Truth e quella falsa idea di democrazia

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cms_23592/1.jpgSi va verso una creazione di una galassia social sempre più vasta in cui ognuno apre una piattaforma a suo uso e consumo e la offre a utenti vicini alle sue idee e proposte. È il caso di Truth Social creato dall’ex presidente americano Donald Trump “per opporsi alla tirannia dei Big Tech”. L’iniziativa di uno dei presidenti più discussi nella storia americana, arriva dopo l’espulsione, nove mesi fa, dello stesso Trump in seguito al suo ruolo nell’incitare l’insurrezione del Campidoglio il 6 gennaio scorso. Trump fu messo al bando sia da Twitter che da Facebook, i maggiori social network a livello mondiale per una volta concordi nel fermare le dichiarazioni dell’ex presidente americano. Dietro però l’iniziativa dell’apertura di un social ad personam, vi sarebbe, secondo gli opinionisti, l’ipotesi di una sua candidatura in vista delle elezioni presidenziali del 2024. La piattaforma sarà disponibile da novembre e solo per coloro che verranno invitati; di proprietà della Trump Media & Technology Group (Tmtg), la società ha intenzione anche di lanciare un servizio di video on demand in abbonamento con una programmazione di intrattenimento. La fuoriuscita forzata dell’ex presidente americano dai social per così dire generalisti, ha portato Trump a spostare la sua comunicazione su piattaforme alternative, dove finalmente poter esternare qualsiasi tipo di teoria lontano dalla “tirannia delle Big tech Company”.

cms_23592/2_1635048279.jpgLa galassia social si sta frantumando, e l’idea di Trump, per quanto politicamente indotta ed elettoralmente finalizzata, è solo l’ultima delle diaspore interne del mondo delle piattaforme di condivisione. I maggiori social media stanno vivendo un cambiamento che li vede protagonisti in negativo: utenti in fuga, scandali sotto traccia, problemi con la privacy, comportamenti quanto meno discutibili degli stessi utilizzatori. Nonostante però le incertezze sul comportamento assunto dalle Big Tech, gli utenti amano perdere tempo controllando il wall di Facebook. Si tratta evidentemente di un uso routinario del comune utente Facebook che quasi istintivamente accede all’interno del social come fosse un’irrinunciabile passatempo.

cms_23592/3.jpgL’emergere di piattaforme cosiddette di nicchia, assomiglia sempre più all’era dell’avvento delle tv private in Italia, quando improvvisati imprenditori e coraggiosi mercenari dell’etere, si buttarono in un’avventura che lasciò poi sul terreno molti feriti e l’emergere di una forma di duopolio misto pubblico-privato. Nel mondo digitale, dove la comunicazione social è il posto più ambito per utenti e aziende, si sta assistendo a un progressivo fiorire di siti specializzati nell’informarci che invece di renderci effettivamente più “esseri sociali”, accentuano un senso di solitudine e di voci univoche senza l’ascolto della controparte. Ci chiuderemo allora sempre più in noi stessi ad ascoltare solo le voci amiche che non disturbano il nostro senso comune? Saremo parte di una ristretta cerchia di adepti ad ascoltare il nostro guru che ci educa e ci guida nelle scelte politiche? Saremo in grado di sfuggire anche a questa trappola pseudo democratica creata solo per dividere le opinioni e non arricchire in confronto?

Andrea Alessandrino

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