Un secolo di parole

I 100 anni del dizionario Zingarelli

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Testimone indiscusso e privilegiato della trasformazione della lingua italiana, lo Zingarelli 2018 anche per l’anno nuovo si fa carico di aggiornare il nostro lessico con neologismi e nuovi significati. Le trasformazioni della lingua italiana passano attraverso i mutamenti di costume, l’adattamento di nuove tecnologie, i progressi della scienza, ma molto spesso, più semplicemente, avvengono per strada, nel divenire quotidiano.

Con 145mila voci e oltre 380mila significati, lo Zingarelli, da 100 anni, ci viene in aiuto quando siamo in preda a vuoti di memoria e nei casi in cui un deficit di conoscenza esiga un consulto più aggiornato.

Il secolo di vita del dizionario si è festeggiato a Bologna, città dove è nato e dove è ancora pubblicato, con un summit di linguisti. Erano presenti Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, e Stefano Bartezzaghi, scrittore e autore dei più famosi cruciverba italiani. Presente all’incontro anche il lessicografo Mario Cannella, che dal 1993 cura annualmente l’aggiornamento del dizionario.

Tutti abbiamo avuto uno Zingarelli in mano, - ha esordito il sindaco di Bologna, Virginio Merola, riassumendo l’importanza del vocabolario - lo abbiamo sfogliato e consultato a casa e a scuola ed è certamente stato uno dei principali strumenti di conoscenza e di avvicinamento alla nostra lingua e dunque alla nostra cultura”.

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Chi non ricorda il tormentone “supercazzola” del conte Mascetti nel film “Amici miei” di Mario Monicelli? Ebbene, il non-sense pronunciato da un esilarante Ugo Tognazzi fu tra gli oltre 500 nuovi inserimenti, registrati e aggiunti nel dizionario, che nel 2016 sono entrati ufficialmente nell’italiano parlato e scritto.

In quell’anno hanno fatto il loro debutto nel dizionario termini come “telepedaggio”, “complottista”, “cooking show”, “sfanalare”, “cogenitore”. Anche la politica ha dato il suo contributo con il tipico atteggiamento di chi farebbe qualsiasi cosa pur di conservare il suo incarico, riassunto nel poco onorevole “poltronismo”, mentre il movimento emergente di ultima costituzione ci ha regalato i termini di “pentastellato” e “grillino”.Jihadista” è il neologismo meno rassicurante e di cui avremmo fatto sicuramente a meno, ma la storia si regge sull’equilibrio tra l’utile e il deleterio e non sempre ci è dato scegliere.

In Italia chi ha la responsabilità della gestione di un’impresa in fase di startup fa lo “startupper”, mentre chi chiude un’attività fa lo “shutdown”. Anche la passione per il gioco viene ridefinita, relegando gli italiani che spendono alte somme di denaro a quelli che giocano alla “videolottery”. E che dire di chi si prende un “trojan” (virus) nel pc o di quelli che hanno l’ “expat” (contratto di lavoro all’estero). “Copia-incollare” ha poi travalicato il tempio del pc per essere usato nel linguaggio comune, e meno male che una sana “paraculaggine” hariportato alla normalità uno stato delle cose divenuto eccessivamente “smart”.

Anche lo sport dona il suo contributo all’arricchimento della lingua italiana: dopo aver riempito le pagine dei quotidiani sportivi oltre che le bacheche di trofei del Barcellona, il “tiki-taka” diventa una parola italiana a tutti gli effetti. Il giornalista radio-televisivo che segue una partita a bordo campo prende il nome di “bordocampista”, mentre il “capocurva” è il leader della tifoseria organizzata più focosa di una squadra di calcio. Anche “sciarpata” è una bella novità, e serve a descrivere lo sventolamento collettivo delle sciarpe.

Nel 2017 la new entry più colorata si presta a definire il mondo dei perenni e fedeli appassionati dei cartoni. I “cosplayer” impazzano ovunque conquistando di diritto un posto tra le 1000 nuove voci e significati nell’aggiornamento annuale dello Zingarelli. La “cam girl” è la giovane donna che, tramite una webcam, offre su Internet fotografie personali, filmati erotici o pornografici a pagamento. Per i single con difficoltà a relazionarsi, lo “speed date” consente di trovare un partner durante incontri organizzati di pochi minuti. L’Italia virtuosa è quella poi che divora le “bacche di Goji”, così incredibilmente ricche di antiossidanti: una garanzia di longevità. I vecchi piani industriali finiscono in cantina cedendo irrimediabilmente il passo ai “business plan”, che già nel nome sembrano racchiudere la chiave del successo. L’italiano del 2017 fa il “foto ringiovanimento”, la “luce pulsata”, e il “picotage”, e dà il benvenuto all’ ”Erasmus”, all’ ”emoji e ai “dem” del partito democratico.

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Novità da segnalare nel 2017 sono le 3125 parole da salvare: “obsoleto”, “diatriba”, “leccornia”, “ledere”, ”perorare”, ad esempio, sono parole spesso sostituite da sinonimi sicuramente meno espressivi.

Benvenuta “Brexit” nel dizionario 2018. Favorevoli o contrari ai suoi contenuti, la parola non porta con sé colpe né responsabilità ed entra di diritto nell’ultimo aggiornamento. Il prossimo sarà un anno all’insegna della “post-verità”, dell’ ”alternanza scuola-lavoro”, e della declinazione tutta politica del “gufismo”. “Hater”, “Influencer”, Youtuber”, “Spammare”, “Taggare” e “Like” sono tra i neologismi che rappresentano il segno dei tempi. Il linguaggio anglofono assorbito da Internet dà la più realistica dimensione della modernità in cifre ed entra di diritto nel linguaggio comune. Ma anche nei significati: a causa dei social come Facebook, la parola “amicizia”, nello Zingarelli, assume una nuova accezione e diventa ”relazione che si stabilisce fra due utenti Facebook quando esprimono reciproco consenso a condividere i contenuti del proprio profilo”.

La più recente moda di consumare cibi per strada diventa “street food”, mentre i “compro oro” sono identificativi della recente crisi che non ha risparmiato nessuno. Il dibattito in tema di adozione sulla step child adoption nelle unioni civili ha coniato l’aggettivo di matrice tecnico giuridica “coparentale”. “Sviluppismo” e “dietrologismo” sono i termini di matrice politica per identificare le due facce della stessa medaglia: le conseguenze dello sviluppo economico. “Dronista” è colui che manovra i droni mentre, curiosamente, “Nikefobia” non sta ad indicare il terrore alla vista delle sneackers, bensì la paura che scatta mentalmente di fronte al raggiungimento del successo: quando si sta per raggiungerlo, il cervello mette inconsapevolmente in atto dei comportamenti che gli impediscono di ottenerlo.

Il dizionario Zingarelli 2018 si completa con “millenial” per indicare chi è nato tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, “genderless” per indicare tutto ciò che non ha genere, “uber”, “sharing economy”, “itangliano” e “scialla”, lo “stai sereno” caricato di significati da un’alzata di spalle, gesto talmente identificativo tra gli adolescenti da diventare fenomeno e ispirazione per la realizzazione di un film.

L’interesse per la lingua italiana nel mondo è costantemente in crescita grazie anche agli interventi di politica culturale. Tenere aggiornato il nostro lessico ai mutamenti che ci impone la globalità diventa pertanto essenziale per accrescere l’interesse e la curiosità per il suo corretto uso.

Maria Cristina Negro

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