TORINO IN RIVOLTA

“Il vostro lavoro è solo sfruttamento e povertà”: lo slogan di chi protesta contro il G7

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Si infiammano le proteste contro il vertice dei Ministri dell’Economia in corso a Torino dallo scorso 25 settembre. Già la giornata di venerdì ha visto scendere in piazza i primi manifestanti, ma gli scontri con la polizia sono iniziati nella notte e proseguiti fino alle ultime ore. Le centinaia di dissidenti – che appartengono alle categorie più disparate: studenti, precari, disoccupati, anarchici, No Tav, rappresentanti dei centri sociali… – si sono riversati nelle strade della città piemontese, concentrandosi in via Roma, via Carlo Alberto, via Della Rocca e via dei Mille.

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I più temerari hanno tentato di accedere all’hotel che ospita i Ministri (ironicamente ribattezzati “7 nani”) in piazza Carlina, ma non sono riusciti a eludere la vigilanza delle forze dell’ordine. Prontamente allontanati dagli agenti anche tutti coloro che sono giunti in prossimità della Reggia di Venaria, residenza sabauda (nonché sito Unesco) che ha fatto da cornice al summit. Un folto gruppo di manifestanti, guidato dalla delegazione No Tav, ha occupato il Palazzo Nuovo, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia, adibito a quartier generale di tutte le iniziative anti-G7.

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Nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 23, sono stati lanciati petardi e fuochi d’artificio ad altezza d’uomo, per neutralizzare le squadre di polizia in tenuta antisommossa. Gli agenti hanno reagito duramente agli atti di intimidazione della folla, senza però far uso di lacrimogeni. Sono partite manganellate verso i colpevoli, che si sono poi spostati in piazza Castello tentando di interrompere la “Notte dei ricercatori”, un’iniziativa della Commissione Europea pensata per avvicinare i giovani al mondo della scienza e della ricerca. La polizia avrebbe fermato per resistenza a pubblico ufficiale tre ragazze, rilasciate poche ore dopo.

Intanto, sempre nella notte, si è tenuta la Street Parade, grande corteo di protesta che ha visto i dissidenti per il quartiere San Salvario, sul lungo Po dei Murazzi e in zona Vanchiglia. Anche qui sono volate pesanti parole di scherno nei confronti delle autorità coinvolte nel vertice e delle forze di polizia. In via Madama Cristina, sono state lanciate uova contro gli uffici della Cisl (“complice di queste politiche che smantellano i diritti” a detta dei manifestanti), contro la Fondazione Agnelli e la sede torinese di Foodora, distribuzione alimentare che effettua consegne a domicilio. Inoltre, sempre nello stesso vicolo, sono stati posti i “sigilli”, con tanto di nastro adesivo, alla sede del Carrefour, accusato di sfruttamento dei dipendenti. La tensione si è acuita con la diffusione di fumogeni da parte delle orde anti-G7, che hanno persino rovesciato qualche cassonetto lungo il percorso.

cms_7341/4.jpgIeri mattina è stata posizionata davanti alla Reggia di Venaria una ghigliottina con accanto i fantocci di Renzi e Poletti, principali “bersagli” delle proteste. “Il dibattito e il confronto su opinioni diverse sono dentro le logiche della democrazia e rappresentano i suoi elementi essenziali, purché questo avvenga nel rispetto delle regole” aveva dichiarato il Ministro del Lavoro qualche giorno fa, prendendo parte all’unico evento collaterale al G7, organizzato da Alleanza delle Cooperative e patrocinato dal Governo stesso. “In questi tre giorni di discussione è emerso con molta chiarezza quanto il tema del cambiamento e dell’innovazione vada governato. È necessario prendere ferme decisioni e indirizzarlo verso le esigenze delle persone. C’è bisogno che questo tipo di impegno si risolva nella collaborazione fra governi, Stati, istituzioni e organizzazioni di lavoratori e imprenditori. Questo cambiamento è così profondo e così radicale che non c’è nessuno che possa pensare di affrontarlo da solo” ha fatto sapere Poletti nella giornata di ieri, in un messaggio che vuole forse rispondere alle provocazioni degli anti-G7. Chissà se quanto stabilito nel corso del vertice sarà capace di placare le inquietudini di lavoratori e disoccupati, i cui diritti vengono quotidianamente calpestati dal fragore di una politica spesso troppo frivola e poco risolutiva…

Federica Marocchino

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