TRA VANITA’ E PASSIONE CIVILE

FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES 2016

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La costa azzurra si sa è magnifica e qualsiasi motivo è un ottimo motivo per andarci, ma dall’undici al ventidue maggio scorso con il Festival del Cinema di Cannes ( giunto alla sessantanovesima edizione), è diventata, come del resto ogni anno, una meta irrinunciabile che ogni cinefila o fashion addicted che si rispetti non possono lasciarsi scappare. Ma se solo poche sono riuscite ad essere fisicamente a Cannes, con questo articolo e soprattutto con le sue foto tutte possiamo sognare e “credere” di essere li, ad un passo, dal red carpet, quasi a sentire le grida dei fotografi per attirare la star di turno, commentando mise da gran gala, abiti da sogno, postura, tic, manie e tendenze delle nostre star preferite.

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Il red carpet sulla croisette e la montée des marches sono una vera e propria arte di glamour e gossip che solo a Cannes raggiunge la sua apoteosi, si occuperà anche di film, di cinema d’autore, alto nobile che eleva l’animo dello spettatore, ma il Festival di Cannes è un’interrotta sfilata di grandi attori e attrici che animeranno, come ogni anno, il mitico tappeto rosso sfoggiando mise super glam. Questo articolo vuole soffermarsi sull’effimero, sulla vanità sull’estremo bisogno di esibizionismo e desiderio irrefrenabile di visibilità che da sempre circonda il Festival di Cannes, tralasciando, deliberatamente, quello che è la sostanza, l’essenza stessa del Festival: l’arte cinematografica con i suoi creatori ed esecutori, perché ad ognuno il suo…e il mio è senz’altro il fashion!

Durante il Festival del Cinema Cannes diventa un crocevia di stilisti, make up artist, hairstylist che lavorano ininterrottamente dal pomeriggio a notte fonda per le star, il loro compito è uno solo: rendere perfette e bellissime le star e i loro outfit, facendo si che passino, senza alcun passo falso, da una proiezione ad un cocktail, sino ad arrivare ancora splendidi, a sera tardi, al party più esclusivo.

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Questa sessantanovesima edizione ha visto una spietata gara di eleganza a cominciare dalle giurate: Valeria Golino, Vanessa Paradis e Kirsten Dunst che hanno sfoggiato, tutte, outfit griffatissimi anche se la mia preferita è stata Valeria Golino elegantissima nella sua algida ritrosia e forse perché, campanilisticamente, è l’ unica italianità al Festival di Cannes oltre ai stilisti che hanno disegnato gli abiti che le star hanno scelto di indossare.

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L’attesa dei fotografi e della gente era tutta per loro: Amal Alamuddin e il suo bel George Clooney che ha dovuto piacevolmente dividersi tra la collega e sua grande amica Julia Roberts (per la prima volta a Cannes) e sua moglie Amal, beato tra le donne, ma gli sguardi più dolci, come giusto che sia, sono stati per la moglie. Amal non ha avuto un red carpet e soprattutto una montée des marches facile grazie o per colpa del suo abito in chiffon giallo pastello firmato Versace, la bella avvocato ha rischiato molte volte di inciampare, ma il vestito era strepitoso, lungo, anzi lunghissimo come il diktat della moda impone ( e se si inciampa pazienza!), spacco abissale e del colore più di tendenza per questa stagione: giallo, ineguagliabili i sandali lace firmati Jimmy Choo.

La Roberts per il suo primo red carpet europeo delude alquanto, il suo abito bustier in chiffon nero ha un che di vecchio e già visto, colore prevedibile e scollatura a cuore demodè, in parziale soccorso del l’outfit, arrivano i suoi meravigliosi gioielli, ma giusto per non farsi mancare niente, ha fatto la montée des marches sfilandosi le scarpe, mandando alle ortiche il rigido dress code del Festival e facendo storcere parecchi nasini alla francese che hanno sussurrato: questi americani!…l’attrice credeva di essere in spiaggia? o forse, più semplicemente, non ha avuto la fortuna di avere un cavalier servente come George Clooney essendo arrivata da sola a Cannes?

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Una delle protagoniste indiscusse del Festival è stata l’attrice Blake Lively che ha indossato vari look, bella per definizione, in quanto in dolce attesa del suo secondo figlio, è apparsa strepitosa fasciata nell’abito nude e scintillante di Versace, disinvolta e sofisticata nella sua red jumpsuit. Il mio outfit preferito è stato l’abito azzurro, da moderna principessa Disney, monospalla con lungo strascico sempre della maison Versace.

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Ma quest’anno il red carper ci ha proposto non solo donne romantiche, ma anche donne moderne e determinate puntando i riflettori sullo stile gender blender ( prendere il meglio dello stile da entrambi i sessi), la croisette ha parlato al maschile, non propriamente mise da red carpet, ma è stata la vera novità fashion del Festival, il risultato finale è stato inusuale, sexy e tres chic. Icona indiscussa del diktat: tutte a la garçonne! è stata l’attrice Charlize Theron con il suo outfit maschile, vestita da “uomo” raffinato nel suo tuxedo nero, la camicia bianca aperta per enfatizzare il suo décolleté e una sottile collana. A lei non serve nient’altro…femmina anche vestita da uomo, uno stile androgino che nulla toglie alla sua innegabile e ahimè irraggiungibile bellezza, a lei va la mia personale palma d’oro allo stile. Attrici che hanno seguito la tendenza sono state l’elegante Susan Sarandon, la sofisticata Vanessa Redgrave, l’enigmatica Valeria Bruni Tedeschi, l’eterea Chiara Mastroianni, l’onnipresente Victoria Beckham solo per citarne alcune.

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Il nono giorno del Festival tutta l’attenzione è andata alla serata charity dell’AmfAR gala Cinema Against Aids giunto alla ventitreesima edizione e agli outfit delle partecipanti, è il party più atteso del Festival di Cannes, alto tasso di glamour, ma per una buona causa, sino ad oggi il gala ha raccolto centosettanta milioni di dollari che ha destinato ai vari progetti della fondazione. Madrina della serata è stata Sharon Stone, ospite musicale è stata la pop star Katy Perry di rosso vestita outfit ispirato a una ballerina di flamenco, a portare un abito dal colore insolito ci ha pensato l’attrice Uma Thurman, bellissima in questo raffinatissimo vestito rosa acceso con giochi di drappeggi sulla parte alta, ma la vera regina è stata lei:

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Helen Mirren che in barba ai suoi settant’anni si è presentata con un viso radioso e un magnifico vestito blu in pizzo, quando la classe non ha età, come dire, care giovani donne prendete appunti.

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Tra gli outfit peggiori la palma d’oro va senz’alcun dubbio alla presentatrice russa Elena Lenina (in abito fucsia) cosa indossa? Ancora me lo chiedo…lascio a voi ogni commento, deludente anche la desperate housewife: Eva Longoria ( a sinistra della foto), disperata anche la scelta di questo outfit che non le dona affatto rendendola più bassa e larga. A rendere un perfetto insaccato Lady Victoria Harvey, invece, ci hanno pensato i sandali lace, perché è bene ricordare che sandali di questo tipo sono adatti solo a donne dotate di gambe sottili e che altezze slim, come la sua, ha bisogno dei tacchi come il pane!

E come quasi a fare da contraltare a tutto questo effimero e sovraesposizione di star e starlette, il Festival del Cinema di Cannes premia con la palma d’oro il film: I, Daniel Blake, la passione sociale del regista britannico Ken Loach, una sorta di dramma kafkiano, dove un uomo viene abbandonato dallo stato e perseguitato dalla burocrazia, mettendo così in risalto le falle del welfare britannico. Lo stesso regista, ritirando il premio ha dichiarato: “ oggi, più che mai, è necessario che il cinema protesti contro i potenti dando voce ai più deboli. Un altro mondo è possibile e necessario”.

E su queste parole cala il sipario sulla sessantanovesima edizione del Festival di Cannes. Au revoir à la prochaine croisette e montée des marches.

T. Velvet

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