USA: SI DELINEA LA NUOVA POLITICA ESTERA

Nessuno sconto a Cina e Russia, riavvicinamento all’Europa e pacificazione con Iran, ecco i primi obiettivi di Biden

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Joe Biden ha iniziato, tramite le proprie azioni in ambito diplomatico, a rendere chiari gli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti nel post-Trump. In cima all’agenda ci sono i rapporti con Cina, Russia, Iran ed Unione Europea. Per i primi due Paesi, Biden ha fatto capire chiaramente che non ci saranno sconti. Se per quanto riguarda la Russia questo era ampiamente prevedibile, forse la Cina sperava in un alleggerimento della situazione conflittuale creatasi con Donald Trump. Invece, così non sarà: il marcatissimo atlantismo del Presidente USA non si accompagnerà ad un allentamento con Cina e Russia. Intervenendo alla Conferenza del G7 di Monaco, Biden ha messo in guarda gli alleati occidentali contro un “attacco alla democrazia” in corso da parte proprio dei due Paesi dell’Est. Il leader dei Democrats si è spinto addirittura oltre riguardo la Russia, affermando che non è da escludere l’ipotesi che, se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, il punto d’arrivo possa essere una “nuova Guerra Fredda”, che, però, gli USA “non vogliono”.

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Per Biden, la Russia "è una minaccia per le nostre democrazie", in quanto Putin “cerca di indebolire il progetto europeo e la Nato. Vuole minare l’unità e l’alleanza transatlantiche e la nostra risolutezza per intimidire più facilmente e usare la prepotenza contro i singoli stati"; mentre la Cina commette “abusi economici da respingere”. È invece verso l’Iran che Biden ha deciso di mostrare quello che non è certo un allentamento, ma è senz’altro un’apertura: gli Stati Uniti hanno infatti accettato l’invito dell’Europa a sedersi al tavolo delle trattative con Teheran per rivitalizzare gli storici accordi del 2015 sul nucleare che fu di fatto reso nullo dall’amministrazione Trump. In precedenza, l’inquilino attuale della Casa Bianca aveva richiesto che l’Iran riprendesse ad applicare gli accordi del 2015 prima di iniziare qualsiasi trattativa: probabilmente, sono state proprio le richieste dell’UE a fargli cambiare idea.

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Tornando alla precedentemente accennata questione dell’atlantismo statunitense, Joe Biden, durante il G7, ha tenuto a precisare che “l’era di ‘America First’ è finita”, e che gli USA sono “tornati”, inteso nel senso di una nuova apertura alla cooperazione con il Vecchio Continente, in primis con l’Unione Europea, dopo che Trump aveva intrapreso contro quest’ultima una battaglia politica e commerciale difficilmente comprensibile, rischiando di minare un’alleanza che dura dai tempi delle Guerre Mondiali. Un grande lavoro è stato fatto, però, proprio dall’Unione, che non ha mai abbandonato la speranza di vedere un rinsavimento nelle politiche americane, e si è vista premiata dalle parole di Biden al G7: “So che gli ultimi anni hanno messo a dura prova le relazioni transatlantiche, ma gli Stati Uniti sono determinati a impegnarsi nuovamente con l’Europa, a consultarsi, per riguadagnare la posizione di fiducia”, le parole del leader americano, che segnano un nuovo inizio per le relazioni USA-UE.

Giulio Negri

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