Un percorso affascinante tra storia e leggenda

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Victor Von Frankenstein nacque alla fine del 1700, sulla Riviera di Chiaia, una strada di Napoli, figlio di un gentiluomo ginevrino…

Ecco, per parlare della Napoli misteriosa si potrebbe partire da qui, dai suoi natali immaginari nella Napoli che affascinò Mary Shelley, la scrittrice, che volle così omaggiare il capoluogo partenopeo. E se si parla di Frankenstein e della sua creatura, viene spontaneo associare la città a Dracula, il vampiro. Quale attinenza può avere il conte delle tenebre con la città di Pulcinella? Forse molta… Per scoprirlo basta recarsi in piazza Santa Maria La Nova, dove, all’interno dell’omonima chiesa, e precisamente nel chiostro, si trova una lapide con un bassorilievo raffigurante un drago - Dracul in rumeno - e due sfingi contrapposte, ad emblema della città di Tebe, in egizio Tepes. Dracul Tepes. Vlad Tepes. Sembra quasi un romanzo ma è storia vera quella di Maria, figlia di Vlad Tepes, adottata da una famiglia napoletana e andata in sposa a un nobile. La leggenda si fonde con il mistero, con i “si dice”, ma quella lapide è li, in attesa che gli studiosi riescano a fornirci l’identità del misterioso defunto. Frankenstein, Dracula, la vita eterna… e, come se non bastasse, per un curioso scherzo del destino, a Napoli visse anche Raimondo Sansevero, principe di Sangro.

cms_5468/2.jpgCostui in vita fu definito stregone, di lui si diceva che avesse tradito i suoi fratelli massoni pur di salvarsi dalla decapitazione, che effettuasse riti magici. La sua eredità, il suo testamento lo si ritrova in via Francesco De Sanctis, dove sorge la Cappella detta la Pietatella. Al suo interno, scendendo le scale, si arriva in una cripta, una volta ingresso del laboratorio alchemico del principe, ed all’interno di una teca si possono osservare due corpi, le cosiddette macchine anatomiche. Si tratta di due scheletri, umo maschile ed uno femminile, le cui ossa sono rivestite dal sistema arterioso e venoso. All’interno del ventre della donna, incinta, si potrà vedere anche il cranio del bimbo mai nato.

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Risalendo, si osserverà la statua del Cristo Velato, opera di Giuseppe Sammartino, dove il marmo sembra talmente leggero da lasciar intravedere il corpo sottostante il velo. Molte altre opere d’arte e simboli alchemici adornano questo scrigno dei misteri, ed ognuno rappresenta un concetto, un’idea, un limbo tra vita e morte. Se si raggiunge Posillipo poi, si troverà Palazzo Donn’Anna, nel Largo omonimo, dove, sulla terrazza, di tanto in tanto si vedono due figure danzare. Si narra siano gli spiriti di due amanti uccisi per gelosia da Anna Carafà che ne gettò i corpi in una botola collegata al mare. I pescatori asseriscono di sentire spesso voci e sospiri provenire dal mare proprio sotto il palazzo.

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Chi poi volesse percorrere Corso Garibaldi, giunto in prossimità di Porta Nolana, non avrebbe problemi nel vedersi indicare il palazzo dell’Impiccato, un’ex caserma spagnola dalle cui finestre sembra si veda spesso penzolare una testa senza corpo. Per godersi la vista della città dall’alto infine, non si può non recarsi al Vomero, dove sorge Castel Sant’Elmo, unico castello al mondo con una pianta a sei punte, la cui spiegazione resta confinata al mondo delle teorie. Ma non bisogna avvicinarsi con animo leggero, o si potrebbe restare spaventati dall’apparizione di una figura vestita di bianco e dai lamenti delle persone uccise dalle guardie reali durante l’assalto alla fortezza. Napoli nasconde molti misteri, molte leggende, come quella di San Giovanni a Teduccio, dove, secondo le testimonianze, ogni sera alle 20.30 una donna vestita di nero si aggirerebbe per le stradine del piccolo centro, svanendo una volta che la si raggiunge. La passeggiata nella Napoli esoterica si conclude in piazza del Gesù Nuovo, dove, sulla facciata dell’antica chiesa omonima, capolavoro del barocco, tra le pietre vulcaniche, gli spazi presenti, si possono trovare dei segni, delle lettere aramaiche, e leggendole da destra a sinistra e dal basso verso l’alto, si scoprirà un partitura musicale nascosta. Napoli, chist’è. ‘O paese do sole, ma non solo.

Paolo Varese

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