TERZA DOSE VACCINO, DURATA ED EFFICACIA: COSA DICE EMA

Covid Italia ulteriori 3.235 contagi e altri 39 morti - I dati dalle Regioni - Covid, Capua: "Virus trova semafori rossi"- Vaccino Moderna, effetti collaterali seconda dose e efficacia -

7_10_2021.jpg

cms_23404/EMA.jpg

Terza dose vaccino, durata ed efficacia: cosa dice Ema

"Richiamo va dato a chi serve, ma decidono gli Stati"

La terza dose del vaccino covid potrebbe rivelarsi efficace per un periodo più lungo e fornire una protezione superiore rispetto a quella della seconda dose. E’ uno dei temi toccati da Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema, durante un briefing con la stampa.

In generale, sulla terza dose di vaccino anti-Covid Pfizer e Moderna, autorizzata ieri dall’Ema per immunodepressi e over 18, si rischia che l’Ue viaggi in ordine sparso. "Siamo in dialogo con tutti gli Stati membri e sappiamo che almeno 10 hanno già deciso di dare le dosi ’booster’. Anche noi riconosciamo che le raccomandazioni" di questi Paesi sulle strategie per la terza dose "non sono sempre esattamente le stesse, e che "ci sono già approcci un po’ diversi sull’uso del booster", dice.

"Quello che da parte nostra possiamo dire è cheè importante che si utilizzi in popolazioni per le quali c’è almeno una chiara indicazione" della necessità di un richiamo. "Tenteremo ancora di allineare il più possibile gli Stati membri sull’utilizzo" di questo strumento, "ma in questo momento è molto impegnativo entrare in questo terreno di discussione su quale popolazione dovrebbe ricevere la dose booster oppure no, perché questo è normalmente il tipo di decisione che viene presa a un livello nazionale o anche locale".

"Quello che possiamo dire - ribadisce - è che vediamo che il rapporto rischio-beneficio del booster è positivo e che certamente è importante" dare queste dosi a "popolazioni per le quali c’è almeno una chiara indicazione" della necessità di avere il booster. Ma "riteniamo estremamente impegnativo entrare in una definizione più ’granulare’, più specifica, di queste sottopopolazioni. Ecco perché questo" aspetto "è stato lasciato aperto ed è importante per me ribadire che" quella diffusa dall’Ema ieri è "una raccomandazione davvero preliminare, non una forte raccomandazione come qualche volta facciamo quando vediamo davvero il bisogno di un richiamo" vaccinale "a livello di popolazione generale. E’ semplicemente una concessione", un via libera "per l’utilizzo del booster se ritenuto appropriato e considerando l’attuale situazione pandemica", conclude l’esperto.

"Con booster risposta immune potrebbe durare oltre 6 mesi"

"Se si sta ancora definendo quanto a lungo dura" l’effetto-scudo "della seconda dose di vaccino Covid, "penso che saperlo per la terza dose sarà ancora più complicato. I dati ce lo diranno. In ogni caso, per quanto riguarda i richiami con questi vaccini, abbiamo visto chela risposta immune è molto più alta di quella osservata dopo la seconda dose. Il che significa che potenzialmente avremo una quantità abbastanza significativa di anticorpi neutralizzanti anche per più a lungo di 6 mesi. Ma solo il tempo ce lo dirà", sottolinea Cavaleri.

"Ecco perché - ha spiegato - è così importante che continuiamo a raccogliere dati sulla cinetica anticorpale nel tempo, in ogni gruppo di popolazione perché possono esserci differenze fra anziani e giovani", per esempio. Anche se al momento "stiamo vedendo un aumento di anticorpi abbastanza omogeneo in diverse popolazioni. Va ricordato che lo studio più ampio che guarda formalmente alla terza dose è stato ristretto a una popolazione di 18-55 anni. Negli anziani abbiamo dati estremamente limitati", ed essendo tali non vengono considerati per le informazioni di prodotto. "Ma quello che vediamo da questi dati - ha aggiunto - è che gli anziani non mostrano alcuna significativa differenza in termini di anticorpi suscitati dal booster rispetto ai giovani. Anche rispetto alla neutralizzazione delle varianti di preoccupazione come Delta".

cms_23404/4.jpg

cms_23404/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgCovid Italia ulteriori 3.235 contagi e altri 39 morti

Sono 3.235 i contagi da covid 19 in Italia, secondo i numeri del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute.

Registrati altri 39 morti che portano il totale dei decessi a 131.157 dall’inizio dell’emergenza. I nuovi casi sono stati individuati su 301.773 tamponi, il tasso di positività all’1%.

In calo le persone ricoverate in ospedale con sintomi: sono 2.872 (-96). Sono 415 (-18) i ricoverati in terapia intensiva, con 24 ingressi nelle ultime 24 ore. Sono 4.469.937 (+ 5.245)i guariti e 88.247 (- 2.052)gli attualmente positivi.

cms_23404/italia.jpg

I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 449 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi.

CAMPANIA - Sono 272 i contagi da coronavirus.Si registrano 2 decessi.

ABRUZZO - Sono 61 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

BASILICATA - Sono 48 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

VENETO - Sono 416 i contagi da coronavirus. Si registrano 6 decessi.

PUGLIA - Sono 143 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

TOSCANA - Sono 229 i contagi da coronavirus. Si registrano 5 decessi.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 111 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

SARDEGNA - Sono 50 i nuovi contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

LAZIO - Sono 245 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 3 decessi.

LIGURIA - Sono 67 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

SICILIA - Sono 285 i contagi da coronavirus. Si registrano 6 decessi.

VALLE D’AOSTA - Sono 6 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

CALABRIA - Sono 131 i contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi

cms_23404/CORONAVIRUS-_NOTIZIE_E_PROVVEDIMENTI.jpg

cms_23404/VACCINO_COVID_MODERNA.jpgVaccino Moderna, effetti collaterali seconda dose e efficacia

Vaccino anti-covid Moderna sotto i riflettori con una serie di news su effetti collaterali come la miocardite, seconda dose, efficacia. Intanto, scattano anche i provvedimenti di chi ha deciso di sospenderlo per alcune fasce d’età. A delineare il quadro sono le "analisi preliminari" di nuovi dati - fanno sapere dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) - relativi alle segnalazioni di effetti cardiaci indesiderati successivi alla somministrazione di dosi di vaccini mRna: non solo Moderna, quindi, ma anche Pfizer.

Si tratta di segnalazioni "provenienti da Paesi nordici" fra cui anche Svezia e Danimarca: le note "indicano la possibilità che il rischio di miocardite negli uomini più giovani possa essere maggiore dopo una seconda dose di Spikevax", il vaccino di Moderna, "rispetto a una seconda dose di Comirnaty" di Pfizer - BioNTech, "sebbene sia necessaria un’ulteriore valutazione".

Vaccino Moderna e seconda dose

L’Ema "valuterà i nuovi dati per determinare se è necessario aggiornare i consigli attuali nelle informazioni di prodotto", dopo che la Svezia e la Danimarca hanno annunciato la sospensione precauzionale delle somministrazioni del vaccino Spikevax, rispettivamente nelle popolazioni under 30 e under 18. Risultano infatti "in aumento le segnalazioni di effetti collaterali come miocardite e pericardite", ha spiegato l’Agenzia svedese per la sanità pubblica, pur precisando che "il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso".

"Nel luglio 2021 - ricordano dall’Agenzia europea del farmaco - il Prac ha concluso che la miocardite e la pericardite, condizioni cardiache infiammatorie, possono verificarsi in casi molto rari dopo la vaccinazione con Comirnaty o Spikevax, più spesso dopo la seconda dose e negli uomini più giovani". Per questo "il comitato ha raccomandato di elencare entrambe le condizioni come effetti collaterali nelle informazioni di prodotto per questi vaccini, insieme a un avvertimento per sensibilizzare gli operatori sanitari e le persone che ricevono questi vaccini. Anche gli operatori sanitari hanno ricevuto una comunicazione" in materia.

Ora, prosegue l’ente regolatorio Ue, "le conclusioni del Prac sono supportate da nuove analisi di dati provenienti da Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia), che mostrano la miocardite si verifica più frequentemente dopo la seconda dose di Comirnaty e Spikevax". Ma "le analisi preliminari" suggeriscono appunto "anche la possibilità che il rischio di miocardite negli uomini più giovani possa essere maggiore dopo una seconda dose di Spikevax rispetto a una seconda dose di Comirnaty, sebbene sia necessaria un’ulteriore valutazione dei dati".

Vaccino Moderna sospeso in Svezia e Danimarca tra i giovani

Vaccino anti-covid Moderna sospeso tra i giovani in Svezia e Danimarca. La Svezia ha deciso di dire stop alla somministrazione per le persone nate nel 1991 e dopo. E questo per il rischio di possibili effetti collaterali rari, come la miocardite. "L’Agenzia svedese per la sanità pubblica ha deciso di sospendere l’uso del vaccino Spikevax* di Moderna per tutti i nati dal 1991 in poi per motivi precauzionali", si legge in una nota.

"Sono in aumento le segnalazioni degli effetti collaterali come miocardite e pericardite. Tuttavia - si precisa - il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso". L’agenzia sanitaria ha affermato di aver raccomandato invece la somministrazione del vaccino Comirnaty* di Pfizer/BioNtech. Le persone nate nel 1991 o successivamente che hanno già ricevuto una prima dose di Moderna, circa 81mila persone, riceveranno la seconda dose di un vaccino diverso. All’inizio della settimana l’agenzia sanitaria svedese ha spiegato che le persone di età compresa tra i 12 e i 15 anni riceveranno solo il vaccino Pfizer/BioNtech.

Vaccino Moderna, efficacia alta 7 mesi dopo seconda dose

L’efficacia dei vaccini anti-Covid a mRna - Pfizer e Moderna - resta alta nel tempo, a 7 mesi dalla seconda dose. Cala, però, davanti alla variante Delta. Sono alcuni dei dati diffusi dal’Istituto superiore di sanità (Iss), sulla base del quarto report a cura del Gruppo di lavoro Iss-ministero della Salute ’Sorveglianza vaccini Covid-19’.

Almeno nella popolazione generale per la quale, "a 7 mesi dalla seconda dose" di vaccino "non si osserva una riduzione significativa di efficacia in termini di protezione dall’infezione (sintomatica o asintomatica), che rimane dell’89%. Anche contro il ricovero e il decesso la protezione resta elevata (96% e 99%) a 6 mesi dalla seconda dose".

Sono stati esaminati i dati di più di 29 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino a mRna, seguite fino al 29 agosto 2021, riporta l’Iss. L’efficacia - precisa - è stata valutata confrontando l’incidenza di infezioni (sintomatiche e asintomatiche), ricoveri e decessi a diversi intervalli di tempo dopo la seconda dose con quella osservata nei 14 giorni dopo la prima dose, considerato come periodo di controllo.

L’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna cala davanti alla variante Delta. "Confrontando i dati tra gennaio e giugno 2021, periodo in cui predominava la variante Alfa" del coronavirus, "con quelli tra luglio e agosto, a prevalenza" variante "Delta, emerge una riduzione dell’efficacia" dei vaccini anti-Covid a mRna "contro l’infezione dall’84,8% al 67,1%. Resta invece alta l’efficacia contro i ricoveri (91,7% contro 88,7%)".

"L’apparente riduzione di efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione - precisano gli esperti - potrebbe essere dovuta al tempo intercorso dalla vaccinazione e/o ad una diminuita efficacia contro la variante Delta. Potrebbero inoltre avere contribuito eventuali modifiche comportamentali, a seguito del rilassamento delle altre misure preventive (uso di mascherine, distanziamento fisico)".

cms_23404/Ilaria_Capua.jpgCovid, Capua: "Virus trova semafori rossi"

"Il virus trova tutti semafori rossi. E’ in un recinto, tirerà qualche calcio durante l’inverno. Provocherà qualche caso clinico tra i non vaccinati e qualche caso clinico non grave tra i vaccinati. Con gli strumenti a disposizione, dobbiamo riprendere una vita normale". Sono le parole della professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center dell’Università della Florida, a DiMartedì.

"All’inizio della pandemia, il vulnus è stato il negazionismo. Alcuni leader di democrazie occidentali hanno ridicolizzato l’emergenza e questo ha spaccato il fronte unito della reazione. In quel quadro, il virus ha avuto un’accelerazione iniziale perché le persone non si sono tenute per mano e non hanno combattuto tutte insieme: c’è stata una divisione iniziale", dice la scienziata.

International Web Post

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos