UNIONI GAY: A SETTEMBRE UNA SVOLTA

Il modello è quello delle civil partnership

coppie-gay_Maschi_e_Femmine.jpg

28 giugno 1969 – 28 giugno 2014: sono trascorsi 45 anni dalla rivolta di Christopher Street a Manhattan, New York; sono trascorsi 45 anni dalla notte che ha visto la nascita del movimento per le persone Lgbt (Lesbiche, Gay,Bisessuali e Transgender) e contro la discriminazione. Una notte che viene ricordata in tutti i Paesi attraverso la marcia del Gay Pride ogni 28 giugno.

cms_892/IMG_4045.jpg

Anche in Italia, lo scorso 28 giugno, una serie di manifestazioni si sono svolte a favore delle persone omosessuali e transgender in particolare e dei diritti in generale. E questa volta la manifestazione si è espressa nella sua maggiore forza, visto che a settembre approderà in aula la legge che istituisce nel nostro paese le unioni civili per le coppie gay.

cms_892/Unioni-civili-Renzi.jpg

Unioni che, secondo il disegno di legge proposto dal premier Renzi, potranno godere di tutti i diritti previsti dal matrimonio – dalla certezza di potersi assistere reciprocamente, ai diritti di successione e di eredità, dalla reversibilità della pensione alla possibilità di adottare il figlio del proprio partner – tranne quello dell’adozione. Il dibattito sulle unioni civili e sulla parità tra eterosessuali e omosessuali ha assunto, negli ultimi decenni, una rilevanza extrastatuale, al punto che molti Paesi si sono dotati di una legislazione volta a riconoscere e garantire uguali diritti ai componenti dell’Unione Europea. E’ la stessa Unione Europea a orientarsi verso il riconoscimento della parità di diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro origine, dal loro credo religioso e orientamento sessuale, sollecitando gli stati membri ad aderire a tale orientamento a favore delle coppie di fatto, eterosessuali ed omosessuali.

cms_892/143352.jpg

E se in Italia il ddl sulle unioni gay è stato inserito solo in questi ultimi giorni fra i provvedimenti urgenti da portare in aula a settembre, molti dei Paesi europei hanno da tempo adottato sia il matrimonio ugualitario, come in Spagna, Belgio, Inghilterra, Svezia, Portogallo, Francia, Paesi Bassi, Lussemburgo, sia l’unione registrata, chiamata anche partnership o coabitazione registrata, la quale garantisce specifici diritti e doveri alle coppie dello stesso sesso, oltre alle convivenze formate da uomo e donna.

cms_892/Petizione_no-matrimonio-gay_citizenGo-1200x661.jpg

Il modello a cui si ispira il progetto annunciato dal premier Matteo Renzi è quello delle civil partnership introdotte in Germania, molto vicino a quello inglese poi superato dalle nozze gay introdotte da David Cameron. Il disegno di legge, infatti, parla di unioni civili tra persone dello stesso sesso, ma ben presto, com’è successo negli altri Paesi dell’Unione Europea e degli altri continenti, tali unioni potrebbero lessicalmente essere definite matrimonio. E’ una strategia che diventa parte di quel processo di ridefinizione della famiglia che progressivamente porterà il legislatore italiano a riconoscere giuridicamente anche le unioni diverse da quelle attuali, definite come tradizionali. E se davvero la legge, tra gli ostacoli eventualmente opposti dalla parte cattolica della maggioranza, verrà approvata, per l’Italia sarà un risultato storico. Sarà un atto di presa di coscienza della mutevolezza nella composizione della società e, allo stesso tempo, un segno di grande evoluzione culturale, entrambi degnamente riconosciuti dalla politica e dalla giurisprudenza.

Mary Divella

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos