TRUMP PERDE L’ULTIMO RICORSO

E i “Proud Boys” scendono in piazza creando disordini: quattro feriti gravi e 23 arrestati

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A oltre un mese dalle elezioni (le più discusse della storia repubblicana), lo stato d’animo dei sostenitori di Donald Trump, continuamente istigati dal presidente in carica, non tende a placarsi. In diverse città degli Stati Uniti sono migliaia le persone scese in strada per manifestare contro la decisione della Corte Suprema di respingere l’ultimo ricorso contro l’esito delle presidenziali che ha decretato la vittoria di Joe Biden. Nello specifico, il ricorso, presentato dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton, con l’appoggio di 18 Stati Usa e oltre 100 deputati Repubblicani, era contro le modifiche delle procedure di voto svoltesi in Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin. L’esposto, accusando i dirigenti dei quattro Stati di non aver provveduto a proteggere il voto postale da eventuali frodi, chiedeva, pertanto, di non contare i 62 voti nel collegio elettorale.

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In questo modo, Biden sarebbe sceso sotto la soglia del quorum di 270 voti necessari alla vittoria finale. E così, dopo la sentenza della più alta corte federale degli Stati Uniti, a gettare benzina sugli animi già fin troppo infuocati dell’elettorato trumpiano, cogliendo i reiterati proclami alla “non resa” da parte del tycoon, ci ha pensato Allen West (numero uno dell’elefante texano) che, invocando alla secessione, ha dischiarato: “Gli Stati rispettosi della legge dovrebbero mettersi insieme e costituire una Unione di Stati che rispetterà e si atterrà sempre alla Costituzione”.

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E prontamente, alla chiamata alle armi (letteralmente parlando) hanno risposto i Proud Boys: l’organizzazione di estrema destra e neofascista, confondendosi nella folla, hanno causato l’accoltellamento di alcune persone. Lo ha reso noto l’ufficio per gli affari pubblici del dipartimento di polizia di Washington, mentre l’ufficio della sindaca Muriel Bowser ha parlato di due agenti di polizia con ferite non letali e due civili con ferite lievi. Il gruppo di facinorosi, circa un centinaio, dopo essersi riunito davanti alla Corte Suprema e al Freedom Plaza, avevano marciato verso il Campidoglio e il centro di Washington. Stando alle dichiarazioni della Polizia, il bilancio degli scontri con manifestanti pro Biden, è di sei persone arrestate per aggressione ad agenti di polizia, dieci per aggressione semplice, quattro per atti di rivolta, due per aver oltrepassato una linea della polizia e una per possesso di un’arma proibita.

Umberto De Giosa

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