TTIP: Tutti gli Stati mobilitati contro e NOI

Contano più le ragioni delle multinazionali o la sicurezza alimentare?

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TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, tradotto Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti è un accordo internazionale commerciale di libero scambio, che coinvolge 50 Stati Americani e 28 dell’Unione Europea, ed interessa 24 settori: dall’agricoltura, alla farmacologia, chimica, cosmetologia, ingegneria, dispositivi medicali, comunicazione e informazione (anche internet) tessuti, pesticidi, energia, materie prime ecc, si tratta di un trattato di importanza storica. I negoziati sono iniziati nel 2013 e dovrebbero concludersi a fine anno.

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I negoziatori sono: Ignacio Garcia Bercero per l’UE e Dan Mullaney per Stati Uniti, la trattativa e i documenti sono segreti, accessibili solo ai gruppi tecnici ristrettissimi che se ne occupano, sono tenuti all’oscuro anche i parlamentari. La questione della segretezza è uno dei maggiori punti di opposizione al trattato, denunciato da diverse organizzazioni sia Europee che Americane. Il TTIP fa sapere che la segretezza è una normale prassi in fase di lavoro. E noi dovremmo crederci...come al solito la musica non cambia, questo accordo, coinvolgerà quasi un miliardo di persone e le multinazionali decidono in gran segreto e all’insaputa dei cittadini del mondo cosa e come commerciare sulle nostre tavole e nelle nostre case.

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Sul tavolo del TTIP, ci sono tre fondamentali aree di intervento: l’accesso al mercato delle merci, dei servizi,degli investimenti e degli appalti pubblici con l’eliminazione dei dazi e degli standard di qualità,.... qui casca l’asino e vediamo perchè; In Europa vige il principio della precauzione è necessario dimostrare prima della commercializzazione che un prodotto non è nocivo alla salute. In America vige la logica opposta, gli alimenti sono considerati sicuri fino a prova contraria, tutto quello che è prodotto viene messo in commercio, sarà il cittadino danneggiato a dimostrare che quel prodotto è nocivo alla salute. Negli Stati Uniti sono leciti ormoni anabolizzanti e antibiotici da somministrare agli animali, in Europa sono vietati perchè cancerogeni, e l’uso di antibiotici è restrittivo. In America per lavare le carcasse degli animali viene usata candeggina, l’impotante per loro che il prodotto sia igienizzato, da noi è consentita solo acqua potabile.

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In Europa il processo produttivo è controllato in tutte le fasi dalla nascita dell’animale, fino all’arrivo nei supermercati, in America no. Nel campo della cosmesi Bruxelles vieta 1320 sostanze nocive su creme shampo e trucchi, Washington solo 11. La soglia europea per l’uso di pesticidi in agricoltura è molto più bassa, in America è elevatissima. La liberalizzazione riguarda anche gli appalti pubblici, aziende americane potranno partecipare a gare d’appalto europee e viceversa, a discapito delle piccole e medie aziende che a confronto delle multinazionali non potranno reggere la concorrenza. Tirando le somme tutto quello che produciamo noi agli Americani non procurerà nessun problema, perchè i nostri prodotti non infrangono le loro norme, quello che invece producono loro andrebbe contro le norme oggi in vigore in Europa.

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Renzi e Holland ci rassicurano che non si arriverà alla firma del trattato "senza aver sopito dubbie e opposizioni dell’opinione pubblica" bene, adesso possiamo stare tranquilli e goderci le vacanze, tanto ci sono loro a tutelarci. Gli Stati Uniti, fondamentalmente è alla ricerca di nuovi spazi commerciali per difendere il dollaro come valuta di riferimento internazionale, inoltre dall’altra parte del pianeta stanno portando avanti da più tempo una trattativa analoga la TPP Trans Pacific Partnership che coinvolge paesi del Pacifico: Giappone, Messico, Perù, Nuova Zelanda, Cile ecc questo evidentemente è una minaccia per gli Stati Uniti, che vuole battere la concorrenza sul tempo.

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Contrari a questo trattato sono il Movimento 5 Stelle, Verdi, la Lega Nord, Lista Tsipras e l’organizzazione ambientalista Greenpeace che fa le sue battaglie da anni per dare voce al nostro pianeta e ai suoi abitanti. Greenpeace è riuscita a rendere pubblico un dossier segreto di 248 pagine. Subito dopo il ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda che segue le fasi dell’accordo del TTIP ci ha rassicurati dicendo che l’accordo è sottoposto a rigidi controlli tecnici di esperti e che gli OGM sono fuori dal negoziato. Greenpeace invece sostiene che nell’accordo gli OGM sono presenti, ma vengono chiamati "moderne tecnologie in agricoltura" ai tecnici del Ministero, sarà sfuggito, ma come diceva Totò sono bazzeccole, quisquilie, pinzellacchere...

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La realtà è che, come tutte le questioni di questa entità, rischiamo di cambiare volto alla realtà, molto spesso in peggio, ciò che andrebbe fatto è un controllo serio, approfondito e informato sia nelle sedi istituzionali che rispetto ai cittadini che hanno il diritto di sapere. Esattamente il contrario che la Commissione e il Parlamento Europeo stanno facendo.

Tina Camardelli

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