USA, deroghe alle sanzioni sul nucleare a chi collabora con l’Iran

La solidarietà a due pesi e due misure

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La politica di massima pressione intrapresa da tempo da parte dell’amministrazione Trump ad oggi sembra vacillare su un principio di due pesi e due misure. In questo ambito gli Stati Uniti non solo hanno ripristinato le sanzioni che avevano ritirato nell’ambito dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, ma le hanno inasprite per cercare di costringere l’Iran a frenare le sue attività nucleari, missilistiche regionali. Probabilmente per non infierire nel quadro economico catastrofico all’interno del quale l’emergenza pandemica del COVID-19 ha catapultato i mercati, il segretario di stato Mike Pompeo avrebbe sottoscritto a malincuore un’estensione delle deroghe,per permettere alle compagnie russe, cinesi ed europee, qualora sia nelle loro intenzioni, di proseguire i progetti di collaborazione presso impianti nucleari iraniani, senza incorrere nelle sanzioni statunitensi, considerato che già il governo Trump era stato criticato per aver mantenuto senza riserbo le restrizioni nei confronti dell’Iran, già gravemente affievolito dall’allerta sanitaria.

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L’Iran nei giorni scorsi avrebbe infatti esortato gli altri paesi membri delle Nazioni Unite al sostegno nella richiesta di un ammortamento o un congelamento per lo meno temporaneo delle misure; chiamata che non sarebbe stata nemmeno presa in considerazione dagli States. "Continueremo a seguire da vicino tutti gli sviluppi del programma nucleare iraniano e potremo adeguare queste restrizioni in qualsiasi momento", ha dichiarato in una dichiarazione Morgan Ortagus, portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. La politica generale di Washington nei confronti di Teheran ha affrontato crescenti critiche da parte degli oppositori e delle autorità iraniane che affermano che le sanzioni statunitensi stanno ostacolando gli sforzi del paese per affrontare l’epidemia di coronavirus, che ha ucciso 2.460 iraniani e conta quasi 40.000 contagi. Allo scopo di aiutare Teheran, nel corso dell’ultima settimana sarebbe stato messo in moto l’INSTEX, un meccanismo internazionale di boicottaggio delle sanzioni USA, accordato con il Ministero degli Esteri tedesco. "Francia, Germania e Regno Unito confermano che INSTEX ha concluso con successo la sua prima transazione, facilitando l’esportazione di dispositivi medici dall’Europa all’Iran. Questi beni sono ora in Iran", ha detto il ministero in una dichiarazione di martedì.

Federica Scippa

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