Pd e M5S che portano le questioni su cittadinanza ai migranti e droghe leggere alla Camera. Temi considerati divisivi, e che ’nulla c’entrano con le emergenze degli italiani’ per la Lega, convocata d’urgenza in una riunione nell’Auletta dei gruppi a Montecitorio. Fissata per le 18 dal capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari, alla riunione con i deputati ha partecipato anche Salvini. "Gravissimo" l’attacco della sinistra "alla maggioranza e quindi al governo" per il Carroccio.

“Incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis anziché occuparsi di lavoro, tasse e stipendi”, il commento del leader della Lega Salvini, che nel tardo pomeriggio ha rincarato la dose nel corso della riunione: "Mentre gli italiani hanno problemi di stipendi e pensioni basse, di mutui che salgono e bollette sempre più care, PD e 5Stelle vogliono approvare due leggi su droghe libere e cittadinanza facile per gli immigrati". Salvini è stato interrotto più volte dagli applausi dei parlamentari.

Raccontano fonti della Lega di un clima molto teso perché la ’forzatura’ di Pd e 5stelle viene considerata una ’’volgare provocazione che mette a rischio la maggioranza e il governo’’. "E le baby gang come quelle del Garda? Diamo subito la cittadinanza a tutti?", una delle preoccupazioni emerse durante la riunione dei deputati. "La metà dei reati commessi da minorenni, sono in capo a immigrati", secondo le stesse fonti, hanno sottolineato alcuni dei parlamentari che sono intervenuti.

"Abbiamo fatto oggi una riunione di gruppo con Salvini perché oggi la sinistra ha minato alle basi quelli che sono stati i presupposti dell’ingresso della Lega in un governo di unità nazionale. Questo governo è nato per uscire dalla pandemia e gestire il Pnrr, per parlare di lavoro pensioni, economia. In queste ore, invece, su proposta della sinistra e dei 5 stelle, si sta discutendo di Ius Scholae e di liberalizzazione delle droghe. Abbiamo fatto presente che per noi è inaccettabile portare in discussione degli argomenti così divisivi che sono fuori dall’agenda di governo. Abbiamo sollevato per tempo la questione e la risposta della sinistra è stata arrogante. Ci aspettiamo di capire dai capi dei rispettivi partiti e anche dal governo cosa intendono fare perché così non si può andare avanti", ha detto Molinari parlando dopo il vertice.

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cms_26617/fdi_bandiere_fg.jpgLe questioni Ius Scholae e cannabis agitano il governo? "Ora vediamo, ed è il nostro auspicio, se i nostri alleati della Lega avranno la coerenza di arrivare in fondo e creare di nuovo le condizioni per un centrodestra forte, coeso, convincente e per questo vincente. Come Giorgia Meloni ha sempre voluto. Siamo convinti che sui principi e i valori ’violati’ in queste norme non ci siano mediazioni o compromessi possibili". Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, commentando la dichiarazione del capogruppo della Lega Riccardo Molinari secondo il quale "la sinistra ha minato alle basi quelli che sono stati i presupposti dell’ingresso della Lega in un governo di unità nazionale".
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cms_26617/dimaio.jpg“Da giorni, mentre il governo italiano è impegnato in importanti summit internazionali, non si fa altro che alimentare tensioni con dibattiti e dichiarazioni surreali, che minacciano chiaramente la tenuta dell’esecutivo.

Queste dinamiche rischiano solo di indebolire la credibilità dell’Italia, farci sfumare il raggiungimento di importanti obiettivi come il tetto massimo al prezzo del gas e farci perdere i fondi del Pnrr.

Non si può essere ’responsabili’ solo la domenica, creando tensioni e instabilità per il resto della settimana. Si metta al primo posto l’interesse del nostro Paese”. Così il ministro Luigi Di Maio, fondatore dei gruppi ’Insieme per il Futuro’.

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Redazione

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