UN ANGELUS POLEMICO

Francesco torna a parlare di famiglia

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La prima udienza del nuovo anno è iniziata sulla falsariga dell’anno passato. Il nodo centrale del discorso è la famiglia, ed in particolare la figura di San Giuseppe, che più di tutti ha dimostrato l’amore concreto verso il proprio figlio. Ovviamente, egli non è il padre biologico di Gesù, ma nonostante ciò lo ama senza alcuna limitazione. Dietro questa enorme diatriba si accendono numerose polemiche, per questo Bergoglio chiarisce subito diversi aspetti. Infatti, la catechesi sul padre putativo di Gesù rientra in un obiettivo sovraordinato: quello di risvegliare le coscienze di molti sul significato della famiglia. Il periodo non è dei migliori e lo si comprende fin prima dichiarazione del Pontefice: “Viviamo un’epoca di notoria orfanità”.

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Riscoprire la sfera della genitorialità non è semplice, soprattutto se Francesco punta il dito sull’inverno demografico. Le attuali condizioni economiche non agevolano la voglia di fare figli, e tali argomentazioni andrebbero comprese anche dal mondo della Chiesa. La dottrina-tradizione cattolica sponsorizza la procreazione, ma ogni tanto occorre immergersi nella triste realtà. Al di là delle attuali scelte politiche mondiali, è importante comprendere le funzioni della figura genitoriale ai nostri tempi in una prospettiva ampia e dettagliata. A tal proposito, Francesco sottolinea una presa di posizione sostanziale che permette di comprendere meglio il suo punto di vista: “Non basta mettere al mondo un figlio per dirsi padre o madre”. Dichiarazione scontata, ma che nel piano del Santo Padre assume altri risvolti. Il suo scopo, infatti, è anche quello di sollecitare le adozioni, che negli ultimi anni hanno subito un drastico calo: “È un rischio, sì! Avere un figlio o adottare è sempre rischioso, ma più rischioso è non averne”. Ovviamente la paternità e la maternità si esercitano nella quotidianità nuda e cruda, che spesso non è facile da gestire.

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Tutti questi buoni propositi sono stati oscurati dallo stesso Francesco a causa di una sua dichiarazione, forse non compresa appieno: “Oggi è più comune la scelta di avere degli animali domestici che sostituiscono vite umane. È importante recuperare l’umanità”. Una stoccata che, specialmente di questi tempi, rischia di essere facilmente fraintesa. Capiamo benissimo il punto di vista del Pontefice, ma simili dichiarazioni finiscono per minare un equilibrio già precario. Nessun sermone potrà incentivare la crescita demografica: solo i leader politici possono agire in tal senso, ma attualmente sembra che i loro obiettivi siano indirizzati verso altro.

Giuseppe Capano

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