Tesla ed Apple sotto accusa per un incidente stradale

Model X: I freni d’emergenza non sarebbero partiti

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Nel 2018, la Tesla Model X guidata dall’ ingegnere Apple Walter Huang si schiantò contro una barriera di cemento dell’autostrada californiana 101. In quell’incidente Huang perse la vita, e il National Transportation Safety Board (NTSB), l’agenzia investigativa americana che indaga sugli incidenti dei trasporti civili, aprì un’indagine per stabilirne le cause. Oggi, l’Ntsb ha portato Tesla in udienza per non essere riuscita a prevenire l’abuso dei suoi sistemi avanzati di assistenza alla guida, che sono ora uno standard per le auto elettriche dell’azienda. È emerso che l’ingegnere e sviluppatore di videogiochi di Apple aveva inserito il pilota automatico mentre utilizzava un’app di gioco sullo smartphone. Nonostante questo, secondo quanto affermato dall’Ntsb, il fattore determinante sarebbe stata la non attivazione dei sistemi di frenata automatica di emergenza.

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La Tesla è stata successivamente colpita da altre due auto, causando la combustione della batteria. La morte di Huang è stata però a causa dalle molteplici ferite da corpi contundenti, determinate dall’uscita di strada tra la US-101 e la Route 85, per avere colpito un attenuatore d’urto danneggiato a una velocità di circa 114 km/h. Infatti prima che la macchina prendesse completamente fuoco, il corpo di Huang è stato estratto dal veicolo da alcune persone presenti sul luogo, ma ormai era troppo tardi. L’ "autosteer", il sistema di assistenza alla guida in corsia ha avviato una sterzata a sinistra verso l’area divisoria triangolare della rampa di uscita, mentre il SUV era a circa 5,9 secondi e a circa 170 metri dall’attenuatore d’urto. Complice l’alta velocità e non ricevendo alcuno stimolo da parte del guidatore, l’"autosteer" non si è fermato fino al momento dell’impatto. Robert Sumwalt, il presidente della Ntsb, ha messo in guardia i consumatori consigliando di non "adagiarsi sugli allori" in quanto non esistono vetture autoguidate.

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Inoltre ha accusato anche Apple per non aver fissato una rigida politica per i suoi dipendenti che vietano l’uso non urgente di dispositivi mobili durante la guida; un’accusa molto curiosa, per usare un eufemismo, in quanto questa non sarebbe una negligenza di Apple ma un problema comune a tutti gli smartphone. Ma risposta del Colosso di Cupertino non si è fatta attendere, ed ha dichiarato alla Cbcn "ci aspettiamo che i nostri dipendenti rispettino la legge’’. Tesla, al contrario, non ha ancora dichiarato niente e seguendo i tempi burocratici ci vorrà un bel po’ prima che la situazione si risolva.

Francesco Maria Tiberio

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