UNA NUOVA SPERANZA CONTRO LA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE

Pronta a partire tra due anni la sperimentazione sull’uomo della “retina artificiale liquida”

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La scienza sta oggi trovando il periodo di massimo fervore con la messa a punto di vari vaccini contro il coronavirus, ma questo non è l’unico fronte in cui la ricerca sta facendo passi da gigante in tempi brevi. Nel campo dell’oftalmologia, tra le più avanzate terapie per la degenerazione maculare senile si annovera oggi una "retina artificiale liquida", un nanomateriale che andrebbe inoculato direttamente nel bulbo oculare.

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Per il momento la sperimentazione si sta svolgendo solo sugli animali, ma i risultati sono promettenti. Ad esporli alla comunità scientifica e non è Grazia Pertile, Direttrice dell’Unità operativa oculistica dell’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), intervenuta al Festival del Futuro di Verona: "La tecnologia che presentiamo si basa sulla similitudine tra le celle fotovoltaiche e i fotorecettori dell’occhio. Dopo aver sviluppato questo materiale innovativo, abbiamo pensato di iniettarne delle nanoparticelle sotto la retina. Questa ’retina artificiale liquida’ è un progetto ancora in fase di sperimentazione sugli animali. Grazie a una serie di esperimenti siamo in grado di misurare il riflesso pupillare di questi animali, misurando il loro recupero della vista".

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La degenerazione maculare senile nella retina colpisce circa il 10% della popolazione di età avanzata. "Speriamo - ha auspicato Pertile - che possa presto partire la sperimentazione sull’uomo, siamo in attesa delle prime autorizzazioni. Ragionevolmente non sarà prima del 2022, con un’attesa di altri due anni almeno prima dell’applicazione terapeutica".

Massimo Favia

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