Trump contro i democratici

“Lockdown sfruttato a scopi politici”

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Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra essersi nuovamente scagliato contro i rivali democratici, accusati di sfruttare politicamente a proprio vantaggio il lockdown forzato. “Il grande popolo della Pennsylvania, vuole la libertà e sa benissimo cosa questo comporti” ha twittato Trump, appoggiando tutti quegli americani che si stanno ribellano al lockdown. “I democratici si muovono lentamente in tutti gli Stati Uniti, per scopi puramente politici”.

Se dipendesse da loro aspetterebbero fino al 3 novembre” ha poi aggiunto sprezzante il Presidente, riferendosi alla data delle elezioni presidenziali e suggerendo così un non meglio definito secondo fine elettorale alla base delle azioni e delle decisioni dei governatori democratici che non vogliono assolutamente affrettare la revoca del lockdown.

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In Pennsylvania, infatti, il governatore democratico Tom Wolf ha imposto una riapertura graduale dello Stato, dove ad oggi sono ancora registrati oltre 56 mila casi di contagio. Alla luce di tali dati, la scelta di Tom Wolf appare evidentemente ben ponderata, frutto di un’attenta e accurata riflessione. Non sorprende però l’attacco diretto da parte dei repubblicani: la scorsa settimana, ad esempio, la Corte Suprema dello Stato della Pennsylvania è stata costretta a rigettare un ricorso presentato da un gruppo di conservatori contro l’ordine di rimanere in casa imposto da Wolf.

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La pressione esercitata da parte dei repubblicani sui democratici rientra chiaramente in una più ampia lotta politica, in cui nessuna delle due parti coinvolte ha intenzione di risparmiare colpi, a prescindere dalla pandemia in corso. Attualmente negli Stati Uniti d’America vi sono oltre 1,3 milioni di casi e quasi 80 mila morti. La questione risulta particolarmente spinosa, considerato il delicato momento politico in corso. Donald Trump, infatti, sembra vivere con vivace irritazione e sdegno l’intera situazione, tanto da perdere facilmente la pazienza di fronte ad un’arguta e pungente domanda di una giornalista americana della Cbs di origini asiatiche, Weijia Jiang: “Perché ci tiene tanto a sottolineare che l’America è prima nel mondo per numero di test fatti? Perché lo sta trasformando in un elemento di competizione globale, mentre gli americani stanno ancora morendo e vediamo nuovi casi ogni singolo giorno?”. “Ci sono morti ovunque” ha risposto secco lui, aggiungendo: “Questa domanda dovrebbe farla alla Cina, non a me. Faccia la stessa domanda alla Cina, ok?” e togliendole poi definitivamente la parola.

Elena Indraccolo

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