TINA ANSELMI E LA NASCITA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

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cms_22116/1.jpgNell’ultimo anno il Servizio Sanitario Nazionale ha affrontato un’emergenza senza precedenti e, seppur con qualche difficoltà iniziale, ha retto piuttosto bene, contrastando efficacemente la diffusione del nuovo Coronavirus.

Ma se oggi abbiamo una sanità che garantisce a tutti, cittadini e stranieri, un’assistenza libera e gratuita, dando piena attuazione al diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Carta Costituzionale, lo dobbiamo ad una donna, la ministra Tina Anselmi, che appose la sua firma sulla legge n. 833 del 1978, istitutiva del SSN.

cms_22116/2.jpgTina Anselmi nacque nel 1927 a Castelfranco Veneto e, giovanissima, si unì alla resistenza nella brigata studentesca Cesare Battisti. Dopo la guerra, conseguì la laurea in lettere e diventò insegnante di italiano.

Il suo impegno politico iniziò in giovane età, quando la Anselmi iniziò a battersi affinchè le donne partecipassero più attivamente alla vita politica, facendo valere il loro diritto di voto, ancora poco esercitato. Allo stesso tempo, la Anselmi si impegnò anche dal punto di vista sindacale, per il riconoscimento dei diritti delle lavoratrici dell’industria e dell’istruzione.

Con il governo Andreotti, nel 1976, divenne la prima donna alla guida di un dicastero, diventando ministra del lavoro e della previdenza sociale, prima, e della salute dopo.

Grazie a questi incarichi, Tina Anselmi fu protagonista dell’approvazione di fondamentali norme di welfare, come la legge sulla parità di trattamento tra uomini e donne del 1977, la legge di riforma del sistema psichiatrico (Legge Basaglia) o la legge che ha disposto la depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza.

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Ma la conquista per la quale viene maggiormente ricordata è l’istituzione del SSN nel 1978.

Prima di tale data, in Italia vigeva un sistema di tipo mutualistico, che garantiva il diritto alla salute soltanto ai lavoratori, sulla base di una contribuzione di categoria. La riforma del 1978 ha determinato il passaggio ad un sistema universalistico, che tutela la salute della persona in quanto tale e non in quanto lavoratore contribuente.

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Anselmi credeva che l’impegno in politica dovesse essere finalizzato alla creazione di leggi giuste, che potessero andare a beneficio di larghe fasce di popolazione. Sulla scia di questa ideologia, la Anselmi si è adoperata per migliorare la vita di tutti i cittadini e, in particolare delle donne, facendosi portatrice di battaglie per la parità di genere e per l’eguaglianza sociale.

cms_22116/000.jpgMa l’impegno delle istituzioni risulterebbe vano senza la collaborazione dell’individuo. La Anselmi era fermamente convinta che la libertà dovesse essere conquistata quotidianamente con le proprie scelte, e, definiva la democrazia “un grosso investimento sulla persona”.

Le affermazioni e le battaglie di Tina Anselmi suonano quanto mai attuali, davanti alla comune lotta contro il nuovo Coronavirus.

La pandemia, infatti, se da un lato ha ribadito la fondamentale importanza dell’efficienza di un Sistema Sanitario pubblico, dall’altro ha messo in luce quanto i comportamenti individuali siano determinanti per sconfiggere il male comune e riconquistare la libertà che caratterizza l’ordinamento democratico.

Francesco Leccese

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Angelo Migliorisi

#GinoStrada: La sanità torni nelle mani dello Stato. Non distruggiamo quell’istituzione fondata dal Ministro Tina Anselmi; anzi finanziamola....
Commento del 12:38 25/06/2023 | Leggi articolo...



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