TRUMP: “IL PARTITO ABBANDONI MCCONNELL”

L’ex-Presidente, scampato al secondo impeachment, vuole egemonizzare definitivamente il partito repubblicano

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“Il Partito Repubblicano non potrà mai più essere rispettato o forte con ‘leader’ politici come il senatore Mitch McConnell al suo timone”, ha detto Donald Trump in una dichiarazione rilasciata dal suo comitato di azione politica. “Mitch è un burbero politico cupo, scontroso e senza sorrisi, e se i senatori repubblicani rimarranno con lui, non vinceranno di nuovo”, ha proseguito l’ex-Presidente. Dopo un lungo ed insolito periodo di silenzio, dovuto anche alla necessità di calmare le acque in vista dal procedimento di impeachment al termine del quale è risultato non colpevole per soli dieci voti, Donald Trump è tornato all’attacco, e lo ha fatto direttamente verso il suo partito, precisamente contro l’ala moderata che ha fatto da bilancia agli estremismi del tycoon durante la sua amministrazione, e che ha impedito l’avverarsi del colpo di Stato del 6 gennaio, non ostacolando la ratifica dell’elezione di Joe Biden.

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Ora che Trump sa di potersi ricandidare nel 2024, è iniziata la sua strategia di demolizione della parte moderata del GOP, per poi spianare la strada a una banda di estremisti fedeli al tycoon in tutto e per tutto, il cui “prototipo” è Marjorie Taylor Greene, prima deputata statunitense appartenente per sua stessa ammissione al movimento sovversivo e complottista dei QAnon. La dichiarazione di Trump sul suo ormai ex-alleato è infatti destinata a segnare una definitiva spaccatura nei conservatori, con i deputati e i senatori del partito che presto o tardi saranno costretti a schierarsi. Mitch McConnell, pur votando contro l’impeachment, a suo avviso incostituzionale dato che si trattava di giudicare un Presidente non più in carica, aveva definito Trump come “moralmente responsabile” dei fatti del 6 gennaio a Capitol Hill, affermando anche che quest’ultimo avrebbe potuto essere perseguito penalmente.

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Si dice, negli ambienti repubblicani, che proprio McConnell vorrebbe evitare che sia l’ex-Presidente a dettare i candidati alle elezioni di midterm del 2022: una squadra eccessivamente “trumpista”, secondo il leader del GOP al Senato, rischierebbe di scatenare la stessa gigantesca mobilitazione che c’è stata per le recenti elezioni tra gli oppositori di Trump, cosa che ha portato Joe Biden a demolire il record di voti ottenuti in un’elezione presidenziale, precedentemente detenuto da Obama. Oltre a McConnell, a fare le spese dell’ira di Trump è stato anche Rudolph Giuliani, ex-sindaco di New York e ormai ex-avvocato del tycoon, il quale lo ha licenziato pur continuando a definirlo suo “amico e alleato”. Giuliani paga il gigantesco fallimento dei ricorsi contro la legittimità delle elezioni, cosa nella quale tra l’altro lo stesso Giuliani non ha colpe, dato che si era ritrovato costretto a costruire una battaglia legale senza nessun elemento che potesse aiutarlo a sostenere le teorie del complotto dell’ex-Presidente.

Giulio Negri

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