UN’APP PER SALVARE VITE IN AFGHANISTAN

Pericoli in tempo reale grazie a smartphone e “Ehtsab”

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Da metà agosto l’Afghanistan, e in particolare la capitale Kabul, sono oggetto di numerosi aggiornamenti quotidiani. Se già prima c’erano stati momenti di crisi dovuti all’occupazione americana, adesso si assiste a una vera e propria escalation per via del ritiro delle truppe straniere e dell’arrivo dei talebani. Altro nodo cruciale riguarda la condizione delle donne, in grado di mobilitare centinaia di attiviste ed attivisti che, con coraggio, hanno sposato le loro cause.

cms_23026/0.jpgUna di queste donne si è distinta per una peculiare quanto utile invenzione: parliamo di Sara Wahedi, 26enne di Kabul creatrice di “Ehtesab”, che in Dari vuol dire “responsabilità”.

La startup di Sara nasce nel 2018, quando la ragazza assiste ad un attacco bomba nel centro di Kabul, e rifugiatasi subito presso la propria abitazione si ritrova un gruppo di militari stazionare dinanzi al suo portone. L’app, lanciata nel 2020 per tutti i sistemi operativi, ha la funzione di aiutare le persone a restare in zone di sicurezza: gli utenti ricevono notifiche sui rischi che sono o possono essere presenti in una certa area. Chi utilizza l’app, infatti, può tenere traccia di esplosioni, blocchi stradali, interruzioni di elettricità o altri problemi nei luoghi vicini e, al contempo, segnalarli.

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Il gruppo con sede a Kabul lavora tutti i giorni, monitorando e fornendo aggiornamenti di sicurezza, nonostante la natura del loro servizio li renda bersaglio delle attenzioni dei fondamentalisti. A tal proposito, già quando si paventava l’arrivo dei talebani in città, hanno iniziato a cancellare foto e informazioni digitali, così da oscurare l’identità dei propri membri dando loro la possibilità di lavorare da remoto.

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Un’ulteriore preoccupazione è data dal fatto che questi “nuovi talebani” hanno scelto come mezzo di comunicazione (anche) i social media; ciò ha comportato, per molti afghani, la scelta di cancellare i propri profili per evitare ripercussioni di qualsiasi tipo. Una decisione che, paradossalmente, non garantisce la loro incolumità poiché impedisce di venire a conoscenza in maniera tempestiva di alcuni avvenimenti cruciali, notizie che senza i social media “viaggiano” molto più lentamente. L’applicazione ideata da Sara non permette di reperire le ultime news, ma se non altro aiuta ad evitare zone di possibili problemi e conflitti nella città.

Michelle Giliberti

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