UK, JOHNSON: “ZERO EMISSIONI ENTRO IL 2050”

Il Regno Unito ospiterà la conferenza sul clima CoP26

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“Mentre fissiamo quest’anno i nostri piani per l’obiettivo ambizioso delle emissioni zero entro il 2050, noi sollecitiamo tutti gli altri a unirci a noi. Non ci può essere più grande responsabilità che proteggere il nostro pianeta e nessuna missione di cui la Gran Bretagna sia più orgogliosa. Dobbiamo fare del 2020 un anno di svolta sul riscaldamento globale, l’anno in cui fare la scelta di un futuro più pulito e più verde per tutti".

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Lo ha detto Boris Johnson, il premier britannico fresco del successo politico sul fronte Brexit, in occasione della presentazione (insieme al nostro premier Conte) degli eventi della CoP26, la conferenza sul clima di cui l’Onu ha affidato la presidenza al Regno Unito, in partnership con l’Italia, e che culminerà a Glasgow il 9-20 novembre.

Una promessa sicuramente lodevole, controcorrente rispetto alla tradizione del sovranismo internazionale, tendenzialmente negazionista dei cambiamenti climatici, come dimostrano i comportamenti di diversi leader, in primis Trump e Bolsonaro.

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Johnson aveva, tra l’altro, offerto la direzione del CoP26 di Glasgow all’ex-premier David Cameron, ottenendo però un rifiuto da parte di quest’ultimo, dopo le polemiche dovute alla rimozione dal ruolo di Presidente di Cop26 di Claire O’Neill, la ex Ministra dell’Energia, anch’essa conservatrice, sempre stata contraria alla Brexit al punto da definire i Brexiter “inossidabili isterici” e perfino “jihadisti”, e ha dunque pagato le sue posizioni sulla politica europea di BoJo con la cacciata dal ruolo di Presidente della prossima CoP.

“Dal 2035 in Regno Unito non saranno più in vendita automobili a benzina o diesel, presto avremo anche gli aerei elettrici e dobbiamo rinnovare il legame tra umani e natura. Lo faremo lavorando con i nostri amici italiani e con Giuseppe Conte”, ha detto inoltre il primo ministro UK durante la conferenza.

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Certo è che una simile presa di posizione da parte di Johnson sembra se non altro stonare con il recentissimo rifiuto, in sede di contrattazioni post-Brexit, di allinearsi “alle regole e agli standard UE sulla politica della competizione, i sussidi, la protezione sociale, l’ambiente o nulla di simile”.

Insomma, non si capisce come la Gran Bretagna intenderebbe combattere il cambiamento climatico senza seguire determinati standard.

Giulio Negri

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