UNO SGUARDO SUL MONDO

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Il Venezuela non si arrende, neanche Maduro. Il presidente non rinuncia alla carica e lotta duramente contro il popolo. O lui o il Venezuela. Imperterrito si incaponisce sulla modifica della costituzione. Non vuol mollare la presa. Nel frattempo incidenti misteriosi si susseguono dentro e fuori le urne. Le persone muoiono per difendere un presente inghiottito da una dittatura imminente. Il problema di un petrolio difficilmente estraibile a causa della sua consistenza, rende il Venezuela dipendente da altri paesi. In poche parole il petrolio del Venezuela, se non lavorato con macchinari costosi e diluito con greggio più leggero, è inutilizzabile. Così Trump minaccia di chiudere i rubinetti nel caso in cui la condizione non si risolva in meglio. D’altronde il modus operandi di Maduro tocca interessi che riguardano un po’ tutti.

cms_6867/Petroleo-Venezuela.jpgGli USA osservano con attenzione la scena per capire che direzione prendere. La scelta si divide tra due opzioni: evitare agli USA l’esportazione e l’importazione di petrolio al Venezuela. Decisioni che affossano la politica commerciale petrolifera del paese di Maduro già da tempo in grave dissesto economico. Affari di un Trump decisamente impegnato in questo periodo. Combatte contro i suoi elettori bipolari che un giorno lo vogliono l’altro no, scende a patti con l’Arabia, invia missili in Siria, accetta l’espulsione di 755 diplomatici USA dalla Russia e, ciliegina sulla torta, viene pure minacciato con missili nucleari dalla Corea del Nord. Particolarmente delicata la situazione in questo momento. Pare che ogni Stato sia pronto a buttare una bomba in qualsiasi punto solo per affermare la propria supremazia. Quasi ogni Stato. Ci dimentichiamo dell’Italia che, invece, cerca sempre di appianare le situazioni.

cms_6867/immigrati-in-italia.jpgAnche la questione migranti che tanto l’affligge in questo periodo. Nulla da dire di fronte alla tipica bontà italiana. L’accoglienza è una tradizione del Bel Paese. Da sempre si fa carico del problema dell’immigrazione mentre gli altri paesi europei si dividono soldi e alzano barricate. Così Mattarella si rivolge all’Europa, un pezzo di mondo ormai diviso dagli interessi di ciascuno. Una lotta al dominio tra Francia e Germania, non più fiorenti come una volta. L’Italia nonostante corruzione, questioni irrisolte e terremoti, rinasce con il turismo (soprattutto estivo) che fa di lei una regina. La crisi economica non la piega anzi, le consente di tirar fuori il meglio. Qualcosa forse unisce al di là delle differenze, probabilmente il desiderio di lasciarsi alle spalle i momenti negativi e di ricominciare con una vacanza. Tutti verso un’Italia che accetta le critiche proveniente dal resto del pianeta ma poi accoglie indistintamente.

Alessia Gerletti

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