UN METODO?- parte seconda

Da cosa dipende l’approfondimento nella lettura? - di Fabrizio Oddi (Critico letterario)

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Associazione è meccanismo (e dono) frutto di uno stato dell’animo e della mente sempre all’erta. Da cosa dipende l’approfondimento nella lettura? Scopriamolo nelle parole del critico letterario

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(immagine di Jennifer Del Corso)

Letteratura e cinema

La “misura” o “cifra” dell’approfondimento dipende certamente dalle letture fatte, dai film visti, dalle musiche ascoltate, dalle opere d’arte conosciute. Così il Cardinale Gianfranco Ravasi, noto e autorevole biblista, nelle sue esposizioni, negli articoli (v. in particolare nel domenicale de “Il Sole-24 Ore”), nelle rubriche televisive dedicate all’approfondimento biblico, nei suoi libri, utilizza di continuo, oltre ai consueti metodi ermeneutici, efficaci riferimenti a tali diverse arti.

D’altro canto, per fare l’esempio della pittura (o delle opere d’arte in genere, come le sculture) nel medioevo e in epoche successive gli affreschi dipinti nelle Chiese erano veri e propri libri illustrati che i fedeli (in genere analfabeti) potevano “leggere” per conoscere le Sacre Scritture, le vite dei personaggi biblici, dei santi e gli insegnamenti della Chiesa.

Un riferimento importante, denso di prospettive ed associazioni per la letteratura, è –a mio avviso- il cinema.

Ed ecco allora che si possono operare accostamenti (come in campo musicale tra musiche o canzoni di autori diversi), ad esempio, tra films visti in epoche differenti rispetto ad un libro letto di recente (Racconto d’inverno di Leonardo Bonetti), tra due film (Il giardino di mezzanotte del 1998 di Willard Carroll, con David Bradley, Greta Scacchi, Joan Plowright, James Wilby, Anthony Way – e dunque il libro di Philippa Pearce del 1958, dall’omonimo titolo, da cui il film è tratto – Tom’s midnight garden - e La casa sul lago del tempo -The lake house, anno 2006, di Alejandro Agresti, con Keanu Reeves, Sandra Bullock e Christopher Plummer); tra libri dello stesso autore (ad es., nel caso di Daniel Pennac, Signori Bambini, da un lato, e i primi tre libri dello stesso autore, tra quelli scritti per ragazzi, della quadrilogia di Kamo, dall’altro); tra due libri (L’eleganza del riccio -L’élégance du hérisson 2006; ora anche un film Il riccio - 2010 - Le hérisson di Mona Achache - 2009 con Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo Igawa, Anne Brochet, Ariane Ascaride - ed Estasi culinarie - Une gourmandise, 2000 - di Muriel Barbery, considerata la presenza di un “grandissimo critico gastronomico” e il suo ricordo di un indefinito, mitico sapore, dell’infanzia, perduto nel tempo) e due film (Ratatouille, film d’animazione della Walt Disney del 2007, e Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa di Ted Kotcheff con il grande protagonista Robert Morley); o tra un libro (La scoperta dell’alba di Walter Veltroni del 2007), da una parte, e (quanto all’aspetto del “deus ex machina” che “scatena” il contatto tra passato e futuro) un film (Frequency di Gregory Hoblit del 2000, con Dennis Quaid e James Caveziel), dall’altra.

Gli intrecci possono essere peraltro molteplici e labirintici.

Un tema che mi ha sempre affascinato (considerato il mio amore per la fantascienza e il genere fantasy) è quello dei “viaggi nel tempo”. È allora, ad es., indubbia la somiglianza tra La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger (The Time Traveler’s Wife, Harvest Books, 2004, Milano, Mondadori, 2006) ora anche film (del 2009 dall’omonimo titolo in inglese di Rober Schwentk, tradotto in italiano con il titolo Un amore all’improvviso), e il successivo libro dello scrittore francese Guillaume Musso Chi ama torna sempre indietro (Seras-tu là?, Paris, XO Éditions, 2006 – Milano, RCS Libri - 2007 ed. BUR 2009).

Inoltre in riferimento al tema del “paradosso del nonno”, che “aleggia” sui due libri citati, vi è una nota espressa di Musso (nel “Prologo”) che rinvia ad un altro testo: Il viaggiatore imprudente di René Barjavel (a p. 6; il libro è del 1943, il titolo in lingua originale è Le voyageur imprudent).

In campo letterario, quali esempi di racconti con viaggi nel tempo oltre al classico Il canto di Natale di Charles Dickens (che ha ispirato molte opere cinematografiche e, da ultimo, A Christmas Carol di Robert Zemeckis del 2009), a La fine dell’eternità di Asimov e al famoso episodio della saga di Henry Potter (Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban) possiamo ancora fare gli esempi di Timeline di Michael Chricton, della saga di Hyperversum di Cecilia Randall (la prima trilogia era: Hyperversum, Il falco e il leone e Il cavaliere del tempo) e il romanzo Rabbia, di Chuck Palahniuk.

Peraltro in Chi ama torna sempre indietro mi sembra di aver rinvenuto un elemento, in riferimento ad una “corrispondenza” (anche se sui generis nel caso del libro di Musso) tra passato e futuro, che mi ricorda due films, visti qualche tempo fa e già citati: La casa sul lago del tempo e Frequency.

Del resto in ambito cinematografico in tema di viaggi intertemporali sono svariate le pellicole cinematografiche sull’argomento. Così il film del 2006 Déjà vu - Corsa contro il tempo (Déjà Vu) del regista Tony Scott (quello di Nemico pubblico - 1998 - Spy Game – 2001 - Man on Fire - Il fuoco della vendetta – 2004 - Domino 2005), con Denzel Washington, Val Kilmer, Paula Patton, Bruce Greenwood, Adam Goldberg e Jim Caviezel), o L’esercito delle dodici scimmie (Twelve Monkeys del 1995, di Terry Gilliam, con Brad Pitt, Madeleine Stowe, Christopher Plummer, Bruce Willis, Jon Seda).

Ugualmente viene “in ballo” il “paradosso”, cui facevo riferimento poc’anzi, nella famosa trilogia di Robert Zemeckis di Ritorno al futuro (con Michael J. Fox e Christopher Lloyd), in una puntata del cartone animato Futurama, creato da Matt Groening, e tra gli altri –a mio avviso- nei films “cult” Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes, del 1968, di Franklin J. Schaffner, con il fantastico Charlton Heston, e con un successivo remake nel 2001 di Tim Burton), e L’uomo che visse nel futuro del 1960, titolo originale The time machine (di George Pal, remake nel 2002 di Simon Wells), tratto dall’omonimo classico della letteratura di fantascienza di H.G. Wells. Aggiungerei anche Kate & Leopold del 2001del regista James Mangold (con Meg Ryan e Hugh Jackman)

segue nell’edizione di domani

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