USA,ASSALTO AL CAMPIDOGLIO, PROSEGUONO LE INDAGINI

Emerse importanti novità

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Il comitato della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti che indaga sull’incredibile rivolta del 6 gennaio scorso contro il Campidoglio, a Washington, ha dichiarato venerdì di aver chiamato a testimoniare altre 6 persone, includendo tra questi anche alcuni nomi importanti di collaboratori dell’ex presidente Donald Trump alla Casa Bianca. Si tratterebbe di: Brian Jack, che era il direttore politico della Casa Bianca di Trump; Max Miller, un ex assistente speciale che corre per un seggio alla Camera in Ohio con l’approvazione dello stesso tycoon; Bobby Peede, l’ex direttore dello staff avanzato della Casa Bianca. Secondo le risultanze in possesso del comitato, Peede e Miller si erano incontrati con Trump in un ambiente privato della Casa Bianca per discutere del raduno del 6 gennaio; stando a quanto riferito, Jack avrebbe preso contatti con diversi membri del Congresso per conto di Trump invitandoli ad intervenire ufficialmente al raduno di protesta.

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Il Deputato Bennie Thompson, presidente del comitato, ha dichiarato in una nota che alcuni dei testimoni convocati oggi a quanto pare avrebbero lavorato per organizzare i raduni del 5 e 6 gennaio, e alcuni sembravano aver avuto una comunicazione diretta con l’ex presidente per quanto riguarda il raduno all’Ellipse direttamente precedente l’attacco al Campidoglio.

Il comitato ha anche emesso un mandato di comparizione per una serie di organizzatori di movimenti e comitati considerati autori delle violenze, tra cui Ed Martin, descritto come un organizzatore del movimento "Stop the Steal" di Trump, e Kim Fletcher, che gestisce un’organizzazione pro-Trump chiamata "Moms for America".

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Inoltre Evan Neumann, 49 anni, accusato di aver aggredito la polizia nella rivolta del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti e di aver usato una transenne di metallo come ariete, è fuggito dagli Stati Uniti; le autorità ritengono si sia rifugiato in Bielorussia venerdì scorso.

L’uomo, originario della California, è stato incriminato per 14 diversi capi di imputazione inerenti l’assedio al Campidoglio da parte dei sostenitori dell’allora presidente Donald Trump. Durante l’assalto è stato filmato mentre indossava una maschera antigas. Secondo i documenti depositati nel caso, Neumann in seguito si sarebbe tolto la maschera e, gridando frasi minacciose contro le forze di sicurezza, si sarebbe scagliato contro di loro usando come corpo contundente le suddette transenne. Irreperibile da febbraio 2021, è recentemente apparso in uno speciale della televisione di stato bielorussa intitolato "Arrivederci, America", raccontando il suo viaggio nell’ex repubblica sovietica e nella sua capitale, Minsk. In questo contesto ha affermato di aver cercato asilo politico in Bielorussia perché gli Stati Uniti, secondo lui, non sono più un paese in cui vige lo stato di diritto. Si ritiene che Neumann sia l’unico latitante internazionale accusato in relazione alla rivolta al Campidoglio. Quattro persone sono morte il giorno della rivolta e un ufficiale di polizia del Campidoglio è morto il giorno successivo per le ferite riportate mentre difendeva il Congresso. Centinaia di poliziotti sono rimasti feriti durante i tafferugli, durati diverse ore. Nel giro di alcuni mesi, secondo le agenzie di stampa internazionali, tra cui Reuters, sarebbero salite a 220 le persone accusate di aver aggredito od ostacolato direttamente e indirettamente le forze dell’ordine durante l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio…

Carlo Coppola

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