UNA CRISI DEL TURISMO SENZA PRECEDENTI

Le cifre parlano chiaro, ma qualcuno fa finta di niente

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Dopo due anni di pandemia abbiamo sentito a più riprese parlare di ripartenze e di guardare il futuro con ottimismo, ma la realtà è ben altra. A farne le spese sono i piccoli imprenditori, che dopo anni di sacrifici hanno visto svanire tutto. Gli aiuti ci sono stati (nessuno lo nega), ma come ogni cosa non si riesce a soddisfare tutti. Il cambio di governo da Conte a Draghi non ha portato ai risultati sperati, perché nonostante gli annunci pseudo propagandistici, i cittadini continuano a percepire la quotidianità in modo diverso. Eppure, l’annuncio del nuovo premier aveva fatto gioire in molti proprio per il suo peso a livello europeo, ma governare un paese è un’altra storia perché si parla di vite e non di numeri o di cifre. Oltre ogni suggestione personale, la crisi economica che sta attraversando l’intero globo è molto forte, tanto da spingere i vari leader politici a trovare delle soluzioni concrete.

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Certamente, la “guerra” contro il virus non è facile da vincere. Per questo l’Italia ha attuato misure restrittive molto forti rispetto ad altri paesi, perché crede che in questo modo l’economia possa rilanciarsi. Pertanto, nonostante le spicciole dichiarazioni di Draghi i dati statistici smentiscono il premier. Il green pass si poneva il grande traguardo di risvegliare il turismo, ormai assopito a causa del covid. Eppure, questa misura presenta degli evidenti limiti organizzativi e i vari rapporti internazionali ne sono la prova. Infatti, negli ultimi 11 mesi la Federalberghi ha stimato un calo del 34,8% di turisti, nello specifico un netto meno 52,8% per quanto riguarda i turisti stranieri. L’indagine è già sul tavolo del ministro Massimo Garavaglia, che al momento non ha fornito ulteriori chiarimenti.

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Inutile sottolineare che soffrono maggiormente le città d’arte che attirano maggiormente la grande platea di stranieri: si parla di perdite di oltre 100milioni di euro. In virtù di questo lecito allarmismo, la Banca d’Italia ha stimato un crollo della spesa degli stranieri nel nostro Paese con un chiaro meno 61,4%. Nonostante i tentativi di sedare ogni sacrosanto dubbio, il governo dovrebbe parlare chiaro una volta per tutte. Non basta dire “va tutto bene”, perché la gente è stanca di sentirsi prendere in giro. Pertanto, il governo Draghi dovrebbe correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

Giuseppe Capano

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