Trump può sostituire la Ginsburg prima delle presidenziali di novembre

Si profila una vittoria schiacciante dei repubblicani nella Corte Suprema

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Senza ombra di dubbio, la scomparsa di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema statunitense nonché una delle maggiori esponenti del femminismo, segna una svolta decisiva nella politica americana, anche in vista delle presidenziali del prossimo novembre.

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Sappiamo che la stessa Ginsburg aveva chiesto di non essere sostituita fino all’insediamento di un nuovo presidente, ma purtroppo la sua morte, all’età di 87 anni, con un mese e mezzo di anticipo dalle elezioni presidenziali, potrebbe far sì che tale volontà non venga attuata.

A questo punto, la sua assenza diventa decisiva in vista delle prossime elezioni, dato che offre l’occasione a Donald Trump e ai repubblicani di sostituirla prima di novembre, disegnando così uno scenario politico a loro favorevole. Il presidente statunitense, infatti, ha stilato la lista dei candidati per imporsi anche nella Corte Suprema, che si dice pronta ad accogliere le nuove proposte di insediamento.

In questo modo, con una mossa strategica, la bilancia penderebbe tutta dalla parte dei repubblicani. Infatti, tra i nove giudici della Corte Suprema, Ruth Ginsburg era uno dei quattro progressisti, che ora rischiano l’inferiorità numerica rispetto ai repubblicani.

Inoltre, sembra che Trump possa avvalersi del supporto del senatore Mitch McConnell, che, contrariamente a quanto aveva dichiarato qualche anno fa, per questo 2020 è pronto a cambiare le carte in tavola, permettendo ai candidati alla presidenza di poter nominare, in piena campagna elettorale, membri della Corte Suprema.

All’immediato intervento di Trump si oppone l’altro candidato alla Casa Bianca, Joe Biden, il quale ritiene più opportuno che a sostituire la Ginsburg sia il prossimo presidente degli USA.

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Già in passato, Trump aveva nominato due membri della Corte Suprema, e la sostituzione della Ginsburg sarebbe anche in linea con la sue precedenti scelte politiche, ma i suoi oppositori esprimono cautela nel farlo in piena campagna elettorale. La prima scelta ad ereditare la pesante eredità della Ginsburg potrebbe essere Amy Coney Barrett, giudice della corte d’Appello, originaria di New Orleans, fervente cattolica e contraria all’aborto. Già nel 2018 la Barret fu in lizza per un seggio nella Corte Suprema, ma la scelta di Trump virò su Kavanagh.

La mossa di Trump, però, può rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché se da un lato gli garantirebbe un maggior controllo sulla Corte Suprema, dall’altro, poiché la Ginsburg godeva della stima del popolo americano, in particolare dei giovani, potrebbe favorire il partito opposto.

Insomma, l’azzardo di Trump è chiaramente dettato dalla fretta e dalle circostanze; si tratterebbe di una scelta a breve termine, per incidere più sulla propria rielezione che sulla società statunitense.

Francesco Ambrosio

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