ULTIME LUCI DEL BUIO

Il caso di Nancy Mensa e della sua proposta di legge

ULTIME_LUCI_DEL_BUIO.jpg

Femminicidio. Che parola orribile, raschia l’anima e si deposita direttamente nella mente, lasciando sgomenti, attoniti, frustrati. Ma quando avviene un fatto del genere, quando una donna viene privata della vita dalla persona che diceva di amarla, cosa resta dopo? A telecamere e registratori spenti, quando il sipario cala con la sentenza del Tribunale, cosa accade a chi resta? I genitori delle vittime subiranno quell’evento contro natura del sopravvivere ai propri figli, si creerà un vuoto incolmabile per l’impotenza provata. Ma qualcun altro vivrà di peggio, per qualcuno la vita diventerà buia, senza senso. I figli delle vittime. Ogni volta che un uomo, no scusate, non un uomo, ma una persona di sesso maschile uccide la sua compagna, viene dato quasi per scontato che i figli, se ci sono, verranno affidati ai parenti più prossimi, se esistono. Tutto qui, assassino arrestato, la vita continua. Ma sappiamo bene che non sarà così, per loro almeno non lo sarà. Pur se dati a parenti che li ameranno come propri, ci sarà sempre un’ombra. Quella della madre che non potranno più vedere, ma che vedranno sempre nei ricordi e nel dolore. E ci sarà l’ombra di un padre rinchiuso chissà dove. Si penserà anche a lui? Si cercheranno giustificazioni o prevarrà la rabbia? L’angoscia, vincerà il dolore? E la vita che presenta i suoi conti, come risponderà a chi ha dovuto imparare a camminare nel vuoto? Ci saranno aiuti, soccorsi, mani tese, oppure solo una sentenza? Nessuno ci pensa mai, ma dal 2000 ad oggi sono oltre 1.600 gli orfani di famiglie in cui si è consumato un femminicidio, cifra impressionante. A ricordare allo Stato questi numeri, che poi sono persone, è stata una ragazza, Nancy Mensa, la cui madre fu uccisa dal padre nel 2013, che poi si suicidò davanti a lei e al fratello di 4
anni.

cms_5378/2.jpgNancy all’epoca di anni ne aveva 19. Stava imparando la vita e ricevette la lezione peggiore in assoluto. Ora Nancy accusa si il padre, ma anche lo Stato, ricordando le due denunce che fece la madre, i suoi appelli inascoltati, il padre che doveva essere curato, e non lasciato libero di agire. Accuse forti le sue, rivolte a tutti, non solo alle istituzioni. A tutti quelli che avrebbero potuto fare qualcosa. A chi ha alzato le spalle e voltato la testa. Accusa lo Stato Nancy, ma nutre al contempo fiducia nelle istituzioni. È per questo che ha preparato una proposta di legge, grazie al suo avvocato, in cui chiede che i figli sopravvissuti a questi fatti orribili ricevano supporto psicologico, economico, occupazionale. Anche al Governatore della Sicilia venne chiesto di istituire un fondo per gli orfani di femminicidio, ma non c’erano fondi.

In Nancy ha trovato spazio la voglia di aiutare gli altri invece che la rabbia, l’odio, l’oblio come ultima tentazione. E la forza della sua richiesta l’ha portata fino al Presidente della Camera che, il 18 gennaio, ha ascoltato le sue parole, garantendole supporto per la presentazione e l’analisi di questa legge. Una legge che dovrebbe già esistere oltretutto, in questa Nazione così attenta alle sanzioni economiche, ma poco alla Convenzione di Istanbul, che prevede per l’Italia l’obbligo di realizzare misure concrete a supporto degli orfani dei femminicidi, dal punto di vista psicologico, economico e lavorativo. Nancy non si è arresa ed ora parla, per suo fratello, per sua sorella maggiore, per tutte quelle persone che, in un buio calato troppo presto, meritano di tornare a splendere.

Paolo Varese

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

Email: redazione@internationalwebpost.org

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram