UN GRANDE MITTELFEST PER L’EUROPA MULTICULTURALE

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L’Europa si avvia a celebrare il 26° anno del Mittelfest di prosa, musica, danza, poesia, arti visive e marionette, che ebbe inizio nel 1991 per volere del compianto Giorgio Pressburger, scrittore di grande rilievo ed erudito intellettuale mitteleuropeo che, da profondo conoscitore delle espressioni artistiche provenienti dal Centro-Europa, ne aveva voluto l’esaltazione, annualmente, nella importante rassegna artistica internazionale fatta ricadere nell’arco di due settimane della stagione estiva.

Nel 2018, ricorrendo l’Anno europeo del patrimonio culturale, in conformità ai cambiamenti dell’area in cui è stato replicato nel corso di 25 anni, per il Mittelfest si è ricercata una svolta, rinnovandolo con l’obiettivo “che possa espandersi nel corso dell’anno, oltre le 2 settimane estive, per diventare osservatorio e forum stabile di confronto intorno al nostro tempo”.

Secondo questo orientamento, a Cividale del Friuli Venezia Giulia, il presidente del Mittelfest Federico Rossi e il neo-direttore artistico Haris Pasovic hanno tenuto il primo incontro con la stampa, alla presenza dell’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti e del sindaco di Cividale Stefano Balloch.

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Per l’occasione, il presidente Federico Rossi ha sottolineato che proprio il progetto “visionario” di Haris Pasovic, grande regista teatrale bosniaco di Sarajevo, "segnerà una svolta per fare di Mittelfest il più grande festival di riferimento dell’area mitteleuropea".

Da parte sua, Haris Pasovic ha anticipato quelle che saranno le linee guida di un festival di svolta che “guarderà all’Europa e ai Balcani, coltivando la diversità e puntando su artisti di riferimento della scena internazionale valorizzando, però, i giovani talenti, prefiggendosi di catalizzare spettatori dalle regioni contigue e da altri Paesi”. Pertanto, il progetto innovativo del festival sarà “promozione di confronto lavorando con la gente, condividendo la reciproca esperienza, per creare un modus vivendi più creativo e interessante nello scambio di energie ricercate nel continente europeo come nei posti ricchi di storia, quali: il Friuli Venezia Giulia e Cividale, con la sua grande volontà di cambiamento e positività verso il futuro inconsuete in un’Europa attuale che tende a piangersi addosso e ad avere tanta compassione di sé; regione e città così speciali, come la stessa Italia, per l’energia che emanano e non stupisce provenga da luoghi così piccoli perché qui si percepisce di più la stratificazione della storia e l’energia culturale maturata nei secoli".

Tutto ciò è già conforme alla naturale vocazione internazionale del Mittelfest. In più, il progetto di rinnovamento si prefigge “la centralità della ricostruzione di un’identità europea plurima, frutto di una collaborazione stretta tra istituzioni, partner, artisti, cittadini, media, portando nel festival gli artisti migliori dell’Europa centrale, dei Balcani e dell’Italia per aprire con loro una discussione sul futuro di tutti noi. Infatti, o l’Europa sarà multiculturale o non sarà affatto".

Anche l’assessore regionale alla cultura Torrenti, soffermandosi sulla nuova finalità insita nel progetto di Haris Pasovic, nonchè sulla valenza artistica di questo illustre neo-direttore del Mittelfest, ha ribadito: “Essendo stata scelta fra 31 candidature eccellenti, per metà giunte dal territorio regionale, la direzione di Pasovic sorprenderà con il suo progetto che può garantire l’avvio di nuove collaborazioni artistiche con l’area Mitteleuropea, ricollocando il festival al centro dell’attenzione europea e convogliando energia nuova che, dopo gli importanti risultati già raggiunti, potrà dare al Mittelfest la piena dimensione e la notorietà europea che merita, con una svolta anche nel renderlo più aperto ad un pubblico giovane”.

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Nello stesso verso il sindaco di Cividale, Stefano Balloch, ha garantito la massima collaborazione della città, patrimonio Unesco, per fare del Mittelfest il cuore di una “rinascita culturale”, essendosi detto onorato della presenza del regista bosniaco.

Come non esserlo, dato il grande spessore artistico di Haris Pasovic, il cui successo si è confermato in ogni tappa della sua carriera. Innanzitutto, è stato il fondatore del Sarajevo Film Festival e del MESS International Theatre Festival di Sarajevo. Si è distinto in altri importanti festival internazionali, come il Festival d’Avignon, il Napoli Teatro Festival, il Singapore Arts Festival, l’Edinburgh International Festival, l’UK City of Culture. Inoltre, è direttore artistico dell’East West Centre di Sarajevo ed è stato produttore e regista di grandi spettacoli come il “Risveglio di Primavera”, opera teatrale di Frank Wedekind nell’ex Iugoslavia, e “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, prodotto durante l’assedio di Sarajevo e diretto da Susan Sontag.

In definitiva, un grande regista con un grande progetto multiculturale europeo alla base di un grande Mittelfest.

Rosa Cavallo

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