TERREMOTO IN GIAPPONE, MAGNITUDO 6,6

Tsunami Tonga, colpito 84% degli abitanti - Ponti aerei gestiti dal WFP in Africa finanziati da una donazione dell’UE - Saman Abbas, zio accusato omicidio giovane pakistana arrivato a Bologna - Omicidio Gabby Petito, confessione di Laundrie

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cms_24544/terremoto_in_Giappone.jpgTerremoto in Giappone, scossa magnitudo 6.6

E’ di oltre 10 feriti il bilancio di un sisma di magnitudo 6.6 che ha colpito l’ovest ed il sud-ovest del Giappone. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Kyodo, secondo cui le autorità non hanno diramato l’allerta tsunami. L’epicentro del terremoto è stato rilevato a una profondità di 45 chilometri al largo della costa del Giappone, in un punto in cui si prevede che in futuro potrebbe verificarsi un enorme sisma con conseguente tsunami. La magnitudo del terremoto è stata inferiore a 6.8, livello che avrebbe fatto scattare una riunione straordinaria del governo per valutarne gli effetti.

cms_24544/tonga_alto_fg_ipa.jpgTsunami Tonga, colpito 84% degli abitanti

Lo tsunami provocato dall’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai ha colpito l’84% delle circa 105mila persone che abitano nel regno di Tonga. Lo ha annunciato il governo dell’arcipelago del Pacifico, precisando che al momento le sue priorità sono le forniture di cibo e di acqua alla popolazione, con quasi 60mila litri distribuiti finora durante i soccorsi.

"Sebbene non ci sia stata ulteriore attività vulcanica, le sfide per il trasporto marittimo rimangono poiché le ricadute sulla superficie dell’Oceano stanno causando danni alle navi", ha dichiarato il governo nel secondo aggiornamento dopo l’eruzione.

Sessantadue persone sono state trasferite dall’isola di Mango a Nomuka dopo aver perso la casa e tutti i loro effetti personali, ha aggiunto il governo, precisando che a Nomuka è stato allestito un ospedale da campo dal momento che il centro sanitario è stato spazzato via. L’ospedale principale di Tonga resta aperto.

I soccorsi di emergenza stanno arrivando anche alle isole più lontane, ma la comunicazione restano difficili, prosegue la dichiarazione, nella quale si conferma che il bilancio ufficiale finora è di vittime: due tongani e un cittadino britannico.

"Il governo di Sua Maestà apprezza profondamente la comunità internazionale per la sua generosa e tempestiva assistenza in risposta a questo evento senza precedenti", si conclude la dichiarazione.

cms_24544/Ponti_aerei_gestiti_dal_WFP.jpegPonti aerei gestiti dal WFP in Africa finanziati da una donazione dell’UE di 3,5 milioni di dollari

Un contributo di 3,5 milioni di dollari dell’Unione Europea ha aiutato lo scorso anno i trasporti aerei gestiti dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite di oltre 60.000 operatori umanitari nelle aree dell’Africa occidentale e centrale.

"Siamo molto grati all’UE e a tutti i partner donatori per i loro contributi in un momento in cui l’UNHAS ha dovuto affrontare carenze di fondi senza precedenti", ha affermato Philippe Martou, capo dell’aviazione del WFP.

"L’UNHAS fornisce supporto vitale agli operatori umanitari in tutta la regione per raggiungere le popolazioni bisognose", ha sottolineato Martou.

Utilizzando i fondi dell’UE, il servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite gestito dal WFP ha trasportato gli operatori umanitari in 66 località remote in Mauritania, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad e Niger per tutto il 2021, in un momento in cui i bisogni umanitari sono peggiorati.

I rischi naturali, la povertà strutturale e la cronica scarsità di cibo aggravata dalla pandemia di COVID-19 sono tra i problemi affrontati dalla regione dell’Africa occidentale e centrale, afferma la dichiarazione del WFP.

"L’UNHAS continua ad affrontare sfide finanziarie critiche. È fondamentale che l’UNHAS disponga di risorse adeguate nel 2022 per continuare a fornire servizi essenziali alla comunità umanitaria", si legge nella dichiarazione.

Il contributo dell’UE per il 2021 è stato fornito attraverso il dipartimento per le operazioni di protezione civile e aiuto umanitario (ECHO) della Commissione europea, si legge nella dichiarazione.

Istituito nel 2003, UNHAS opera "dove non esistono opzioni aeree praticabili", sottolinea la dichiarazione. L’UNHAS attualmente trasporta fino a 400.000 passeggeri verso 300 destinazioni regolari ogni anno utilizzando una flotta di aerei ed elicotteri ad ala fissa.

L’UNHAS effettua anche evacuazioni mediche e trasferimenti di sicurezza su richiesta, conclude la dichiarazione.

cms_24544/saman-abbas.jpgSaman Abbas, zio accusato omicidio giovane pakistana arrivato a Bologna

È arrivato a Bologna, dopo l’estradizione dalla Francia, Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa il 30 aprile scorso da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dopo che si era opposta a un matrimonio combinato. L’uomo è accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio della giovane, in concorso con i cugini. L’indiziato è giunto alle 13 circa all’aeroporto di Bologna dove è stato prelevato dai militari del Nucleo Investigativo per essere trasferito nella Casa Circondariale di Reggio Emilia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

cms_24544/petito_gabby_fidanzato_doppia_fg_ipa.jpgOmicidio Gabby Petito, confessione di Laundrie in un block notes

Brian Laundrie, il fidanzato della 22enne Gabby Petito, scomparsa a settembre durante un viaggio attraverso gli Stati Uniti e successivamente ritrovata morta, aveva ammesso di averla uccisa. Lo ha reso noto l’Fbi, secondo cui Laundrie - che si è suicidato - ha confessato l’omicidio in un block notes trovato accanto al suo corpo in una riserva naturale della Florida.

"Una revisione del block notes ha rivelato dichiarazioni scritte di Laundrie che rivendicavano la responsabilità della morte della signora Petito", hanno affermato i federali. Poco prima che l’Fbi condividesse le nuove prove, la famiglia della giovane ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che "non c’è dubbio" che "Brian Laundrie ha ucciso Gabby".

Della 22enne Gabby Petito era stata denunciata la scomparsa l’11 settembre mentre la ragazza si trovava in vacanza con il fidanzato. Il 19 settembre i resti della giovane erano stati trovati nel Grand Teton National Park, nel Wyoming. L’autopsia aveva rivelato che la giovane era morta per strangolamento. Laundrie era prima rientrato nella sua casa in Florida poi aveva fatto perdere le sue tracce. Dopo imponenti operazioni di ricerca, i suoi resti sono stati trovati a ottobre nella Riserva Carlton, a North Port, in Florida. Laundrie era considerato l’unica persona interessato nel caso relativo all’uccisione di Petito, ma le indagini sono tuttora in corso.

Redazione

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