UNA CORAGGIOSA ITALIA CADE A DUBLINO

Regge benissimo 19’ e gioca a testa alta il resto del match con due uomini in meno

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È durata meno del previsto la battaglia dell’Italrugby a Dublino. La pesante sconfitta del XV azzurro per 57-6, è stata fortemente segnata dal destino e, soprattutto, dalle regole di gioco. All’Aviva Stadium, nonostante la prima meta al 9’ incassata facilmente per le vie centrali a causa di una difesa italiana a maglie allargate per proteggere le ali, gli uomini di Crowley, dopo aver perso Lucchesi (tallonatore) per infortunio, sono riusciti a tenere testa agli irlandesi, riuscendo ad accorciare le distanze con un calcio piazzato al 13’ di Padovani. Ma al 19’ il TMO interviene, portando l’arbitro Amashukeli a estrarre il cartellino rosso nei confronti di Faiva, subentrato a Lucchesi, per un presunto placcaggio alto su Sheehn. A questo punto, dopo la decisione fin troppo fiscale, accade qualcosa di imprevedibile: per tutto il resto della partita, l’Italia è costretta a giocare in tredici. Il motivo è dettato dal regolamento: se un giocatore di prima linea viene espulso e non c’è possibilità di sostituirlo con uno del suo stesso ruolo (com’è capitato oggi, essendo già infortunato l’altro tallonatore), per poter giocare la mischia no contest è necessario togliere un altro giocatore.

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Questo perché l’impossibilità di giocare regolarmente la mischia è stata causata dagli azzurri, con il rosso. Pertanto, dopo l’uscita di Bruno per far entrare il pilone sinistro Nemer da tallonatore, l’Italia è stata costretta a togliere anche Halafihi, con un trequarti che va a fare l’ottavo uomo in mischia ordinata, poiché, sempre per regolamento, pur essendo no contest deve giocarsi in otto. “Nel foglio-gara avevamo due tallonatori, due piloni destri e due sinistri […] era una situazione fuori dal nostro controllo, non potevamo farci nulla”, ha detto il ct dell’Italia, Kierna Crowley. Come si suol dire: “piove sul bagnato”. Oltre ad avere di fronte avversari molto forti e, al momento, unici antagonisti dei francesi alla vittoria del Torneo, pure la sorte ci ha messo del suo per falsare il risultato di un match, giocato per 60 minuti senza un tallonatore di ruolo e con un uomo in meno.

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È superfluo commentare i restanti 60’ della partita dal punto di vista tecnico, anche se Capitan Lamaro e compagni hanno dato prova di grande coraggio fino alla fine degli ottanta minuti. Per la cronaca, comunque, l’Irlanda va in meta altre tre volte nella prima frazione di gioco con Gibson-Park, Lowry e O’Mahony e 2 di Lowe, ancora Lowry, Baird e Treadwell nel secondo tempo. Da segnalare gli altri 3 punti italiani segnati su calcio piazzato appena fuori dai 22, da Garbisi al 40’. Gli Azzurri tornano in a casa con la sconfitta numero 100 in tasca, ma con l’orgoglio di aver lottato a testa alta in inferiorità numerica per gran parte del match. E questo atteggiamento depone a sfavore di chi ci vorrebbe fuori dal Sei Nazioni. “Non ci è mai capitato a livello di test di giocare contro 13 o addirittura 12 giocatori. L’Italia ha lottato con aggressività, mettendoci in difficoltà nel breakdown ed in altre situazioni”, ha dichiarato Andy Farrell, head coach dell’Irlanda. Adesso c’è un’altra pausa di una settimana, prossima sfida il 12 marzo tra le mura amiche dello Stadio Olimpico di Roma alla Scozia, battuta a Murrayfield dalla Francia.

(photo courtesy Guinness Six Nations)

Umberto De Giosa

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