UNA LUNGA ED ESTENUANTE CRISI DI GOVERNO

Conte trova la maggioranza alla Camera, ma oggi lo aspetta lo scoglio Senato

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Cercasi un miracolo, verrebbe da dire, ma di questi tempi meglio non sbilanciarsi. Una giornata invernale, ma molto frenetica dove si cercava di capire la reale entità di questa crisi. Senza alcuna sorpresa, il premier Conte ottiene la maggioranza alla Camera, con 321 voti favorevoli contro 259 contrari, in attesa della sfida più ardua in Senato. In questi giorni, fatti più di appelli che di opere concrete, è iniziato il toto nomi dei possibili responsabili. A tal proposito, ieri mattina abbiamo cercato di cogliere gli umori delle forze politiche, che per svariati motivi hanno rilasciato dichiarazioni diverse. Ovviamente, ognuno cerca di portare l’acqua al proprio mulino, districandosi in paroloni e annunci d’amore agli italiani. Nella tarda mattinata, riusciamo ad intercettare, per una breve riflessione, Gennaro Migliore (Italia Viva), che continua a sostenere lo strappo con Conte: “Sono mesi che stiamo chiedendo certezze sul Recovery, ma non ci sono state. Noi andremo avanti con le nostre idee e con la nostra forza, non sottomettendoci ai giochini di palazzo. È un momento difficile per gli italiani e non possiamo permetterci di giocare”.

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In realtà, quasi tutte le dichiarazioni dei vari esponenti politici sembrano leggermente alienanti e poco chiare. Il gruppo Maie 23, nato prevalentemente da senatori non accasati, in queste ore sta cercando di garantire al premier i voti necessari per ottenere la maggioranza in Senato, ma non c’è ancora nulla di certoItalia Viva ha aperto la crisi, chiedendo sostanzialmente più professionalità. Indubbiamente, la domanda che molti si fanno e il perché. Come ben sappiamo, il momento è un momento di estrema difficolta economica per il Paese, soprattutto per le piccole medie imprese. Tra i tanti politici convenuti a Montecitorio, abbiamo assistito allo show di Vittorio Sgarbi, che a sua detta “ama sguazzare nell’ignoranza”, invocando la fine di Conte e indicando Di Maio come prossimo premier. Certamente, l’argomento di maggiore interesse riguarda i possibili responsabili.

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Tanti nomi ma poche certezze ed è per questo che abbiamo chiesto una dichiarazione flash all’onorevole Merlo (Movimento Associativo Italiani all’Estero) che non ha esitato ad esprimere la sua fiducia a Giuseppe Conte, lanciando una frecciatina a Matteo Renzi: “Siamo 325 senatori e abbiamo 325 possibilità, vedremo come andrà a finire. Purtroppo, Matteo Renzi ha esagerato, è giovane e molto preparato, ma questa volta ha sbagliato”. Chiude ogni possibile intesa Paola Binetti (UDC), che rimane sulla linea del no al governo Conte: “Noi abbiamo sempre votato no e continueremo a farlo”. La scelta dell’Udc era annunciata da giorni, nonostante l’entourage di Conte abbia avanzato l’ipotesi di un possibile ingresso nella maggioranza. A questo punto il centrodestra si sente forte, gridando a gran voce la possibilità di un governo guidato da loro. L’onorevole Molinari (Lega) in un’ultima battuta afferma: “Il centro destra ha vinto le elezioni del 2018, ma non abbiamo avuto l’opportunità di governare. Noi non entreremo in nessuna maggioranza, negando qualsiasi appoggio esterno e siamo sicuri che anche Forza Italia sia della stessa idea”. La notte è lunga e, sicuramente, porterà consiglio, a chi oggi in Senato dovrà decidere se il Governo Conte avrà una continuazione oppure no.

(Foto: Anita Pia Ancora)

Giuseppe Capano

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